Caratteristiche dell’ obesità

13 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi alimentari   |  Commenti disabilitati su Caratteristiche dell’ obesità

Disturbi alimentariL’obesità è la più frequente disfunzione nutrizionale nel mondo; col termine obesità si intende un aumento di peso corporeo per accumulo di grassi nel tessuto adiposo in quantità eccessiva rispetto alle necessità fisiologiche dell’organismo tale da determinare un rischio per la salute.
L’obesità è una patologia assai frequente ed in costante aumento. La sua prevalenza varia notevolmente da un paese all’altro a seguito di fattori genetici, culturali, socioeconomici, ma è maggiore nei paesi industrializzati. Per standardizzare la diagnosi di obesità nei diversi paesi, negli ultimi anni è divenuto comune l’impiego dell’Indice di Massa Corporea (BMI, acronimo della terminologia anglosassone Body Mass Index). Il BMI è un indice espresso come peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza espressa in metri (kg/m2).
La diffusione dell’obesità sta crescendo in modo sostanziale sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo.
L’obesità è causa in genere di un’alimentazione scorretta e di una vita sedentaria.

Alimentazione e attività fisica sono comportamenti fortemente influenzati dalle condizioni sociali, economiche e culturali. Sfatando un luogo comune abbastanza diffuso, l’obesità non è un “problema dei ricchi”. O almeno, non solo: le fasce di popolazione più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico tendono infatti a consumare più carne, grassi e carboidrati, piuttosto che frutta e verdura, e a curare meno la propria immagine e il benessere fisico.
A livello psicologico, l’obesità può stravolgere completamente la vita di una persona: chi è obeso spesso viene isolato e sottoposto a una vera e propria stigmatizzazione sociale, che rende difficile qualunque tipo di socialità. In particolare, i bambini in sovrappeso tendono infatti a sviluppare un rapporto difficile con il proprio corpo e con i propri coetanei, con conseguente isolamento che spesso si traduce in ulteriori abitudini sedentarie.
Si sta inoltre studiando se e quanto l’obesità possa essere anche il risultato di fattori di rischio di natura genetica. Per quanto gli studi siano ancora preliminari, data la natura multifattoriale dell’obesità, è probabile che esistano fattori genetici combinati in grado di favorire o meno la capacità di perdere peso e di mantenerlo basso.

Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche: malattie cardiovascolari, ictus, diabete, alcuni tumori (endometriale, colorettale, renale, della colecisti e della mammella in post-menopausa), malattie della colecisti, osteoartriti.
Altri problemi di salute associati a un eccesso di peso corporeo sono: ipertensione, ipercolesterolemia, apnea notturna e problemi respiratori, asma, aumento del rischio chirurgico, complicanze in gravidanza, irsutismo e irregolarità mestruali.

Un problema particolarmente grave è quello dell’insorgenza dell’obesità tra bambini e adolescenti, esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico.
Inoltre, chi è obeso in età infantile lo è spesso anche da adulto: aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto) e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia.
Secondo un modello medico-neurobiologico-psicologico integrato l’obesità può essere inquadrata come una condizione morbosa con cause multifattoriali, caratterizzata dalla presenza di un disturbo quantitativo e qualitativo del comportamento alimentare.
Secondo questo modello, diversi fattori sono determinanti perché possa manifestarsi la patologia obesità:

  • fattori neurobiologici: alterato equilibrio dei neurotrasmettitori che regolano il bilancio fame sazietà (serotonina, dopamina, sistemi peptidergici). Tale alterazione sembra essere in parte ereditaria ed in parte acquisita durante la primissima infanzia a causa di comportamenti alimentari scorretti.
  • fattori metabolici: un rallentato metabolismo basale, scarsa attività fisica, riduzione dell’ossidazione lipidica si associano ad un aumentato rischio di andare incontro ad obesità.fattori psicologici e socio-culturali: numerosi autori hanno cercato di delineare le caratteristiche psicologiche principali che accomunerebbero tra di loro i soggetti obesi.

In realtà, dal punto di vista psicologico, come da quello medico, l’obesità si presenta come un quadro estremamente complesso.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

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