Adolescenti

Comportamento alimentare e adolescenza

18 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Disturbi alimentari   |  Commenti disabilitati su Comportamento alimentare e adolescenza

Dottoressa Francesca Vottero Ris Psicologa a Torino, Psicoterapeuta cognitivo e comportamentale, Terapia E.M.D.R.

anoressia_bulimia.anoressia-bulimia-sintomiCon il termine Disturbi del Comportamento Alimentare (anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata) ci si riferisce ad un disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

E’ ormai comune pensare all’adolescenza come ad una fase critica della vita in cui preoccupazioni, valori e ansie per il futuro si confrontano (o si scontrano?) con i cambiamenti legati all’aspetto fisico, cognitivo e sociale. Gli importanti cambiamenti fisici e psicologici spesso rendono l’adolescente maggiormente insicuro e sensibile alle influenze sociali, in relazione al confronto con il gruppo dei coetanei e in riferimento ai modelli di bellezza presentati dai mass media.

In questa fase la costruzione della propria identità e dell’autostima passa anche attraverso la ricerca di un corpo perfetto portando ad adottare dei regimi alimentari, spesso restrittivi e non adeguati.
bulimia_e_anoressiaIl corpo e il cibo diventano canali privilegiati per esprimere il proprio malessere e per gestire il disagio: il cibo può perdere così la sua originaria funzione di nutrimento e il corpo diviene un potente mezzo di comunicazione e di relazione.
In presenza di una bassa autostima e una profonda insicurezza personale l’alimentazione può assumere caratteristiche particolarmente disordinate e ossessive che possono compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo sereno e di mantenere normali abitudini verso il cibo.
Accanto all’alterazione del comportamento alimentare vi è anche una visione distorta del corpo e delle sue forme, con la sensazione di essere grassi e brutti e quindi socialmente non accettabili, con un corpo inadeguato che va trasformato con la diete e, spesso, un eccesso di attività fisica.
In questi casi si parla di Disturbi del Comportamento Alimentare che necessitano di un intervento specialistico.

Test cognitivi per bambini e adolescenti

10 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Test cognitivi per bambini e adolescenti

Dottoressa Francesca Vottero Ris Psicologa a Torino, Psicoterapeuta cognitivo e comportamentale, Terapia E.M.D.R.

I test cognitivi più utilizzati per misurare le capacità intellettive di bambini e adolescenti sono:
La WISC-IV (Wechsler Intelligence Scale for Children-IV)
La WPPSI-III (Wechsler Preschool and Primary Scale of Intelligence-III)

Bambino che studiaLa WISC-IV è lo strumento clinico per eccellenza per valutare le capacità cognitive dei bambini di età compresa tra i 6 anni e 0 mesi e i 16 anni e 11 mesi.
La struttura della scala è stata recentemente aggiornata per riflettere la teoria e la pratica della valutazione dei bambini, che implica un’attenzione crescente alla memoria di lavoro e alla velocità di elaborazione.
La scala è utile per:

  1. Ottenere una valutazione del funzionamento cognitivo generale.
  2. Ottenere informazioni cliniche per fare valutazioni neuropsicologiche e impostare approfondimenti in ambiti specifici, quali difficoltà e/o disturbi di apprendimento, disturbi dello spettro autistico e deterioramento mentale.
  3. Programmare interventi di potenziamento, recupero e monitorarne l’andamento.

bambino contentoLa WPPSI-III è uno strumento clinico di somministrazione individuale che valuta l’intelligenza di bambini dai 2,6 ai 7,3 anni.

La scala è utile per:

  1. Ottenere una valutazione completa del funzionamento intellettivo generale.
  2. Pianificare obiettivi in programmi di natura clinica o scolastica per soggetti
    con ritardi nello sviluppo cognitivo e con difficoltà di apprendimento.
  3. Predisporre programmi destinati a soggetti particolarmente dotati.
  4. Determinare gli effetti di un danno cerebrale da trauma sul funzionamento cognitivo.

Psicologa adolescenti

13 Set
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti   |  Commenti disabilitati su Psicologa adolescenti

Scritto dalla Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino, Psicoterapeuta Torino

Ragazzo indecisoLa domanda principale che hanno in testa gli adolescenti d’oggi riguarda la loro identità: “chi sono io?”. Molti adolescenti ragazzi hanno bisogno di trovare un proprio spazio autonomo per rispondere a tale domanda e alcuni se accompagnati in questo percorso da un professionista potranno nel modo migliore trovare da sé il proprio posto nel mondo.

L’adolescenza è il periodo di transizione tra l’infanzia e la vita adulta. Tale passaggio viene spesso descritto come un momento difficile da superare e nella maggioranza dei casi in famiglia si vivono situazioni turbolente. Nonostante tutto può essere un periodo di grandi opportunità di sviluppo, una fase di trasformazioni anche positive.

ragazziGli adolescenti durante questo periodo vivono momenti fisiologici di instabilità che possono comportare bruschi e transitori abbassamenti dell’umore.
L’instabilità fisiologica degli adolescenti si esprime anche nell’oscillare fra due bisogni opposti: quello di cercare una propria indipendenza e una propria progettualità e quello di sentirsi confermati in questo cammino da parte degli altri.

Biologicamente, l’adolescenza è segnata dall’inizio della pubertà. Dopo la pubertà l’individuo è sessualmente maturo e può concepire un bambino. Socialmente, l’adolescenza è contraddistinta da una crescente indipendenza dai genitori, poichè il giovane si prepara a lasciare la casa paterna, a completare i propri studi, a stringere legami sentimentali e ad inserirsi nel mondo el lavoro.

Se l’inizio e la fine della pubertà è più facilmente individuabile (pur con variabili individuali) socialmente l’indipendenza viene raggiunta in un arco di tempo maggiore e continua anche dopo l’aver raggiunto la maggior età (considerando i percorsi formativi sempre più lunghi, i problemi di oggi ad inserirsi nel mondo del lavoro e le difficoltà ad avere un indipendenza ed una sicurezza economica).

Inoltre, il distacco dai modelli cognitivo-emotivi e culturali dei genitori che hanno rappresentato il principale punto di riferimento, può risultare problematico quando non si hanno riferimenti alternativi percorribili.
Un intervento psicologico è diretto principalmente nel fornire ai giovani una base sicura che permetta a loro di costruire delle fondamenta solide e durature di un’ identità autonoma che sarà parte di loro per il resto della vita.

Ragazzi e sessualità

21 Set
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Ragazzi e sessualità

ragazziL’adolescenza è un periodo di passaggio dall’infanzia all’età adulta. La sessualità a questa età spesso rappresenta un problema per i ragazzi. Tante domande si affacciano nella loro testa e rimangono senza risposta, l’educazione sessuale è spesso affidata ai coetanei. La consulenza psicologica può essere di grande aiuto ai ragazzi quando un problema legato alla sessualità, alla contraccezione, all’identità di genere (sono omosessuale? sono una donna in un corpo maschile?), alla relazione di coppia, non può esser discusso in famiglia o con qualche adulto di riferimento.

Parlare di sessualità in famiglia non è facile, a volte chiedere aiuto ad uno psicologo può essere di grande aiuto nel corso dell’adolescenza per prevenire problemi legati alla sessualità in età adulta.

Ragazzo indecisoLa sessualità può diventare un problema importante quando per qualche motivo il ragazzo ha avuto delle esperienze traumatiche, delle violenze, oppure se sente di non poter fare a meno di avere comportamenti sessuali scorretti o che lo mettono in pericolo o lo fanno soffrire.

In questi casi i ragazzi hanno bisogno di essere aiutati a capire che cosa fare per superare gli ostacoli che gli impediscono di sviluppare una sessualità serena ed armonica. Senza questi chiarimenti la sessualità potrà facilmente diventare un problema angosciante che influenzerà l’intera esistenza del ragazzo.

Lo psicologo deve essere interpellato non per “curare” ma per aiutare a capire ed a comportarsi.

Dottoressa Francesca Vottero Ris psicologa a Torino, riceve presso lo studio privato di via Casalis 31, Torino.

L’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su L’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento

Per affrontare al meglio ed evitare il peggioramento dei Disturbi Specifici di Apprendimento occorre che l’intervento messo in atto sia di tipo globale, ossia è necessario coinvolgere tutte le risorse presenti: le persone (famiglia, alunni, docenti, tecnici), le conoscenze (culturali, legislative, didattiche, pedagogiche e psicologiche) e gli strumenti (tradizionali, convenzionali, compensativi, dispensativi). Occorre che l’intervento sia in ambito scolastico e sia anche di tipo preventivo, attuato già nella scuola dell’infanzia, attraverso programmi di potenziamento dei pre-requisiti dell’apprendimento della letto-scrittura (Terreni e t al 2002, Tretti et al 2002); nella scuola primaria si può prevenire invece, attraverso  la somministrazione di test di screening che consentono di individuare i bambini a rischio di apprendimento della letto-scrittura (Stella). Alla prevenzione segue la diagnosi precoce, con l’attivazione di trattamenti tempestivi nelle prime fasi di apprendimento della letto-scrittura.

bambino felice che gioca con la pitturaL’intervento per il bambino con D.S.A. deve essere realizzato considerando le caratteristiche individuali dell’alunno, i punti di forza e debolezza delle risorse a disposizione  e il rispetto degli stili di apprendimento dell’alunno. E ‘ quindi fondamentale che  nella scuola tutto il consiglio di classe sia informato su cosa sono i D.S.A. e sia coinvolto nell’intervento.

Il bambino diagnosticato precocemente e sottoposto ad un trattamento tempestivo, ha la possibilità di migliorare lo sviluppo delle sue competenze nonostante la presenza di un deficit, di conoscere strumenti e strategie che gli consentono di apprendere attraverso un percorso alternativo a quello tradizionale; infine, evita il peggioramento del suo disturbo  e l’insorgere di nuovi disagi (frustrazione).

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino e tutor dell’apprendimento presso Associazione Ego di Torino.

Le cause della dislessia

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Le cause della dislessia

Le cause della dislessia sono:

  • Deficit fonologico (difficoltà di elaborazione, programmazione e combinazione dei suoni);
  • Deficit nei processi di automatizzazione (i processi di letto-scrittura e calcolo non sono automatici)Deficit nell’elaborazione visuo –percettiva (difficoltà nell’elaborazione visiva degli stimoli, dovuto ad un funzionamento anomalo delle cellule della corteccia visiva);
  • Disfunzionamento memoria a breve termine (difficoltà nel memorizzare le informazioni e nell’organizzare più informazioni tra loro);
  • Deficit del controllo motorio (difficoltà  che si manifestano nelle abilità grosso-motorie).

Leggi anche i disturbi specifici dell’apprendimento e l’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino riceve presso studio privato in via Casalis 31, torino.

 

Dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia

Bambino che non riesce a studiareLa dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia sono dei Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

La  dislessia è la difficoltà a leggere in modo corretto e fluente. La Dislessia Evolutiva è una disabilità specifica dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale.

La disgrafia è il disturbo correlato al linguaggio scritto, che riguarda le abilità esecutive della scrittura.Le manifestazioni di questo disturbo variano con l’età e con lo sviluppo. Per esempio, i bambini più piccoli possono presentare goffaggine e ritardo nel raggiungimento delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio (per es., camminare, gattonare, stare seduti, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia e chiudersi la cerniera lampo dei pantaloni). I bambini più grandi possono mostrare difficoltà nelle componenti motorie dell’assemblaggio di puzzles, nel modellismo, nel giocare a palla, nello scrivere in stampatello o nella calligrafia.

La disortografia è il disturbo della competenza ortografica, cioè la difficoltà nel trasformare il linguaggio parlato nel linguaggio scritto.

La discalculia è il disturbo nell’apprendimento del calcolo e del sistema dei numeri. Le difficoltà aritmetiche che possono verificarsi sono varie, ma tra esse sono incluse: un’incapacità a comprendere i concetti alla base di particolari operazioni aritmetiche; una mancanza di comprensione di termini o dei segni matematici; il mancato riconoscimento dei simboli numerici; la difficoltà di adattare le manipolazioni aritmetiche standard; la difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando; la difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali o simboli durante i calcoli; la difettosa organizzazione spaziale dei calcoli aritmetici; l’incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le “tabelline”.

Leggi anche le cause della dislessia e l’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino riceve presso studio privato in via casalis 31 torino.

Disturbi specifici dell’apprendimento

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, In evidenza, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Disturbi specifici dell’apprendimento

Bambino che non riesce a studiareI disturbi specifici dell’apprendimento (D.S.A.) sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano solamente nell’acquisizione delle abilità scolastiche  quali la lettura, la scrittura e il calcolo. Il disturbo  riguarda uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
La diagnosi precisa di dislessia, disortografia e disgrafia può essere effettuata alla fine della seconda elementare, mentre la diagnosi di discalculia è possibile alla fine della terza elementare. La diagnosi di DSA è fatta dall’equipe di professionisti: neuropsichiatra,  psicologo, logopedista e psicomotricista. La diagnosi è quindi il risultato delle osservazioni relative alle capacità cognitive, alle abilità prassiche e spaziali, alla memoria, al linguaggio e all’apprendimento in senso stretto del bambino.

La diagnosi può essere effettuata da uno psicologo o neurpsichiatra infantile. I controlli successivi alla diagnosi andrebbero eseguiti da chi fa la rieducazione in modo costante durante il ciclo e dal clinico (psicologo – neuropsichiatra) alla fine di ogni ciclo. Controlli e diagnosi relative alla sola competenza di linguaggio andrebbero effettuate dal logopedista.

Bambino che studiaPer fare una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento nell’età evolutiva i risultati ottenuti dal bambino in test standardizzati somministrati individualmente, su lettura, calcolo o espressione scritta devono risultare significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione e al livello d’intelligenza. Tali difficoltà interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo e di scrittura.

È necessario somministrare anche dei test cognitivi (Wisch, Wais, Cas…) per escludere che le difficoltà siano dovute alla presenza un ritardo mentale. Un anamnesi dettagliata del bambino e della famiglia è necessaria per escludere cause di origine emotiva e/o di riposta ad eventi stressanti.

I D.S.A. diagnosticati principalmente nell’età evolutiva sono:

Leggi anche le cause nella dislessia e l’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino riceve presso studio privato in via Casalis 31, torino.

Centri per adolescenti a Torino

12 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Centri per adolescenti a Torino

ragazziIl Centro Adolescenti a Torino si rivolge a ragazzi e ragazze di età compresa fra i 12 e i 21 anni che vogliano essere ascoltati su problemi personali, familiari, psicologici, sanitari, scolastici, e ai genitori, insegnati e operatori che necessitano di informazioni e consulenza nel rapporto con gli adolescenti. L’accesso è gratuito e non serve l’impegnativa del medico.
È possibile trovarli sul territorio di Torino presso:

Mole Antoneliana TorinoASLTO1 a Torino:

Distretto Circoscrizione 3, Via Moretta 55 bis Torino, telefono 0114474337; l’accesso è diretto e gratuito.

ASLTO2 a Torino:

  • Distretto Circoscrizione 4 e 5, piazza Montale 10 Torino, telefono 011732264.
  • Distretto Circoscrizione 6, via Maddalene 35/a Torino, telefono 011284738.
  • Distretto Circoscrizione 7, via Cavezzale 6 Torino, telefono 01183925227.

 

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino.

Giornata Internazionale dei bambini scomparsi

25 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini   |  Commenti disabilitati su Giornata Internazionale dei bambini scomparsi

bambino che ha pauraOggi mercoledì 25 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei bambini scomparsi. Ogni anno, in Italia, vengono avviate circa 3000 ricerche di minori scomparsi, il fenomeno desta preoccupazione nelle Istituzioni e nell’opinione pubblica.

In prevalenza si tratta di adolescenti, soprattutto stranieri che si allontanano da istituti o comunità o di allontanamenti volontari. Bambini che diventano invisibili, di cui si parla nella cronaca fin quando non  cadono nel buio insieme alle loro famiglie e ne sono inghiottiti a volte per sempre. Se ne parla finchè ci sono speranze poi le speranze si arrestano e con sè anche l’attenzione.

La Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, nacque come Missing Children’s Day nel 1983, negli Stati Uniti, per ricordare la scomparsa del piccolo Ethan Patz, rapito a New York proprio il 25 maggio del 1979. e oggi è diventato un evento mondiale.

Il fenomeno della scomparsa dei bambini è purtroppo in crescita e fuori dal controllo, ed è un problema sociale che ha bisogno di prevenzione e conoscenza ed è proprio lo scopo di questa giornata. In tutto il mondo si celebrano iniziative grazie alla Federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati sessualmente. In Italia sarà in prima linea il Telefono Azzurro: il 29 e 30 maggio – In occasione della Giornata Mondiale Dei Bambini Scomparsi, i volontari di Telefono Azzurro Onlus saranno presenti dalle ore 10 alle ore 19 presso il Centro Commerciale “Parco Dora” di Via Livorno a Torino nell’ambito dell’iniziativa “I mercatini dell’artigianato”. Verrà distribuito materiale informativo e di sensibilizzazione relativo all’impegno dell’Associazione nella tutela dei diritti all’infanzia e, nello specifico, al Servizio 116000 – Linea diretta per i bambini, gestita dal Telefono Azzurro.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino.

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