Adolescenti

Disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività

21 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Educazione   |  Commenti disabilitati su Disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente. È bene precisare che l’ADHD non è una normale fase di crescita che ogni bambino deve superare, non è nemmeno il risultato di una disciplina educativa inefficace, e tanto meno non è un problema dovuto alla «cattiveria» del bambino.

L’ADHD è un vero problema, per l’individuo stesso, per la famiglia e per la scuola, e spesso rappresenta un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali. È un problema che genera sconforto e stress nei genitori e negli insegnanti i quali si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino.

Sicuramente i genitori sono abituati a vedere come le altre persone reagiscono al comportamento del bambino iperattivo: all’inizio, gli estranei tendono ad ignorare il comportamento irrequieto, le frequenti interruzioni durante i discorsi degli adulti e l’infrazione alle comuni regoli sociali. Di fronte alle ripetute manifestazioni dell’assenza di controllo comportamentale del bambino, queste persone tentano di porre loro stesse un freno all’eccessiva “esuberanza, non riuscendoci, concludono che il bambino sia intenzionalmente maleducato e distruttivo.

È necessario che tutte le persone, che interagiscono con i bambini con ADHD, sappiano vedere e capire le motivazioni delle manifestazioni comportamentali di questi ragazzi, mettendo da parte le assurde e ingiustificate spiegazioni volte ad accusare e ferire i loro genitori, già tanto preoccupati e stressati per questa situazione.

Innanzitutto è necessario scoprire effettuando una psicodiagnosi se il bambino abbia veramente un Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) oppure se sia semplicemente irrequieto e con la testa tra le nuvole. Nessuna persona, che non sia uno specialista (ad esempio, uno psicologo o un neuropsichiatra infantile), si deve sentire autorizzata a decidere se quel bambino presenta o meno un ADHD.

Per ulteriori informazioni visita il sito dell’Associazione Italiana Disturbi dell’Attenzione e dell’Iperattività.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

14 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

PREADOLESCENZA E ADOLESCENZA: I COMPORTAMENTI A RISCHIO E LA PREVENZIONE PSICOLOGICA

Ragazzo indeciso…Pubertà, adolescenza, problemi affettivi, l’adolescente nella famiglia, il carattere impulsivo e/o oppositivo, l’adolescente e la vita sociale, l’adolescente nel gruppo, bullismo e vittime, uso di droghe e abitudini alimentari scorrette…su cosa intervenire?
Alcuni comportamenti a rischio messi in atto dai ragazzi come fumare sigarette, spinelli, bere alcol, problemi alimentari, guidare il motorino in modo pericoloso, avere rapporti sessuali non protetti, problemi scolastici, non sono necessariamente una conseguenza di gravi malesseri e carenze, ma possono essere messi in atto dall’adolescente per rispondere in qualche modo ai compiti di sviluppo.
Alcuni dei comportamenti definiti a ”rischio” però, sono di difficile gestione nella famiglia, nella scuola e nella società, ma soprattutto possono diventare sintomi di disturbi psicopatologici e portare all’insorgere di problemi del comportamento anche gravi, quali dipendenze da droghe e alcol, ricorso alla violenza contro se stessi (atti auto-lesivi, suicidio) o contro gli altri (in famiglia, nella scuola, nella società), comportamenti sessuali promiscui, disturbi alimentari, sintomatologie post-traumatiche.
C’è una linea difficile da tracciare tra comportamenti  che pur nell’eccesso possono essere considerati “tipici” dell’età e comportamenti sintomatici, preoccupanti, che necessitano di un intervento terapeutico strutturato. Come intervenire? Quanto coinvolgere la scuola e la famiglia?

Obiettivi
Il progetto intende affrontare il fenomeno suggerendo alcuni interventi di prevenzione delle condotte a rischio negli adolescenti.
L’intervento psicologico per la prevenzione del rischio e/o delle ricadute ha l’obiettivo di fornire strumenti adeguati alla gestione delle situazioni di rischio accennate; altresì il progetto intende aiutare l’operatore a prendere coscienza delle difficoltà reali che si possono incontrare nella “relazione” con l’adolescente e nell’attivare un intervento di rete integrato ed efficiente.
La finalità generale è quella sia di fornire conoscenze sui temi proposti, che di creare un momento di confronto e crescita dei soggetti cui si rivolge, azione che mira a potenziare e valorizzare le risorse dei soggetti coinvolti.

Metodologia
Il corso prevede:
•lezioni frontali con contributi teorici;
•lavori in gruppo su casi portati dai docenti o proposti dai corsisti;
•approfondimenti attraverso l’uso di tecniche dello Psicodramma per permettere di vivere in gruppo una situazione specifica, non solo raccontandola, ma drammatizzandola in una specie di commedia dell’arte.

Docenti
Isabella Bonapace,  psicodrammatista, dott.ssa in Psicologia.
Daniela Maria Ercolin, psicologa, psicoterapeuta familiare
Francesca Vottero Ris, psicologa, psicoterapeuta cognitivo e comportamentale

Destinatari
OSS, Educatori, Animatori, Infermieri di servizi territoriali, insegnanti, pedagogisti, assistenti sociali.
Il numero massimo è di 20 partecipanti.

Periodo di realizzazione e orario
Il corso si realizzerà dalle ore 9.30 alle ore 17.30.
Sono previste 5 giornate di formazione.

Interventi psicologici a tariffa ridotta rivolti ai ragazzi e ai giovani adulti

14 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, In evidenza, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Interventi psicologici a tariffa ridotta rivolti ai ragazzi e ai giovani adulti

ragazziConsiderando le difficoltà dei ragazzi d’oggi ad entrare nel mondo del lavoro lo Studio di Psicologia di Torino propone degli interventi psicologici a tariffa ridotta (onorario minimo rispetto al tariffario delle prestazioni dello psicologo) ai ragazzi e ai giovani adulti (18-24) che studiano o che non hanno ancora raggiunto una loro indipendenza economica.

Perchè l’anoressia nervosa

13 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Disturbi alimentari   |  Commenti disabilitati su Perchè l’anoressia nervosa

L’Anoressia nervosa è un Disturbo del comportamento alimentare grave e piuttosto diffuso soprattutto nella cultura occidentale, tra le ragazze e le giovani donne. Le cause di questa malattia non sono ancora chiare.  Alcuni tratti della personalità che accomunano gli anoressici sono una scarsa stima di sé stessi, asocialità, e una tendenza al perfezionismo. Questi soggetti si rivelano spesso buoni studenti ed ottimi atleti. L’anoressia nervosa si ripete spesso fra gli appartenenti alla stessa famiglia, in particolare fra i parenti di sesso femminile. L’ambiente o eventi stressanti possono rivelarsi concause.

Traumi infantili possono essere all’origine del comportamento anoressico.

È un disturbo diffuso soprattutto nei Paesi occidentali ed in quelli industrializzati, dove la magrezza è diventata un modello di fascino. Categorie a rischio possono essere gli atleti, gli attori e le modelle, per i quali mantenere la linea è diventato un requisito professionale.
Anoressia significa letteralmente perdita dell’appetito, tuttavia questo non è il corretto sintomo di questa patologia. Infatti chi soffre di anoressia pur essendo affamato controlla il proprio appetito: la caratteristica principale dell’anoressia nervosa è il rifiuto del cibo, ma chi soffre di tale disturbo ha sempre una intensa fame e appetito. Nelle persone che soffrono di anoressia nervosa la percezione ed il valore attribuiti all’aspetto fisico ed al peso corporeo risultano distorti. Vengono adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come “grasse”.
Nei soggetti con anoressia nervosa i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. Predominano condotte ossessive legate al cibo (per esempio nascondimento, sminuzzamento); possono, inoltre rifiutarsi di mangiare in presenza di altri o cucinare per gli altri complessi piatti che poi non mangiano. Domina l’eccessivo investimento sul cibo (per esempio il soggetto ne parla sempre o non fa altro che pensare al suo prossimo pasto).
Molti segni e sintomi dell’Anoressia Nervosa sono connessi alla estrema denutrizione. Oltre all’amenorrea, i soggetti possono lamentare stipsi, dolori addominali, intolleranza al freddo, letargia o eccesso di energia. Possono essere presenti marcata ipotensione, ipotermia e secchezza della cute. Alcuni individui sviluppano “lanugo”, una fine e soffice peluria, sul tronco (il corpo tenta di limitare la dispersione del calore). Le unghie e i capelli diventano fragili, la pelle diventa secca e gialla. Può essere presente ipertrofia delle ghiandole salivari, principalmente delle parotidi.
I soggetti che si dedicano alla pratica del vomito auto-indotto possono manifestare erosioni dello smalto dentale, e cicatrici o callosità sul dorso delle mani, provocate dallo sfregamento contro l’arcata dentaria nel tentativo di provocare il vomito. La mancanza di cibo può causare danni a organi vitali quali cuore e cervello.
Il ritmo respiratorio, il battito cardiaco e la pressione sanguigna diminuiscono ed a volte chi soffre di questa patologia è affetto da aritmie o problemi cardiaci. Un’alimentazione povera causa la decalcificazione delle ossa che diventano fragili e soggette a rotture. Nei casi più gravi gli anoressici possono lasciarsi morire per denutrizione.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

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