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La dislessia nei bambini

03 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Psicologia, Scuola   |  Commenti disabilitati su La dislessia nei bambini

Il Disturbo della Lettura (definito anche “dislessia”) è uno dei Disturbi dell’Apprendimento diagnosticato di solito nell’Infanzia e nell’Adolescenza. Nei soggetti con dislessia la lettura orale  è caratterizzata da distorsioni, sostituzioni o omissioni; sia la lettura orale che quella a mente sono caratterizzate da lentezza ed errori di comprensione. Sebbene le difficoltà di lettura possano insorgere anche all’asilo, la dislessia viene di solito diagnosticata durante l’età scolare o comunque con l’inizio dell’insegnamento della lettura. La diagnosi e l’intervento precoce permettono esiti favorevoli del problema.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

 

Attacco di panico: istruzioni per l’uso

26 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia, Terapia cognitivo-comportamentale   |  Commenti disabilitati su Attacco di panico: istruzioni per l’uso
attacco di panico

via: www.laprincipessaraffreddata.com

Inspira…espira…inspira…espira riporta una deliziosa vignetta del blog laprincipessaraffreddata

Provare ansia è esperienza comune a tutti ma quando diventa eccessiva può sfociare in un attacco di panico. Un attacco di panico non è pericoloso, ma può essere terrificante, esplode all’improvviso con una paura travolgente che viene senza avvisaglie e senza alcuna ragione apparente e spesso ci si sente di perdere completamente il controllo… Quindi cosa fare se si è colpiti da un attacco di panico?

  • Sappiate innanzitutto che anche se le sensazioni sono bruttissime mai nessun soggetto relativamente sano e giovane è mai morto per un attacco di panico.
  • L’esordio è immediato ma rendendovene conto sappiate che l’attacco dura in genere pochi minuti e come è venuto rapidamente altrettanto rapidamente se ne andrà.
  • Cercate, per quanto possibile sia chiaro, di non perdere il controllo se avete la possibilità sedetevi e respirate lentamente e regolarmente.
  • Se la vostra mente è inondata da pensieri catastrofici, cercate di utilizzare qualsiasi mezzo per non amplificarli ma anzi distraetevi ad esempio adoperando un idea rifugio più consona a voi o nella quale credete.
  • Se ne avete la possibilità prendete pure qualche goccia o una pastiglia di ansiolitico prescritta dal vostro medico, se non ce l’avete bevete un bicchiere d’acqua.
  • Non abbiate timore a chiedere aiuto o a fare una telefonata: all’occorrenza una parola amica vale più dello stesso ansiolitico!
  • Se la situazione si facesse ingovernabile non fatevi scrupolo ed andate al pronto soccorso più vicino dichiarando subito tutti i vostri sintomi.
  • Infine dopo che l’acme dell’attacco è passato rivolgetevi ad uno psicoterapeuta che adotti delle strategie cognitivo-comportamentali.
  • Anche se la psicoterapia è  più efficace per uscire da questo incubo  non fatevi scrupolo i primi tempi a girare con un ansiolitico in tasca o in auto, non vi risolverà il problema ma vi rassicurerà per il momento, in attesa di uscirne.

Dottssa Francesca Vottero Ris psicologa a Torino

Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

14 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

PREADOLESCENZA E ADOLESCENZA: I COMPORTAMENTI A RISCHIO E LA PREVENZIONE PSICOLOGICA

Ragazzo indeciso…Pubertà, adolescenza, problemi affettivi, l’adolescente nella famiglia, il carattere impulsivo e/o oppositivo, l’adolescente e la vita sociale, l’adolescente nel gruppo, bullismo e vittime, uso di droghe e abitudini alimentari scorrette…su cosa intervenire?
Alcuni comportamenti a rischio messi in atto dai ragazzi come fumare sigarette, spinelli, bere alcol, problemi alimentari, guidare il motorino in modo pericoloso, avere rapporti sessuali non protetti, problemi scolastici, non sono necessariamente una conseguenza di gravi malesseri e carenze, ma possono essere messi in atto dall’adolescente per rispondere in qualche modo ai compiti di sviluppo.
Alcuni dei comportamenti definiti a ”rischio” però, sono di difficile gestione nella famiglia, nella scuola e nella società, ma soprattutto possono diventare sintomi di disturbi psicopatologici e portare all’insorgere di problemi del comportamento anche gravi, quali dipendenze da droghe e alcol, ricorso alla violenza contro se stessi (atti auto-lesivi, suicidio) o contro gli altri (in famiglia, nella scuola, nella società), comportamenti sessuali promiscui, disturbi alimentari, sintomatologie post-traumatiche.
C’è una linea difficile da tracciare tra comportamenti  che pur nell’eccesso possono essere considerati “tipici” dell’età e comportamenti sintomatici, preoccupanti, che necessitano di un intervento terapeutico strutturato. Come intervenire? Quanto coinvolgere la scuola e la famiglia?

Obiettivi
Il progetto intende affrontare il fenomeno suggerendo alcuni interventi di prevenzione delle condotte a rischio negli adolescenti.
L’intervento psicologico per la prevenzione del rischio e/o delle ricadute ha l’obiettivo di fornire strumenti adeguati alla gestione delle situazioni di rischio accennate; altresì il progetto intende aiutare l’operatore a prendere coscienza delle difficoltà reali che si possono incontrare nella “relazione” con l’adolescente e nell’attivare un intervento di rete integrato ed efficiente.
La finalità generale è quella sia di fornire conoscenze sui temi proposti, che di creare un momento di confronto e crescita dei soggetti cui si rivolge, azione che mira a potenziare e valorizzare le risorse dei soggetti coinvolti.

Metodologia
Il corso prevede:
•lezioni frontali con contributi teorici;
•lavori in gruppo su casi portati dai docenti o proposti dai corsisti;
•approfondimenti attraverso l’uso di tecniche dello Psicodramma per permettere di vivere in gruppo una situazione specifica, non solo raccontandola, ma drammatizzandola in una specie di commedia dell’arte.

Docenti
Isabella Bonapace,  psicodrammatista, dott.ssa in Psicologia.
Daniela Maria Ercolin, psicologa, psicoterapeuta familiare
Francesca Vottero Ris, psicologa, psicoterapeuta cognitivo e comportamentale

Destinatari
OSS, Educatori, Animatori, Infermieri di servizi territoriali, insegnanti, pedagogisti, assistenti sociali.
Il numero massimo è di 20 partecipanti.

Periodo di realizzazione e orario
Il corso si realizzerà dalle ore 9.30 alle ore 17.30.
Sono previste 5 giornate di formazione.

Interventi psicologici a tariffa ridotta rivolti ai ragazzi e ai giovani adulti

14 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, In evidenza, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Interventi psicologici a tariffa ridotta rivolti ai ragazzi e ai giovani adulti

ragazziConsiderando le difficoltà dei ragazzi d’oggi ad entrare nel mondo del lavoro lo Studio di Psicologia di Torino propone degli interventi psicologici a tariffa ridotta (onorario minimo rispetto al tariffario delle prestazioni dello psicologo) ai ragazzi e ai giovani adulti (18-24) che studiano o che non hanno ancora raggiunto una loro indipendenza economica.

Convenzione con il Sindacato Italiano Lavoratori Polizia per la CGIL

14 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in In evidenza, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Convenzione con il Sindacato Italiano Lavoratori Polizia per la CGIL

Lo studio di Psicologia e di Psicoterapia di Torino ha stipulato una convenzione con il SILP per la CGIL riservato agli iscritti e ai loro familiari, offendo loro il primo colloquio psicologico gratuito e servizi a tariffa oraria scontata del 30%. Per ulteriori informazioni sui servizi proposti visita il blog  silpcgil torino

 

Ipocondria

13 Mar
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia, Psicosomatica   |  Commenti disabilitati su Ipocondria

Woman having abdominal painLa caratteristica essenziale della Ipocondria è la preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una grave malattia, basata sulla errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici.
Perché si possa parlare di ipocondria, ovviamente, una valutazione medica completa deve avere escluso qualunque condizione medica generale che possa spiegare pienamente i suoi segni o sintomi fisici (per quanto possa talora essere presente una condizione medica generale concomitante).

L’aspetto principale dell’ipocondria è che la paura o la convinzione ingiustificate di avere una malattia persistono nonostante le rassicurazioni mediche.
Nella ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la traspirazione o la peristalsi); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. una piccola ferita o un occasionale raffreddore); oppure sensazioni fisiche vaghe o ambigue (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”).

La persona attribuisce questi sintomi o segni alla malattia sospettata ed è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente.
In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere una malattia cardiaca). Visite mediche ripetute, esami diagnostici e rassicurazioni da parte dei medici servono poco ad alleviare la preoccupazione concernente la malattia o la sofferenza fisica. Per esempio, un soggetto preoccupato di avere una malattia cardiaca non si sentirà rassicurato dalla ripetuta negatività dei reperti delle visite mediche, dell’ECG, o persino della angiografia cardiaca.

I soggetti con l’ipocondria possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato, o a causa di osservazioni, sensazioni, o eventi che riguardano il loro corpo.
La preoccupazione riguardante le malattie temute spesso diviene per il soggetto un elemento centrale della immagine di sé, un argomento abituale di conversazione, e un modo di rispondere agli stress della vita.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris psicologa a Torino

Disturbi ossessivo-compulsivo

03 Mar
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia   |  Commenti disabilitati su Disturbi ossessivo-compulsivo
Il disturbo osessivo-compulsivo

Fonte: http://minimalissimo.com

Il Disturbo Ossessivo- Compulsivo (DOC), significativamente rappresentato nell’immagine accanto (da Minimalissimo: la rappresentazione del disagio mentale) è uno dei disturbi d’ansia più frequenti ed è generalmente caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni, anche se, si possono presentare ossessioni senza compulsioni e viceversa.

A differenza di altri disturbi psicologici, sostanzialmente omogenei, nella pratica clinica si possono distinguere con relativa chiarezza alcune tipologie di disturbo ossessivo-compulsivo, talvolta presenti in concomitanza, ognuno delle quali ha sintomi specifici.

Disturbi da contaminazione. Si tratta di ossessioni e compulsioni connesse a improbabili (o irrealistici) contagi o contaminazioni. Sostanze “contaminanti” diventano spesso non solo lo sporco oggettivo, ma anche urine, feci, sangue e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore, e persino saponi, solventi e detersivi, contenenti sostanze chimiche potenzialmente “dannose”. Se la persona entra in contatto con uno degli agenti “contaminanti”, mette in atto una serie di sintomi (rituali) di lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione volti a neutralizzare l’azione dei germi e a tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio o a liberarsi dalla sensazione di disgusto.

Disturbi da controllo. Si tratta di ossessioni e compulsioni implicanti controlli protratti e ripetuti senza necessità, volti a riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti. Le persone che ne soffrono tendono a controllare e ricontrollare, sia per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di aver fatto qualcosa di male e non ricordarlo, sia a scopo preventivo, per essere sicuri di aver fatto il possibile per prevenire qualunque possibile catastrofe. All’interno di questa categoria vi sono sintomi quali controllare di: aver chiuso le porte e le finestre di casa, le portiere della macchina, il rubinetto del gas e dell’acqua, la saracinesca del garage o l’armadietto dei medicinali; aver spento fornelli elettrici o altri elettrodomestici, le luci in ogni stanza di casa o i fari della macchina; non aver perso cose personali lasciandole cadere; non aver investito involontariamente qualcuno con la macchina.

Ossessioni pure. Si tratta di pensieri o, più spesso, immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderati e inaccettabili, privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti (aggredire qualcuno, avere rapporti omosessuali o pedofilici, tradire il partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme, offendere persone care, ecc.). Queste persone non hanno né rituali mentali né compulsioni, ma soltanto pensieri ossessivi.

Superstizione eccessiva. Si tratta di un pensiero superstizioso portato all’eccesso. Chi ne soffre ritiene che il fatto di fare o non fare determinate cose, di pronunciare o non pronunciare alcune parole, di vedere o non vedere certe cose (es. carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari), certi numeri o certi colori, di contare o non contare un numero preciso di volte degli oggetti, di ripetere o non ripetere particolari azioni il “giusto” numero di volte, sia determinante per l’esito degli eventi. Tale effetto può essere scongiurato soltanto ripetendo l’atto (es. cancellando e riscrivendo la stessa parola, pensando a cose positive) o facendo qualche altro rituale “anti-iella”.

Ordine e simmetria. Chi ne soffre non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico, perché ciò gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicità. Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, cd, abiti nell’armadio, piatti, pentole, tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica (es. dimensione, colore, ecc.). Quando ciò non avviene queste persone passano ore del loro tempo a riordinare ed allineare questi oggetti, fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti.

Accumulo/accaparramento. E’ un tipo di ossessione piuttosto rara che caratterizza coloro che tendono a conservare ed accumulare (e talvolta perfino a raccogliere per strada) oggetti insignificanti e inservibili (riviste e giornali vecchi, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie vuote, asciugamani di carta usati, confezioni di alimenti), per la enorme difficoltà che hanno a gettarli.

Compulsioni mentali. Non costituiscono una reale categoria a parte di disturbi ossessivi, perché la natura delle ossessioni può essere una qualunque delle precedenti. Coloro che ne soffrono, pur non presentando alcuna compulsione materiale, come nel caso delle ossessioni pure, effettuano precisi cerimoniali mentali (contare, pregare, ripetersi frasi, formule, pensieri positivi o numeri fortunati) per scongiurare la possibilità che si avveri il contenuto del pensiero ossessivo e ridurre di conseguenza l’ansia.Una forma particolare di ossessione è quella che riguarda la preoccupazione eccessiva e irrazionale di avere una parte del proprio corpo difettosa o deforme.

Dottssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

Il Disturbo Traumatico dello Sviluppo

03 Mar
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia, Bambini, In evidenza, Trauma   |  Commenti disabilitati su Il Disturbo Traumatico dello Sviluppo

Il gruppo di lavoro sul trauma complesso, che opera all’interno del National Child Traumatic Stress Network, ha elaborato una nuova diagnosi per i bambini: il Disturbo Traumatico dello Sviluppo.
MaltrattamentoLa nuova diagnosi è stata formulata in base all’idea che esperienze di eventi traumatici molteplici, cronici e prolungati, come il maltrattamento infantile soprattutto di natura interpersonale e ad esordio precoce, spesso nel contesto della relazione con le figure primarie di accudimento (tipicamente i genitori), abbiano conseguenze importanti e prevedibili riguardo molte aree di funzionamento.

Traumi molteplici e cronici subiti nell’infanzia produce nei bambini e nel loro sviluppo  psicologico, fisico e cognitivo diversi effetti nocivi, tra cui:

  • disturbi dell’attaccamento, difficoltà a gestire le proprie emozioni e a regolare il proprio comportamento; da ciò deriva un’instabilità emotiva che, in fasi successive del ciclo vitale, potrà condurli a mettere in atto condotte di abuso di sostanze, disturbi alimentari, autolesionismo fisico;
  • alterazioni nell’attenzione e nella consapevolezza (o coscienza) ovvero sintomatologia dissociativa: depersonalizzazione, derealizzazione, difficoltà mnestiche. L’uso della dissociazione in età evolutiva aumenta la tendenza generale dell’individuo a sviluppare disturbi dissociativi;
  • somatizzazioni: spesso lamentano sintomi fisici, senza essere in grado di riportare una causa specifica (l’ipotesi è che le memorie sensoriali si presentino attraverso il corpo);
  • difficoltà cognitive: difficoltà nella regolazione dell’attenzione, difficoltà nel concentrarsi su un obiettivo e portare a termine un compito, difficoltà di pianificazione e nel fare previsioni rispetto al futuro, difficoltà nell’elaborazione di stimoli nuovi, difficoltà di apprendimento, problemi nello sviluppo linguistico e nell’orientamento nel tempo e nello spazio.
  • alterazioni del senso di sè: mancanza di continuità del senso di sé, disturbi dell’immagine corporea, bassa autostima, senso di vergogna e di colpa; si sentono inferiori, impotenti e non meritevoli di amore, si aspettano di essere rifiutati e disprezzati, e sono inclini a colpevolizzarsi per le esperienze negative vissute.
  • alterazione nei sistemi di significato: questi individui mostrano auto-attribuzioni negative, sfiducia nelle figure primarie, perdita di aspettative di protezione da parte degli altri e dei servizi sociali, inevitabilità della futura vittimizzazione.

Bisogna tener presente che non tutti i bambini e adolescenti esposti ad un trauma sviluppano sintomatologia post-traumatica, la psicologia dello sviluppo parla infatti di vulnerabilità nei confronti di esperienze di vita stressanti, in generale di fronte agli eventi che capitano, positivi o negativi che siano, gli individui non si trovano nelle stesse condizioni. A seconda del loro livello di sviluppo psicologico e biologico, sperimentano gli stessi eventi in maniera diversa ma è possibile affermare che il verificarsi di eventi negativi nell’età evolutiva ha una notevole influenza sul futuro adattamento psicosociale degli individui.

Dottssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

Disturbo Dipendente di personalità

27 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità   |  Commenti disabilitati su Disturbo Dipendente di personalità

Il Disturbo Dipendente di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità.

Le persone che soffrono di un Disturbo Dipendente della Personalità vivono costantemente nell’eccessiva necessità di essere accuditi da un’altra persona, ciò può indurre a comportamenti di sottomissione e dipendenza per il timore della separazione: questa modalità relazionale nasce fondamentalmente dalla percezione di sé come incapace di funzionare adeguatamente senza l’aiuto di altri.

Il timore di essere abbandonati può portare allo sviluppo di emozioni negative quali paura, terrore e ansia intensa che inducono la persona ad avere dei comportamenti volti ad evitare l’abbandono dell’altro, spesso queste persone fanno di tutto per rendersi indispensabili e per esaudire i desideri altrui a scapito dei propri.

I propri bisogni e desideri vengono sovente sacrificati a favore di quelli del partner o delle altre persone significative (genitori, amici, ecc.); è presente anche una difficoltà di esprimere disaccordo verso gli altri per paura di perdere il supporto o l’approvazione delle altre persone. Questo atteggiamento genera spesso vissuti di costrizione e rabbia che difficilmente vengono comunicati apertamente per timore di essere “lasciati soli”.

La percezione di sentirsi incompetenti e inadeguati rende difficile il compiere delle scelte e il prendere decisioni, senza avere consigli e rassicurazioni da parte di altre persone: queste persone hanno difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose in autonomia per una mancanza di fiducia nelle proprie capacità, piuttosto che per difetto di motivazione ed energia.

L’assenza di una relazione significativa ed accudente porta ad un senso di vuoto e di assenza di scopi, questo stato mentale è spesso accompagnato da un umore depresso e da tristezza fino ad arrivare ad una percezione di inconsistenza della propria persona.

Questo disturbo colpisce con maggiore frequenza il sesso femminile, e soggetti con un’età media superiore ai 40 anni.

Date le caratteristiche di questo quadro clinico quindi,  possibili disturbi associati possono comprendere i Disturbi dell’Umore, Disturbi d’Ansia e Disturbi dell’Adattamento.

Inoltre il Disturbo Dipendente di Personalità spesso si associa ad altri Disturbi di Personalità, specialmente con i Disturbi Borderline, Evitante e Istrionico di Personalità.
Una malattia fisica cronica o il Disturbo di Ansia di Separazione nei bambini e nei ragazzi possono predisporre l’individuo a questo disturbo.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino.

Il test di Rorschach

27 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Psicologia   |  Commenti disabilitati su Il test di Rorschach

Il test di Rorschach secondo il Metodo Comprensivo di Exner

Tavola Test RorschachIl test di Rorschach è un test psicologico proiettivo ed è uno degli strumenti più noti per avere informazioni sulla propria  personalità.
Il test di Rorschach è composto da 10 tavole raffiguranti delle macchie d’inchiostro che vengono presentate una alla volta alla persona.
Alla persona che osserva la tavola viene chiesto di dire che cosa potrebbe raffigurare la macchia sulla tavola presentata. Dalle risposte che egli fornisce, attraverso specifiche tecniche di attribuzione di punteggio, si possono ottenere delle informazioni rispetto alla struttura di personalità.

Il fatto che le macchie costituiscano degli stimoli ambigui, a cui la persona deve tentare di attribuire un significato, ha fatto classificare il Rorschach quale metodo proiettivo. Nel dare le risposte ciascuna persona, attribuendo un significato a degli stimoli ambigui, come le macchie, dà delle informazioni sul proprio modo di comportarsi, di pensare e di gestire il proprio mondo emotivo.

Il Comprehensive System è essenzialmente un approccio descrittivo che guarda alla persona in modo concreto e fisico, descrivendolo cioè, attraverso i suoi comportamenti osservabili. Tale metodo si può definire dunque ateoretico, nel senso che non è basato su alcuna teoria della personalità, anche se fa comunque riferimento a una posizione filosofica riguardo alle scienze umane, quella secondo cui sono i fenomeni (o gli eventi o i comportamenti) osservabili a fornire informazioni rilevanti per la comprensione della persona reale.

Una particolarità del Comprehensive System di Exner è l’ampio spazio dato alla valutazione degli aspetti cognitivi della personalità, chiamata triade cognitiva per cui nel sistema comprensivo di Exner è possibile avere informazioni su come il soggetto processa le informazioni in entrata (input), sulle modalità con cui il soggetto traduce ed identifica le informazioni e sul modo in cui la concettualizzazione delle informazioni viene tradotta. L’interpretazione viene fatta separatamente ma bisogna sempre considerare questi tre momenti come un processo lungo un continuum. Potremmo schematizzare, questo processo così:
Test Rorschach
INPUT =====>  TRADUZIONE=====>  CONCETTUALIZZAZIONE

Per ulteriori approfondimenti sul Rorschach secondo il metodo comprensivo di Exner vedi articolo scritto nel blog nonsoloansia.it

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

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