Disturbo Bipolare

27 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Depressione   |  Commenti disabilitati su Disturbo Bipolare

Il Disturbo Bipolare è uno dei disturbi dell’umore. Con il termine “Disturbo Bipolare” viene indicato un disturbo mentale caratterizzato dall’alternarsi di episodi depressivi e di episodi maniacali. Un singolo episodio di mania può essere sufficiente per la diagnosi, dal momento che in nove casi su dieci di esordio con episodio maniacale si andrà incontro ad un disturbo depressivo.
Il Disturbo Bipolare è un disturbo ricorrente, tende a ricorrere nella vita dell’individuo tanto da essere talvolta considerato un continuum ciclico, un’alternarsi fra episodi e momenti di compenso.
Il primo episodio può essere indifferentemente maniacale o depressivo; quando il primo episodio è maniacale si tende ad avere più disturbi maniacali di quelli depressivi e viceversa.
I quadri con cui può presentarsi un disturbo bipolare sono molti, perché i sintomi possono variare da un estremo all’altro dell’umore sia per qualità che per numero che per intensità.
I quadri più importanti e diffusi sono:

  • Disturbo Bipolare I: è caratterizzato da uno o più episodi maniacali o misti, solitamente accompagnati da episodi depressivi maggiori
  • Disturbo Bipolare II: è il più diffuso, è caratterizzato da uno o più episodi depressivi maggiori, accompagnati da almeno un episodio maniacale
  • Disturbo Ciclotimico (o ciclotimia): oscillazioni continue dell’umore e dell’attività, sempre un po’ superiori rispetto a quelle che si hanno fisiologicamente; è caratterizzato dalla presenza di numerosi episodi maniacali e di numerosi periodi con sintomi depressivi che non soddisfano i criteri per un episodio depressivo maggiore
  • Disturbo Bipolare non altrimenti specificato.

Per porre diagnosi sicura di mania, deve presentarsi un distinto periodo di anormale e persistente elevazione del tono dell’umore, con caratteristiche di espansività o irritabilità. I disturbi dell’umore devono essere abbastanza gravi da compromettere le attività di studio, di lavoro o le capacità di relazione sociale.
Durante un episodio maniacale, diversi dei seguenti sintomi sono presenti:
– aumento dell’autostima o grandiosità
– ridotto bisogno di sonno
– aumentata produzione verbale con difficoltà a frenarla
– volubilità nel cambiare opinione (il paziente non si accorge che i suoi pensieri cambiano facilmente)
– facile distraibilità (il paziente può porre attenzione a particolari insignificanti ignorando elementi importanti)
– aumento delle attività finalizzate
– agitazione mentale o fisica
– aumentato coinvolgimento in attività che possono avere conseguenze pericolose (per esempio spendere molto denaro o intraprendere attività sessuali inusuali per la persona).

Per la diagnosi di depressione è necessario un periodo di almeno due settimane con perdita di interesse o di piacere in tutte o buona parte delle attività. La depressione deve essere abbastanza grave da produrre una modificazione nell’appetito, nel peso corporeo, nel sonno o nella capacità di concentrarsi così come deve essere presente un sentimento di colpa, di inadeguatezza o disperazione; possono anche essere presenti pensieri di morte o suicidio.

Durante un episodio depressivo, diversi dei seguenti sintomi sono presenti:
– costante depressione del tono dell’umore o disperazione
– grave riduzione di interessi o di piacere in tutte o nella maggior parte delle attività
– perdita o incremento del peso corporeo o dell’appetito
– aumento o riduzione del sonno
– agitazione o rallentamento
– affaticamento o perdita di energia
– sentimenti di inadeguatezza, di colpa e/o perdita dell’autostima
– incapacità di concentrarsi e di prendere decisioni
– pensieri di morte o suicidio

Generalmente le fasi depressive tendono a durare maggiormente rispetto a quelle maniacali: di solito le prime durano da qualche settimana a qualche mese, mentre le seconde da una a due settimane. A volte il passaggio da una fase all’altra è immediato, a volte, invece, intercorre un periodo di umore normale. Solitamente una fase insorge lentamente, mentre a volte può arrivare improvvisamente. Talvolta una persona può sperimentare solo episodi di mania o solo episodi di depressione alternati a periodi di normalità del tono dell’umore. Quando è presente solo la mania la malattia prende comunque il nome di Disturbo Bipolare, mentre invece se è presente solo la depressione, la malattia è in genere chiamata Depressione Maggiore (ricorrente se si ripete nel tempo).
Alcuni pazienti presentano contemporaneamente sintomi depressivi e maniacali (stato misto). I sintomi in genere consistono in depressione e irritabiltà che si presentano contemporaneamente o in rapida successione. Le persone che hanno sperimentato stati misti riferiscono di una situazione molto spiacevole (disforia); l’umore disforico, è allora caratterizzato da un senso costante di rabbiosità e ingiustizia subita, intolleranza, irritabilità e, spesso, vera e propria aggressività, mancando la capacità di valutare adeguatamente le conseguenze delle proprie azioni.
È importante escludere che questi sintomi sia causati da farmaci o patologie internistiche. Il professionista deve eliminare questa possibilità sottoponendo il paziente ad accertamenti medici; può anche essere necessaria una visita neurologica. La durata dei cicli di malattia e delle fasi di compenso è variabile e dipende da caso a caso; alcuni soggetti hanno cicli molto ampi, con lunghe pause di benessere, altri si caratterizzano invece per la rapida ciclicità oppure, in un basso numero, per l’assenza di intervalli. L’età tipica d’esordio del disturbo bipolare è tra i 20 e i 30 anni, ma può insorgere a tutte le età, in molte persone il disturbo si presenta per la prima volta con una depressione durante l’adolescenza; non c’è differenza tra uomo e donna anche se le donne hanno più episodi depressivi che maniacali. Molti pazienti non sperimentano mai un episodio maniacale ma presentano uno stato ipomaniacale (un aumento moderato del tono dell’umore o del livello di attività) che si alterna con uno stato depressivo. Superata la fase di ipomania la persona ritorna al suo normale livello di funzionamento. A meno che la depressione non si associ a tentativi di suicidio, la malattia può essere sottovalutata sino alla comparsa del primo episodio maniacale, che rende evidente a tutti la gravità della situazione. Bisogna considerare che ogni scompenso, sia di tipo depressivo che maniacale, spesso produce notevoli danni in molte aree della vita della persona colpita: alcune persone possono perdere il lavoro, avere problemi famigliari e nelle relazioni con le altre persone ed il tempo necessario per porre rimedio a tali danni è ovviamente più lungo di quello richiesto per produrli. Confrontati con il resto della popolazione, le persone con un Disturbo Bipolare presentano un maggior rischio per il suicidio, gli impulsi suicidi possono essere cronicamente presenti o presentarsi in alcuni momenti particolari. Il rischio di suicidio è grandemente ridotto, sebbene non del tutto scongiurato, con il trattamento con farmaci regolatori dell’umore.

Per quanto riguarda le cause dei disturbi bipolari la maggior parte delle ricerche tendono ad affermare che è la conseguenza di uno squilibro chimico in alcune parti del cervello. Altri studi tendono ad affermare che il disturbo bipolare è la conseguenza di un danneggiamento nella funzionalità dei connettori intercellulari (il sistema motore all’interno delle cellule nervose) all’interno di alcune specifiche zone del cervello. Studi scientifici hanno messo in luce evidenze di una predisposizione genetica a questa patologia. L’ottanta per cento delle persone che soffrono di Disturbo Bipolare hanno nella loro famiglia persone con qualche forma di disturbo dell’umore.
Alcuni eventi specifici della vita possono naturalmente condizionare e scatenare episodi affettivi in soggetti predisposti, che abbiano familiarità o che abbiano già sofferto di disturbi dell’umore:

  • utilizzo di sostanze psicoattive: cocaina, amfetamine ,cannabis, alcool
  • traumi cranici o lesioni vascolari
  • eventi (soprattutto di perdita, tipo lutto, separazione o cambiamenti importanti come il termine di un ciclo di studi o di lavoro).
  • il periodo del post-partum
  • malattie endocrine come ipertiroidismo e morbo di cushing
  • utilizzo incongruo di antidepressivi.

E’ importante notare che il Disturbo Bipolare si può spesso manifestare senza l’evidenza di alcuna causa scatenante.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

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