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Maltrattamento infantile

16 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Trauma   |  Commenti disabilitati su Maltrattamento infantile

MaltrattamentoTra tutti di tipi i traumi che si possono subire il maltrattamento fisico e l’abuso sessuale è forse quello che lascia più traccia soprattutto quando è cominciato o è avvenuto nella fase evolutiva.
Il maltrattamento ai danni dei minori non è certamente un fenomeno moderno. Più recente è la presa di coscienza, da parte della società adulta, della vastità del fenomeno e della gravità delle sue conseguenze. È possibile oggi, definire abuso e maltrattamento ai danni dei minori atti e atteggiamenti che un tempo non venivano neppure percepiti, o considerati “legittimi”, o facenti parte delle normali pratiche educative.

Il maltrattamento comprende gli atti e le carenze che turbano gravemente il bambino, attentano alla sua integrità corporea, al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza, o lesioni di ordine fisico, o psichico, o sessuale, da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino.

Il maltrattamento infantile può causare un Disturbo Traumatico dello Sviluppo.

La definizione comprende diverse tipologie di maltrattamento che possono essere definite ulteriormente, ma che non vanno considerate come forme assolutamente separate ed autonome, in quanto spesso il maltrattamento comporta la compresenza di diverse forme di abuso, ed inoltre in tutte le forme di abuso è sempre presente in qualche misura il maltrattamento psicologico.

Il Maltrattamento psicologico è la forma più diffusa di violenza di un adulto contro un bambino e nello stesso tempo è la forma più difficile da riconoscere. É fatta di ricatti, di minacce, di punizioni, di indifferenza, di squalifiche, di mancanza di rispetto, di eccesso di pretese, di richieste sproporzionate all’età e alle caratteristiche del bambino, tali comportamenti, ripetuti nel tempo, diventano parte della relazione dell’adulto nei confronti del bambino o dell’adolescente. La violenza psicologica può essere persino più distruttiva di quella fisica o sessuale, e comunque è sottesa sempre a tutte le altre forme di maltrattamento.

Il Maltrattamento fisico può essere fatto con pugni, calci, bruciature, graffi, sbattimento contro pareti o pavimenti, con l’uso di cinghie, di bastoni o con altre forme di tortura. Spesso nasce dal bisogno dell’adulto di scaricare sul più debole la violenza che sente dentro di sé e contro di sé.

La Grave trascuratezza si presenta quando i genitori non sono capaci (per assenza di empatia, per difficoltà economiche e culturali o di inserimento sociale, per problemi psicologici) di capire i bisogni materiali ed affettivi dei propri figli e non riescono a curarli e proteggerli, a crescerli in modo sano come sarebbe necessario, minacciando in modo serio la loro sopravvivenza psicofisica.

Nell’Abuso sessuale il minore viene strumentalizzato coinvolgendolo in attività sessuali, nella prostituzione o nella pornografia o in altri comportamenti solo in apparenza meno gravi (per es. giochi sessuali privi di violenza fisica), comportamenti che servono per procurare piacere a qualche adulto e che producono danni enormi al bambino e alla bambina. L’abuso sessuale è di solito realizzato da persone care al bambino (famigliari, parenti, insegnanti, amici di famiglia, religiosi…). Spesso si protrae per anni nel più assoluto silenzio e con grandi sensi di colpa per il minore che lo subisce. Molti bambini, sia maschi che femmine, di tutte le età e classi sociali, subiscono violenza sessuale.

L’abuso infantile intrafamiliare fisico e sessuale, a differenza della maggior parte dei traumi, interpersonali e non, è caratterizzato dall’avere la fonte del trauma in una persona che, dovrebbe fornire contenimento, rassicurazione ed aiuto nel superamento dei traumi stessi. Questo è particolarmente vero quando l’abusatore è un genitore o chi ne fa le veci. In questo caso le violenze, oltre ad essere un trauma di per sé, tendono ad interferire pesantemente nello sviluppo del sistema comportamentale dell’attaccamento.

 

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, riceve presso studio privato in via Casalis 31, torino.

Disturbi psicosomatici e somatizzazioni

22 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Psicosomatica   |  Commenti disabilitati su Disturbi psicosomatici e somatizzazioni

Woman having abdominal painNei disturbi psicosomatici, detti anche “somatoformi”, sono presenti dei sintomi fisici, persistenti o ricorrenti, che non trovano spiegazione in alterazioni organiche o meccanismi fisiopatologici, e che non vengono simulati intenzionalmente.
Alcuni tra i sintomi psicosomatici più comuni sono le allergie, le intolleranze alimentari, l’asma, le cistiti recidive, le coliti, i problemi gastrointestinali, i sintomi pseudo-neurologici, le nevralgie, le contratture muscolari….

La somatizzazione di un malessere psicologico non è di per sé patologica, è anzi sovente una normale modalità di risposta ad uno stress psicologico che mette alla prova il nostro equilibrio interno. Si parla di veri e propri disturbi quando l’intensità e la frequenza di queste manifestazioni somatiche è tale da compromettere il funzionamento generale della persona, risultando seriamente limitata.

I disturbi psicosomatici sono molto diffusi, anche se raramente diagnosticati. Eseguire esami di tipo medico è importante per escludere possibili cause organiche ma, quando questi hanno esito negativo, occorre chiedersi se il disturbo non abbia origine da uno stress psicologico. Le persone coinvolte invece spesso procedono con numerosi accertamenti medici, mossi a volte dal timore di non essere considerati davvero malati o magari preoccupati di essere visti come responsabili dei propri mali.

Attualmente sono tanti i sintomi fisici diagnosticati come un disturbo psicosomatico. Tali disturbi, a partire da una predisposizione genetica e costituzionale, vengono innescati da problematiche di natura psicologica e si automantengono in un circolo vizioso di fattori fisici e psichici.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in via casalis 31 a torino.

Agorafobia: la paura di non riuscire a scappare

22 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia   |  Commenti disabilitati su Agorafobia: la paura di non riuscire a scappare

Ansia 4 I pazienti con sintomi di agorafobia temono le situazioni in cui è difficile scappare o ricevere soccorso; di conseguenza, essi evitano tali luoghi al fine di controllare l’ansia legata alla prefigurazione di una nuova crisi di panico. Infatti, nella maggior parte dei casi, l’agorafobia è un problema che emerge secondariamente all’insorgenza di attacchi di panico o crisi d’ansia minori; si instaura quando il soggetto agorafobico comincia ad evitare sistematicamente tutti i luoghi, le situazioni ed i contesti nei quali ci potrebbero essere ostacoli alla possibilità di essere aiutati. Tra le situazioni che più frequentemente vengono evitate da chi mostra sintomi di agorafobia si riscontrano:

  • uscire da soli o stare a casa da soli;
  • guidare o viaggiare in automobile;
  • frequentare luoghi affollati come mercati o concerti;
  • prendere l’autobus o l’aeroplano;
  • essere su un ponte o in ascensore.

Quando questi evitamenti iniziano a compromettere le attività quotidiane ed il funzionamento socio-lavorativo della persona allora si parla di agorafobia.

Talvolta, il problema è più difficile da individuare perché il soggetto non evita certe situazioni temute ma diviene incapace di affrontarle senza l’assistenza di una persona di fiducia.
L’agorafobia può essere diagnosticata all’interno del disturbo di panico con agorafobia o come agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico. In questo ultimo caso, le crisi che il paziente evita sono caratterizzate da sintomi d’ansia tipo panico, ma senza tutte le caratteristiche dell’attacco di panico vero e proprio.
L’agorafobia è in sintesi caratterizzata da sintomi quali:

Ansia legata al trovarsi in luoghi in cui sarebbe difficile allontanarsi, fuggire oppure chiedere e ricevere soccorso, nel caso in cui si verificasse un attacco di panico o una crisi d’ansia.

Le situazioni temute vengono evitate o affrontate con molta difficoltà oppure tramite il supporto di un accompagnatore.
L’ansia e l’evitamento limitano il funzionamento socio-lavorativo del soggetto e non derivano da altri tipi di paura o fobie (evitare gli ascensori per un claustrofobico, evitare le situazioni sociali per il fobico sociale, evitare stimoli che ricordino un evento traumatico nel disturbo post-traumatico da stress).

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31 a torino.

Ansia, ansia generalizzata, preoccupazioni

22 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia   |  Commenti disabilitati su Ansia, ansia generalizzata, preoccupazioni

ansiaIl Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD) è un disturbo d’ansia caratterizzato da uno stato di preoccupazione per diversi eventi, che risulta eccessivo in intensità, durata o frequenza rispetto all’impatto o alla probabilità reali degli eventi temuti dal soggetto.
Tale condizione di preoccupazione eccessiva risulta incontrollabile da chi lo sperimenta: la persona che ha un disturbo d’ansia generalizzato vive come se si aspettasse una catastrofe da un momento all’altro, in uno stato di preoccupazione quasi costante, la persona passa tutto il tempo a pensare ad eventi che potrebbero accadere e alle loro conseguenze.

Rispetto alle preoccupazioni normali, quelle che caratterizzano il disturbo d’ansia generalizzato risultano più numerose, frequenti, durature, intense, invasive e pervasive; sono di rapida successione; sono accompagnate da ansia intensa; sono relative ad eventi futuri spesso improbabili; sono scollegate da fattori precipitanti; sono accompagnate da sintomi fisici; sono difficili da controllare e posticipare.
Se le preoccupazioni eccessive persistono da sei mesi e sono accompagnate da almeno tre dei seguenti sintomi si può ipotizzare la diagnosi di Disturbo d’Ansia generalizzato:

  • irrequietezza
  • facile affaticabilità
  • difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria
  • irritabilità
  • sonno disturbato
  • tensione muscolare

Coloro che sentono tensione muscolare possono sperimentare anche tremori, dolori o contratture muscolari. Molte persone che soffrono di questo disturbo presentano, inoltre, sintomi somatici come bocca asciutta, mani appiccicose, sudorazione, brividi dl freddo, nausea, diarrea, difficoltà a deglutire e nodo alla gola.

Per diagnosticare un GAD andrebbero escluse le situazioni in cui la preoccupazione è limitata alla possibilitàdi avere un attacco di panico (come nel Distubo da Panico), di sentirsi imbarazzato in pubblico (come nella Fobia Sociale), di avere una grave malattia (come nell’Ipocondria), di aumentare di peso (come nei Disturbi dell’Alimentazione), di essere contaminati (come nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo) o di rivivere un’esperienza tramatica (come nel Disturbo Post-Traumatico Da Stress).

Le persone che ne soffrono tendono a considerare lo stato ansioso che solitamente sperimentano come una caratteristica della loro personalità, piuttosto che un disturbo vero e proprio. Sembra soffrine il 5% della popolazione mondiale, soprattutto donne ma solo un terzo di chi ne soffre si rivolge ad uno specialista della salute mentale, in quanto i sintomi fisici dell’ansia spesso portano i pazienti a rivolgersi solo ad altre figure professionali (es. medico di base, internista, cardiologo, pneumologo, gastroenterologo), mentre un intervento psicoterapeutico sembra più indicato per interrompere le preoccupazioni.

Le preoccupazioni eccessive sono relative di solito, a circostanze quotidiane, come responsabilità lavorative, problemi economici, salute propria e dei familiari, incidenti a persone significative, piccole attività (es. faccende domestiche, far tardi agli appuntamenti); tuttavia gli eventi di cui la persona si preoccupa eccessivamente possono cambiare anche frequentemente.
Alcune delle persone che hanno questo disturbo riconoscono che le loro preoccupazioni sono eccessive, soprattutto dopo che l’evento temuto non si è verificato; altre ritengono che i loro timori siano realistici. In entrambi i casi, comunque, si sperimenta un disagio soggettivo dovuto alla preoccupazione costante. A partire da una preoccupazione e dalla relativa ansia, infatti, si attivano catene di pensieri negativi dette rimuginazioni, che mantengono e incrementano lo stato iniziale, nascono come tentativi di risoluzione dei problemi, ma si rivelano fallimentari.

Per attenuare le preoccupazioni costanti, chi ha il disturbo d’ansia generalizzato può tentare di distrarsi e controllare il proprio pensiero, evitare le situazioni in cui teme di preoccuparsi, richiedere rassicurazioni per interrompere il rimuginio.
Questi comportamenti, pur contribuendo momentaneamente alla riduzione delle preoccupazioni e dell’ansia, a lungo andare mantengono e rinforzano il disturbo d’ansia generalizzato con ulteriori spiacevoli conseguenze. Infatti, chi soffre di GAD ha difficoltà ad impedire che le preoccupazioni interferiscano con l’attenzione verso le attività che sta svolgendo, ciò comporta una compromissione del funzionamento lavorativo e sociale; inoltre la difficoltà a gestire le preoccupazioni possono ridurre il senso di efficacia personale e la stime di sè, che spesso conducono ad una Depressione secondaria; come tentativi di gestire le preoccupazioni è frequente il ricorso all’Abuso di Sostanze psicoattive.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in via caslis 31 torino.

Disturbi da Stress

22 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Disturbi da Stress

Disturbi da stressLo stress è la risposta psicofisica ad una quantità di compiti emotivi, cognitivi o sociali percepiti dalla persona come eccessivi.
La durata dell’evento stressante porta a distinguere lo stress in due categorie: lo stress acuto, si verifica una sola volta e in un lasso di tempo limitato, e lo stress cronico, cioè quando lo stimolo è di lunga durata.

Lo stress può essere provocato da:

  • eventi della vita sia piacevoli che spiacevoli (ad esempio: matrimonio, nascita di un figlio, morte di una persona cara, divorzio, pensionamento, problemi sessuali);
  • cause fisiche: il freddo o il caldo intenso, abuso di fumo e di alcol, gravi limitazioni nei movimenti;
  • fattori ambientali: la mancanza di un’abitazione, ambienti rumorosi, inquinati sono fattori determinanti di un certo stato di stress;
  • malattie organiche: quando il nostro corpo è affetto da una malattia, l’intero organismo, nel tentativo di difendersi, si pone in uno stato di tensione che, nella maggior parte dei casi, per le scarse difese in grado di apportare, sfocia in una condizione di stress;
  • esperienze traumatiche.

I sintomi da stress possono essere suddivisi in quattro categorie.

  1. Sintomi fisici: mal di testa; dolore di schiena; indigestione; collo e spalle tese; dolore allo stomaco; tachicardia; sudorazione delle mani; agitazione e irrequietezza; problemi del sonno; stanchezza; capogiri; perdita di appetito; problemi sessuali; suoni (tintinni, fischi) nelle orecchie.
  2. Sintomi comportamentali: ritiro sociale; digrignare i denti; attitudine alla prepotenza; aumento dell’uso di alcolici; mangiare compulsivamente; criticare gli altri; impossibilità di portare le cose a termine.
  3. Sintomi emozionali: piangere; enorme senso di pressione; nervosismo; ansia; rabbia; sentire che non c’e’ nessun significato nel vivere; solitudine; tensione (sentire di essere sul punto di esplodere); infelicità senza un motivo valido; sentirsi impotenti a cambiare le cose; essere facilmente agitati o sconvolti.
  4. Sintomi cognitivi: problemi a pensare in maniera chiara; impossibilità nel prendere decisioni; dimenticare le cose o distrarsi facilmente; pensare di scappare via; mancanza di creatività; preoccuparsi costantemente; perdita di memoria; perdita del senso dell’umorismo.

Uno stato di stress protratto nel tempo predispone non solo allo sviluppo di malattie fisiche ma anche alla nascita di disturbi psichici come ad esempio ansia, depressione, disturbi psicosomatici, disturbi alimentari.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in via casalis 31 a Torino.

Depressione Post-Partum

07 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Depressione   |  Commenti disabilitati su Depressione Post-Partum

Scritto dalla Dottossa Francesca Vottero Ris, Psicologa Torino, Psicoterapeuta, Terapia E.M.D.R.

Il periodo dopo il parto è un momento molto critico per la vita psichica della donna perché determina un notevole cambiamento, in cui frequentemente possono insorgere dei disagi psicologici o delle sindromi depressive.

depressioneDopo il parto spesso si ha un calo dell’umore e instabilità emotiva. Il carico di stress è molto alto perché la donna deve affrontare diversi cambiamenti: le richieste continue del neonato, la perdita dell’ordine e della routine, le notti insonni, i cambiamenti di ruolo, la modificazione della relazione col partner. Altri fattori stressanti possono essere l’isolamento, le difficoltà finanziarie, il parto problematico. Questo sconvolgimento emotivo può scatenare un calo dell’umore e una depressione nelle donne.

I sintomi più comunemente riportati nella sono:Disturbi dell'umore

  • un abbassamento dell’umore, tristezza (Ogni cosa ha perso il suo colore)
  • Pianto incontrollato
  • Sentirsi senza valore (agli altri non interessa come mi sento io)
  • Senso di colpa ( perché sto così male adesso che ho un bambino bellissimo?)
  • Mancanza di energie ( tutto quello che faccio è una fatica)
  • Perdita di interesse per diverse attività (Non voglio vedere nessuno, non sopporto di essere toccata)
  • Senso di irritazione ( sto per esplodere)
  • Difficoltà di concentrazione e nel prendere decisioni
  • Confusione mentale, dimenticanze
  • Instabilità emotiva (un attimo mi sento benissimo e subito dopo sono a terra)
  • Ansia, attacchi di panico (sudorazione eccessiva, iperventilazione, tensione muscolare)
  • Preoccupazione per la propria salute e per quella del bambino
  • Movimento e linguaggio accellerati o rallentati
  • Disturbi dell’appetito (Mangiare troppo o troppo poco)
  • Disturbi del sonno (non riuscire a dormire neanche quando dorme il bambino)
  • Senso di disperazione, pessimismo (Mi sono appena seduta e il bambino comincia a piangere)

Spesso molte donne nascondono le proprie manifestazioni emotive e non cercano aiuto.

Non è raro che le donne che attraversano nel post-partum delle difficoltà mettono in atto soluzioni di tipo tutto o nulla: più madri che donne o più donne che madri. L’investimento esclusivo della madre nel ruolo materno può creare una situazione di simbiosi con il figlio sacrificando tutti gli altri legami , creando così una forte solitudine attorno alla diade madrebambino. In questi casi il padre viene completamente escluso dalla relazione con il bambino. Quando invece la scelta è di essere più donna che madre ci troviamo di fronte a donne che si concentrano su un oggetto esterno alla maternità come il lavoro la coppia escludendo il figlio. La depressione materna ha un notevole impatto sulla qualità dell’interazione con il bambino e sul suo funzionamento affettivo, soprattutto per quanto riguarda la regolazione emotiva e l’autostima.

Psicologa per adulti

“Tutto è difficile prima di essere semplice”

Nei casi di depressione post-partum il sostegno di uno psicologo aiuta la donna a riconoscere e superare il suo stato depressivo focalizzandosi inizialmente sui sintomi riportati, l’intervento dello psicologo aiuterà anche a migliorare nella donna suo senso di auto-efficacia come madre e a modificare la relazione con il bambino sostenendo esperienze positive con il proprio figlio.
Infine, il sostegno di uno psicologo previene ricadute nel legame tra la mamma ed il figlio, nel rapporto con il padre e nello sviluppo psicologico del bambino.

Dottoressa Francesca Vottero Ris, Psicologa Torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31, Torino.

Ansia e Attacchi di Panico

22 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia   |  Commenti disabilitati su Ansia e Attacchi di Panico

Scritto dalla Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino, Psicoterapeuta Torino, Terapia E.M.D.R.

Il Disturbo da panico: la paura senza motivo.
AnsiaL’ansia e la paura sono emozioni che hanno la funzione di segnalare situazioni pericolose o spiacevoli e sono necessarie a ciascuno di noi perché ci consentono di affrontare situazioni temute ricorrendo alle risorse mentali e fisiche più adeguate.

Si ha un Attacco di Panico quando l’ansia o la paura provate sono così intense da produrre alcuni dei seguenti sintomi somatici e cognitivi:

  • palpitazioni o tachicardia
  • sudorazione
  • tremori fini o a grandi scosse
  • dispnea o sensazione di soffocamento
  • sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto
  • nausea o disturbi addominali
  • vertigini o sensazione di testa vuota
  • parestesie e brividi o vampate di calore
  • sensazioni di perdere il contatto con la realtà (derealizzazione) con la sensazione di vivere in una realtà nuova o sensazioni di essere una persona diversa, di non riconoscersi più (depersonalizzazione)
  • paura di perdere il controllo o di “impazzire”
  • paura di morire.

Esistono degli attacchi, i cosiddetti attacchi paucisintomatici, in cui si manifestano soltanto una parte dei sintomi del panico, senza esplodere in un vero attacco.
L’elemento fondamentale dell’attacco di panico è dunque un periodo di intensa paura o ansia accompagnato da svariati sintomi somatici o cognitivi.
La sintomatologia acuta dura da 15 a 30 minuti. Esistono diverse forme dell’attacco di panico e nel corso della vita, in periodi di stress emotivo, può accadere di avere qualche sporadico attacco di panico, ma ciò non significa che si soffre di un disturbo da panico.
Il soggetto affetto da disturbo da panico ha attacchi di panico inaspettati e ripetuti.

Il disturbo da panico può avere ripercussioni sulla vita lavorativa, familiare e sociale della persona che ne soffre diminuendone l’autonomia, il senso di efficacia personale e dell’autostima, la frustrazione che ne consegue può condurre ad una depressione secondaria. Alcune persone possono ricorrere all’abuso di sostanze stupefacenti (soprattutto alcool) per gestire il disturbo stesso o la depressione che ad esso può seguire.
L’età in cui tal disturbo si manifesta per la prima volta varia notevolmente da soggetto a soggetto, ma tipicamente si colloca tra la tarda adolescenza e i 35 anni.

Dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31 torino.

Disturbi di Personalità

21 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità   |  Commenti disabilitati su Disturbi di Personalità

I Disturbi di Personalità non sono caratterizzati da specifici sintomi o sindromi, come ad esempio il Disturbo Ossessivo-Compulsivo, la Depressione o gli Attacchi di Panico, ma dalla presenza esasperata e rigida di alcune caratteristiche di personalità.
La personalità (o carattere) è stata definita in molti modi, ma si può dire che sia l’insieme delle caratteristiche, o tratti stabili, che rappresentano il modo con il quale ciascuno di noi risponde, interagisce, percepisce e pensa a ciò che gli accade.
Si può anche dire che la personalità sia il modo stabile che ciascuno di noi si è costruito, con le proprie esperienze ed a partire dal proprio temperamento innato, di rapportarsi con gli altri e con il mondo.
I tratti che la compongono rappresentano le caratteristiche del proprio stile di rapporto con gli altri: così esiste per esempio il tratto della dipendenza dagli altri, o della sospettosità, o della seduzione, oppure quello dell’amor proprio.Normalmente questi tratti devono essere abbastanza flessibili a seconda delle circostanze: così in alcuni momenti sarà utile essere più dipendenti o passivi del solito, mentre in altri sarà più funzionale essere seducenti.

I Disturbi della Personalità sono caratterizzati dalla rigidità e dalla presentazione inflessibile di tali tratti, anche nelle situazioni meno opportune. Ad esempio, alcune persone tendono sempre a presentarsi in modo seducente indipendentemente dalla situazione nella quale si trovano, rendendo così difficile gestire la situazione; altre persone, invece, tendono ad essere sempre talmente dipendenti dagli altri che non riescono a prendere autonomamente proprie decisioni.

Solitamente tali tratti diventano così consueti e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi e inadeguati, da cui derivano le reazioni negative degli altri nei loro confronti, ma si sentono sempre le vittime della situazione e alimentano il proprio disturbo.
Così, ad esempio, una persona che presenta un disturbo paranoide di personalità, non capisce che, con il suo comportamento sospettoso, non dà fiducia agli altri, e si “tira addosso” fregature e reazioni aggressive, confermandosi l’idea che non ci si può fidare di nessuno.

I disturbi di personalità sono stati classificati in tre categorie:

I. Disturbi caratterizzati dal comportamento bizzarro:

Disturbo Paranoide di Personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso.
Disturbo Schizoide di Personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri.
Disturbo Schizotipico di Personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un’assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche.
II. Disturbi caratterizzati da un’alta emotività:

Disturbo Borderline di Personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita.
Disturbo Istrionico di Personalità: chi ne soffre tende a ricercare l’attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni.
Disturbo Narcisistico di Personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l’ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l’importanza che si attribuisce.
Disturbo Antisociale di Personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi.
III. Disturbi caratterizzati da una forte ansietà:

Disturbo Evitante di Personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza.
Disturbo Dipendente di Personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l’ordine e per il controllo di ciò che accade.

Dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31, Torino.

Rivalità tra fratelli

20 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia, Bambini   |  Commenti disabilitati su Rivalità tra fratelli

La rivalità tra fratelli è un fenomeno generalmente presente tra il bambino più piccolo e quello più vicino a lui per età.
In una famiglia con più fratelli, ogni bambino può essere geloso di un altro, ma la causa più comune è la nascita di un fratellino: la competizione tra fratelli è motivata dal voler ottenere amore, attenzione e approvazione dai genitori. La gelosia è più intensa se tra il primo ed il secondo bambino ci sono tra i 18 mesi ed i 3 anni di differenza, quando invece il distacco è di 4 anni o più, la competizione tende a ridursi via via perché le loro esigenze ed attività sono diverse.

Con la nascita di un fratello o di una sorella il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito dal nuovo arrivato che in quanto più bisognoso di cure è spesso al centro dell’attenzione genitoriale.

Comportamenti ostili ed aggressivi nei confronti del fratello, regressioni in alcune abilità già consolidate (ad es. il ritorno ad un linguaggio infantile, la perdita del controllo sfinterico, ecc.), eccessiva dipendenza, isolamento, tristezza, continue richieste di attenzione, sono alcune possibili manifestazioni delle difficoltà del bambino ad affronatare il cambiamento avvenuto in famiglia.

Un bambino geloso prova paura ed insicurezza, teme di non essere amato e considerato al pari di qualcun altro. Per questo deve essere visto come un bambino che attraversa un momento triste e difficile della sua vita piuttosto che come un bambino che si comporta male di proposito o che all’improvviso è diventato cattivo, dispettoso e fastidioso.

In questo particolare periodo il bambino ha bisogno di essere rassicurato, di sentirsi certo di poter contare sull’amore dei suoi genitori.

Se non affrontata e gestita in maniera corretta, la gelosia diventa particolarmente intensa e si puo associare a problemi nell’interazione sociale del bambino. Nei casi in cui la gelosia diventa intenza e perdura nel tempo si configura un disturbo che neccessita l’intervento di uno psciologo per sostenere sia il bambino che i suoi genitori.

Dottoreaa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31 torino.

Psicologi a Torino

19 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Psicologia   |  Commenti disabilitati su Psicologi a Torino

Dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino, Psicoterapeuta Torino, Terapia E.M.D.R.

A Torino psicologi per adulti, psicologi per bambini, psicologi per adolescenti, psicologi per genitori, neuropsichiatri infantili. Servizi di psicologia per adolescenti. Psicoterapia a Torino.

Il 1 gennaio gennaio 2008, dall’unione delle ex Asl 1 e Asl 2 di Torino è nata l’Azienda sanitaria locale “TO 1”. Sede legale e amministrativa Via San Secondo 29 – 10128 Torino – centralini: ex Asl 1 di Torino 011 5661566; ex Asl 2 di Torino 011 70951.

Mole Antoneliana TorinoLa ASL TO 1 – Torino ha competenza sul territorio di:
Torino Circoscrizione 1 (Centro, Crocetta)) Torino Circoscrizione 2 (Santa Rita, Mirafiori Nord) Torino Circoscrizione 3 (San Paolo, Cenisia, Cit Turin, Pozzo Strada, Borgata Lesna) Torino Circoscrizione 8 (San Salvario, Cavoretto, Borgo Po) Torino Circoscrizione 9 (Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia) Torino Circoscrizione 10 (Mirafiori Sud) e sul Presidio Ospedaliero Oftalmico C. Sperino (ex Asl 1 di Torino), Presidio Ospedaliero Evangelico Valdese (ex Asl 1 di Torino) e il Presidio Ospedaliero Martini (ex Asl 2 di Torino)

All’interno dell’ASL TO1 ci sono due Strutture di Neuropsichiatria, con ambulatori collocati nei Distretti. Le Direzioni e Segreterie sono: Via San Secondo 29 bis Torino- tel 011.5662034 (Distretti 1 – 8 – 9 e 10); Via Tofane 71 Torino- tel 011.70952547 – Ospedale Martini (Distretti 2 e 3).

I Servizi di psicologia sono composti da medici neuropsichiatri infantili, psicologi dell’età evolutiva, fisioterapisti, logopedisti, educatori, infermieri e personale amministrativo.
Le attività sono rivolte a bambini e adolescenti in età compresa tra 0 e 18 anni e consistono in:
– attività di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione dei disturbi neurologici, psicologici e psichiatrici
– attività di tutela (in collaborazione con i Servizi Sociali ) nelle situazioni di rischio psicoevolutivo
– attività istituzionali relative alle adozioni, agli affidi familiari, all’inserimento scolastico dei soggetti con handicap

Presso il polo ospedaliero dell’Ospedale Martini di Torino vengono effettuate attività di diagnosi e cura che richiedono un ricovero in area pediatrica o indagini strumentali (laboratorio di neurofisiologia, biopsie muscolari, accertamenti radiologici, esami di sangue…)
Vengono svolte le seguenti attività specialistiche: visite specialistiche neuropsichiatriche, esami neurofisiologici (EEG standard e in altre condizioni, Potenziali Evocati), colloqui psichiatrici, colloqui di sostegno psicologico, psicodiagnosi, psicoterapia individuale, sostegno ai genitori, psicoterapia di coppia, valutazione e riabilitazione neuromotoria, valutazione e riabilitazione logopedica
Sono presenti equipe di lavoro dedicate ad ambiti specifici come il maltrattamento e l’abuso infantile, disturbi pervasivi dello sviluppo, malattie rare…
I progetti individualizzati per i minori disabili vengono definiti insieme agli operatori sanitari e sociali nell’ambito della commissione Unità Valutativa Minori.
L’accesso al Servizio avviene in base alla residenza del minore sul territorio dell’ASL.

Nell’ambito dei compiti della Neuropsichiatria Infantile dell’ASL TO1 rientrano le attività di Riabilitazione neuropsicomotoria e logopedica. In questo ambito si individuano diverse aree di coinvolgimento che si possono schematicamente riferire per la riabilitazione neuropsicomotoria a patologie neuro e psicomotorie, disturbo pervasivo dello sviluppo , per la riabilitazione logopedica a disturbi del linguaggio di varia natura e disturbi specifici dell’apprendimento.

In collaborazione con il Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino è operativo un ambulatorio specializzato per la diagnosi e la presa in carico dei soggetti con Disturbo Pervasivo dello sviluppo (Autismo).

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in vi Casalis 31 torino.

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