Lutto perinatale

28 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in In evidenza, Lutto   |  Commenti disabilitati su Lutto perinatale

La maggior parte delle informazioni di seguito riportate sono state tratte dal sito www.ciaolapo.it un’associazione onlus per la tutela della gravidanza e della salute perinatale. Offre sostegno psicologico ai genitori che perdono i figli in gravidanza e dopo il parto.

Il lutto perinatale presenta tutti i drammatici aspetti del normale processo del lutto, con la differenza che è “biologicamente” inaspettato, e dunque particolarmente “inspiegabile” (cit. Dottoressa Claudia Ravaldi www.psico-terapia.it)

La morte perinatale è quando si ha la perdita di un bambino tra le 27a settimana di gravidanza e i 28  giorni dopo il parto. Tecnicamente, ed erroneamente, viene così distinta dall’aborto che è invece la perdita dell’embrione o di un feto prima della 27a settimana. In realtà il dolore psicologico ed emotivo non è in crescendo con i mesi della gestazione: ogni bambino, a qualunque settimana di vita, rappresenta se stesso all’interno di una famiglia quindi la sua importanza è indiscutibile.
Fatta questa importante e imprescindibile affermazione bisogna anche riflettere sia sulle modificazioni biologiche e psicologiche durante i vari mesi di gestazione che sul significato del concepimento. E’ necessario rendersi conto che il vissuto di maternità e paternità nel corso dei mesi si modifica, il legame diventa sempre più profondo, si cominciano a creare delle aspettative, ad immaginare il bambino, a come cambierà la vita familiare senza dimenticare che a prescindere dall’esito della gravidanza e dalla sua durata rimarrà sempre un evento molto importante che farà parte sia della vita della donna e dell’uomo, che della coppia. Dobbiamo anche tenere presente che soprattutto nel lutto perinatale, anche se in maniera diversa, ogni membro della famiglia, ne soffre, il dolore viene provato anche dai figli già presenti, dai nonni… Ogni individuo reagisce in maniera differente di fronte al lutto, chi con con il pianto, chi con lo sfogo verbale, chi con il silenzio e tanto altro… non c’è una modalità più appropriata per superare il dolore. Ognuno deve rispettare le personali modalità di affrontare il lutto. Bisogna avere sempre in mente il benessere dei fratellini se ci sono e quindi riuscire a spiegare con parole chiare e semplici, e con empatia, ciò che è successo senza nascondere i propri comportamenti dovute al lutto come piangere, avendo sempre cura di esprimere con parole chiare le emozioni che stiamo provando. Nella coppia le due persone hanno carattere e personalità spesso molto diverse e per questo è probabile che vivano il lutto in maniera opposta, ciò non vuole dire che si stiano allontanando, anzi ognuno sta cercando di affrontare il lutto nella maniera più efficace per se stesso e probabilmente per la coppia e per questo bisogna cercare di parlarne. Non bisogna dimenticare che anche l’uomo sta soffrendo ed il suo dolore è lecito quanto quello della donna anche se non lo portava in grembo, era anche suo figlio. Sarà dunque particolarmente importante tenere presenti tutte le persone coinvolte nell’evento, accettando quanto possibile le personali modalità di affrontare il lutto.
Quando purtroppo una coppia si ritrova ad uscire dall’ospedale invece che con il figlio con un lutto, ovviamente sotto shock perché biologicamente questa morte non era prevista, sarebbe molto efficace che ci fossero dei professionisti (come psicologi e psicoterapeuti) in grado di dare immediato supporto alla diade.

Consiglio ad ogni coppia che si trovi in questa situazione di rivolgersi a un professionista della zona in grado di supportarli in un momento così difficile.

E’ possibile anche rivolgersi a gruppi di auto-mutuo aiuto (www.ciaolapo.it) con persone che hanno vissuto questa esperienza che possono comprendere il dolore che si prova, le emozioni negative, (soprattutto il senso di colpa), e che si trova nell’incessante ricerca di spiegazioni di infiniti “perché” e di “se solo avessi/non avessi”. Tutto questo, normale nelle prime fasi di lutto, durante un corretto processo di elaborazione è destinato a scemare gradualmente, lasciando il posto a pensieri ed emozioni più adeguate (cit. Dott.ssa Claudia Ravaldi www.psico-terapia.it). Il lutto non verrà mai cancellato dalla vita di una persona ma la rabbia, i sensi di colpa e l’amarezza lasceranno il posto al ricordo tenero e nostalgico di un bambino mai nato o morto troppo precocemente.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, riceve presso studio privato in via Casalis 31, torino.

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Psicologa a Torino

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