Disturbi di personalità

Pensare… o in bianco o in nero

28 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità, Psicologia, Senza categoria   |  Commenti disabilitati su Pensare… o in bianco o in nero

Dottoressa Francesca Vottero Ris Psicologa a Torino, Psicoterapeuta cognitivo e comportamentale, Terapia E.M.D.R.

Il pensiero in bianco e nero (il termine tecnico è “pensiero dicotomico”) tende a ridurre la complessità della realtà in schemi netti, rigidi e immodificabili nel tempo. Chi lo utilizza è come se ragionasse in termini di “tutto o nulla”… le cose sono o giuste o sbagliate, le persone che conosciamo sono o amici o nemici, le giornate sono o perfette o fanno schifo, gli altri sono o brutti o belli, il partner o si ama o si odia….

Di solito questo modo di affrontare la realtà e di pensare è tipico degli adolescenti che si trovano, durante il loro normale cammino di crescita, ad esplorare un mondo vissuto inizialmente come caotico, rappresentato da persone con indefinite variabili… ed ecco che la realtà delle persone e degli eventi viene ridotta a due sole rassicuranti categorie contrapposte che si escludono l’una con l’altra o che sono in irreparabile conflitto tra loro.

Se per l’adolescente utilizzare questa forma di pensiero è normale, l’adulto che mantiene questo modo di ragionare, nell’illusione di mantenere una qualche piccola forma di controllo degli eventi, andrà incontro a una scarsa capacità di giudicare e di prendere buone decisioni i quanto sarà portato a cancellare elementi non congruenti con la visione “bianco e nero”, che invece andrebbero ragionevolmente considerati.

rappresentazione della depressione

Via: http//minimalissimo.com

Inoltre l’uso pervasivo del pensiero dicotomico preclude soluzioni creative, induce la depressione (ciò che non va bene non potrà che continuare ad andar peggio, ciò che è sbagliato diventerà irreparabile, ciò che è pauroso diventerà terrorizzante, ciò che è negativo diventerà catastrofico…) e a volte è indicativo della possibile presenza di un disturbo della personalità.

…dunque piccole dosi di pensiero dicotomico possono essere utili per orientarsi, ma è meglio una visione ragionevole ed equilibrata della realtà notando tutte le mille e mutevoli sfumature di grigio per non perdere i mille arcobaleni di colore che il mondo ci può regalare.

Disturbi di Personalità

21 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità   |  Commenti disabilitati su Disturbi di Personalità

I Disturbi di Personalità non sono caratterizzati da specifici sintomi o sindromi, come ad esempio il Disturbo Ossessivo-Compulsivo, la Depressione o gli Attacchi di Panico, ma dalla presenza esasperata e rigida di alcune caratteristiche di personalità.
La personalità (o carattere) è stata definita in molti modi, ma si può dire che sia l’insieme delle caratteristiche, o tratti stabili, che rappresentano il modo con il quale ciascuno di noi risponde, interagisce, percepisce e pensa a ciò che gli accade.
Si può anche dire che la personalità sia il modo stabile che ciascuno di noi si è costruito, con le proprie esperienze ed a partire dal proprio temperamento innato, di rapportarsi con gli altri e con il mondo.
I tratti che la compongono rappresentano le caratteristiche del proprio stile di rapporto con gli altri: così esiste per esempio il tratto della dipendenza dagli altri, o della sospettosità, o della seduzione, oppure quello dell’amor proprio.Normalmente questi tratti devono essere abbastanza flessibili a seconda delle circostanze: così in alcuni momenti sarà utile essere più dipendenti o passivi del solito, mentre in altri sarà più funzionale essere seducenti.

I Disturbi della Personalità sono caratterizzati dalla rigidità e dalla presentazione inflessibile di tali tratti, anche nelle situazioni meno opportune. Ad esempio, alcune persone tendono sempre a presentarsi in modo seducente indipendentemente dalla situazione nella quale si trovano, rendendo così difficile gestire la situazione; altre persone, invece, tendono ad essere sempre talmente dipendenti dagli altri che non riescono a prendere autonomamente proprie decisioni.

Solitamente tali tratti diventano così consueti e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi e inadeguati, da cui derivano le reazioni negative degli altri nei loro confronti, ma si sentono sempre le vittime della situazione e alimentano il proprio disturbo.
Così, ad esempio, una persona che presenta un disturbo paranoide di personalità, non capisce che, con il suo comportamento sospettoso, non dà fiducia agli altri, e si “tira addosso” fregature e reazioni aggressive, confermandosi l’idea che non ci si può fidare di nessuno.

I disturbi di personalità sono stati classificati in tre categorie:

I. Disturbi caratterizzati dal comportamento bizzarro:

Disturbo Paranoide di Personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso.
Disturbo Schizoide di Personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri.
Disturbo Schizotipico di Personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un’assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche.
II. Disturbi caratterizzati da un’alta emotività:

Disturbo Borderline di Personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita.
Disturbo Istrionico di Personalità: chi ne soffre tende a ricercare l’attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni.
Disturbo Narcisistico di Personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l’ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l’importanza che si attribuisce.
Disturbo Antisociale di Personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi.
III. Disturbi caratterizzati da una forte ansietà:

Disturbo Evitante di Personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza.
Disturbo Dipendente di Personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l’ordine e per il controllo di ciò che accade.

Dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31, Torino.

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità

28 Set
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità   |  Commenti disabilitati su Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità.

Le persone che soffrono di un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità possono presentare una preoccupazione eccessiva per l’ordine e per le regole, perfezionismo, difficoltà a portare a termine i propri compiti, riluttanza a delegare ed a cooperare, rigidità su questioni di etica e di moralità, difficoltà a manifestare le proprie emozioni, bisogno di controllo nel lavoro e nelle relazioni interpersonali.

Frequentemente i pazienti giungono all’osservazione di uno psicologo manifestando specifiche difficoltà e sintomi come: stati d’ansia, depressione o disturbi dell’adattamento. Tipicamente questi soggetti presentano anche problemi di natura familiare, poiché i familiari si lamentano spesso del forte disagio che provano a causa del perfezionismo e dell’inflessibilità alle regole delle persone con queste caratteristiche.
Nello specifico si fa diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo di personalità quando sono evidenti le seguenti caratteristiche:

Attenzione per i dettagli, le regole, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi, al punto che va perduto lo scopo principale dell’attività.

La vita quotidiana tende ad essere rigidamente organizzata e spesso si ricorre all’elaborazione di schemi, liste e programmi per lo svolgimento di un compito.

Perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti (per es. il soggetto è incapace di completare un progetto perché non risultano soddisfatti gli standard prefissati), aspettative di estrema efficienza e intolleranza rispetto ai fallimenti propri e altrui.

Eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività fino all’esclusione delle attività di svago e delle amicizie.

Esagerata coscienziosità in tema di moralità, etica o valori, e rigida adesione alle convenzioni sociali.

Inflessibilità e testardaggine, chi soffre di un disturbo ossessivo compulsivo di personalità, applica in modo rigido i principi e le regole in cui crede.

Difficoltà a gettare via oggetti consumati o di nessun valore, anche quando non hanno alcun significato affettivo.

Riluttanza a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che non si sottomettano esattamente al proprio modo di fare le cose.

Modalità di spesa improntata all’avarizia: il denaro è visto come qualcosa da accumulare in vista di catastrofi future.

Il comportamento interpersonale è educato e corretto, ma spesso improntato ad una rigida formalità. Chi ha un disturbo ossessivo compulsivo di personalità, è spesso, nei confronti degli altri, giudicante, controllante e punitivo, e in relazione a persone percepite come autorevoli tende a porsi in modo compiacente e fintamente ossequioso.

Da un punto di vista emotivo, è presente una notevole difficoltà ad esprimere i propri stati d’animo e a manifestare emozioni di calore e premura verso gli altri. Le emozioni maggiormente sperimentate sono: l’ansia, relativa all’eventualità che si verifichino catastrofi future; la paura di essere disapprovati e giudicati negativamente; la rabbia verso gli altri, legata all’impossibilità, soggettivamente percepita, di comunicare i propri bisogni emotivi e desideri.

L’esordio avviene in adolescenza o nella prima età adulta e colpisce più frequentemente il sesso maschile.

Queste persone possono soffrire anche di disturbo ossessivo-compulsivo. La personalità ossessivo-compulsiva è, inoltre, tra quelle più frequenti nei disturbi alimentari, in particolare nell’anoressia.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, Psicologa Torino

Il Disturbo Istrionico di Personalità

12 Lug
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Il Disturbo Istrionico di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità.

Le persone che soffrono di un disturbo istrionico di personalità possono presentarsi come persone eccessivamente emotive, sempre alla ricerca di attenzione e approvazione da parte degli altri. Lo stile interpersonale è caratterizzato da seduttività e teatralità, inoltre è presente in queste persone un marcato bisogno di novità, una forte impressionabilità e la tendenza a somatizzare.

In queste persone il bisogno eccessivo dell’attenzione altrui è tale per cui vi è una continua ricerca dell’interesse dell’altro con comportamenti teatrali, provocatori o seduttivi, tanto da apparire, in genere, ipersocievoli e affascinanti. Questo continuo bisogno dell’attenzione e dell’approvazione altrui, determina la propensione ad una marcata dipendenza emotiva. Per evitare l’interruzione del rapporto queste persone possono ricorrere a comportamenti drammatici e pericolosi volti ad attirare l’attenzione degli altri per lui importanti (es. promiscuità sessuale, gesti autolesivi, minacce e/o tentativi di suicidio).

Chi soffre di questo disturbo tipicamente utilizza con gli altri modalità interattive  sessualmente seducenti (es. adulazione, regali, provocazioni sessuali), drammatiche e teatrali (es. esagerazioni di episodi di vita, invenzione di storie, descrizioni esagerate del proprio stato fisico ed emotivo). Il soggetto manifesta tali modalità anche in contesti non adeguati (es. in ambito lavorativo) o nei confronti di persone per cui non vi è quell’interesse sessuale o sentimentale che si lascia intendere. Sovente considera le relazioni più intime di quanto non siano realmente (es. fantasticare su conoscenti in modo romantico, considerare un conoscente un caro amico), ma ha in realtà una grande difficoltà a raggiungere un’autentica intimità emotiva con le persone.

Queste persone sono inoltre facilmente suggestionabili e influenzabili dagli altri e dalle circostanze nelle opinioni e nei sentimenti; valori e interessi personali possono variare al variare di quelli del partner del momento. Le manifestazioni emotive appaiono il più delle volte eccessive e imbarazzanti per gli altri (es. abbracciare con trasporto persone conosciute da poco) e sono facilmente mutevoli. Lo stile comunicativo è impressionistico (es. gesticolare, una mimica facciale accentuata) e privo di dettagli che supportino e rendano credibili delle opinioni espresse in modo tanto convincente.

È  presente una certa tendenza alla somatizzazione: il corpo è utilizzato per attirare l’attenzione su di sé e per questo viene estremamente curato (es. spende tempo energia e denaro per l’abbigliamento e la cura del corpo), oppure diventa teatro di continui e ostentati malesseri che richiedono attenzione e cura.

Infine queste persone possono essere facilmente esposte alla noia, per cui ricercano delle gratificazioni immediate ai loro bisogni (es. abbandonare un progetto avviato con entusiasmo perché troppo faticoso) ed hanno un continuo bisogno di novità.

In genere il disturbo compare entro la prima età adulta compromettendo diversi contesti di vita e causando una grande sofferenza soggettiva. Ci sono diverse evidenze che portano a segnalare il rischio di sviluppare un Disturbo di Somatizzazione e un Disturbo Depressivo Maggiore. Ci sono inoltre concomitanza con il Disturbo Borderline, Narcisistico, Antisociale e Dipendente di Personalità.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino.

Il Disturbo Narcisistico di Personalità

28 Giu
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Il Disturbo Narcisistico di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità

La caratteristica evidente di chi soffre di un disturbo narcisistico di personalità è la tendenza a reagire negativamente e sulla difensiva quando la persona sente un “attacco” al proprio valore. Come comportamenti reattivi si osservano atteggiamenti superbi, arroganti, di disprezzo verso gli altri ritenendoli la causa dei problemi.

Queste persone si aspettano di essere considerati superiori senza un’adeguata motivazione (sè grandioso) e c’è  il continuo bisogno di essere ammirati, di ricevere lodi e/o approvazioni per le proprie qualità superiori, rimanendo stupiti quando non ottengono i riconoscimenti che pensano di meritare.

Le critiche altrui suscitano sentimenti di rabbia ma anche di vergogna. Dietro una facciata altezzosa e sicura di sè il questi soggetti “nascondono” una bassa autostima, un senso di inadeguatezza e di debolezza personale, che emergono quando l’ambiente non fornisce l’approvazione attesa, provocando sentimenti di vergogna perché l’aspettativa non è quella di essere aiutati per le proprie difficoltà, ma al contrario di essere umiliati e sottomessi. Pertanto tendono a nascondere le proprie difficoltà, o a non ammetterle apertamente, all’autosufficienza e all’isolamento protettivo.

Queste persone credono di essere speciali e unici e di poter essere capiti solo da altre persone ugualmente speciali, o di elevata condizione sociale o intellettuale.
Sono convinti che tutto gli sia dovuto,  che le loro aspettative debbano essere immediatamente soddisfatte e che per il fatto di essere speciali e superiori, debbano essere concessi trattamenti di favore. Quando questo non si realizza diventano furiosi e sprezzanti.

Nelle relazioni con gli altri spesso tendono allo sfruttamento e alla manipolazione interpersonale, inoltre l’altro viene idealizzato finchè soddisfa il bisogno di ammirazione ed è disponibile a soddisfare i propri bisogni, per venire poi aspramente svalutato nel momento in cui non svolge più tale funzione.
Agli altri si mostrano con un atteggiamento freddo e distaccato, mostrando disinteresse per il dolore che genera nell’altro a causa delle loro sprezzanti e offensive osservazioni. Se gli altri si mostrano bisognosi di aiuto, si pongono in modo distaccato considerando la cosa come un segno di scarso valore personale e debolezza.

Un sentimento particolarmente sentito da queste persone è l’invidia: per gli altri, per i loro successi o le proprietà, ritenendo di meritare più di loro, oppure crede che gli altri lo invidino. Inoltre è sovente assorbito da fantasie di illimitato successo, potere, fascino, bellezza, o amore ideale.
In generale credono di avere avuto dalla vita meno di quello che si aspettavano e meritavano, oppure malgrado le realizzazioni personali, provano comunque un senso di apatia, vuoto e noia.

Il disturbo tipicamente insorge entro la prima età adulta. I tratti narcisistici possono essere piuttosto comuni negli adolescenti e  tuttavia non indicare necessariamente che in età adulta l’individuo andrà incontro ad un disturbo narcisistico di personalità.

Spesso la persona arriva in consultazione psicologica in seguito a una depressione. I fattori scatenanti lo stato depressivo tipicamente sono problematiche relazionali, o perdite e insuccessi che sminuiscono il vissuto di grandiosità personale, generando sconforto e vergogna.

Il disturbo narcisistico di personalità può presentare anche ansia sociale, ipocondria o abuso di sostanze psicoattive ed alcool e può avere correlazioni con l’anoressia nervosa e con i Disturbi di Personalità Istrionico, Borderline, Antisociale e Paranoide.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

 

Il Disturbo Evitante di Personalità

21 Giu
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Il Disturbo Evitante di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità

Le persone affette da disturbo evitante di personalità sono caratterizzate da problemi relazionali associati ad un radicato senso di inadeguatezza e timore del giudizio negativo altrui. Di conseguenza chi soffre di questo disturbo, pur desiderando il contatto con gli altri, tende a condurre una vita socialmente ritirata, spesso sul lavoro rinuncia alla carriera per non essere sottoposto al giudizio e al rifiuto altrui.

La persona con tale disturbo tende a percepirsi inferiore agli altri, non attraente e socialmente incapace. Quando si trova in situazioni sociali ha l’impressione di non essere considerata e ascoltata, ha difficoltà nel mantenere un discorso perché ha l’idea che questo possa risultare poco interessante per gli altri.

Queste persone percepiscono una grande distanza tra sè e gli altri e hanno l’impressione di osservare la vita degli altri come se fosse un film di cui sono soltanto spettatori passivi; nei rapporti di coppia è presente una forte inibizione per il timore di essere umiliati. Per loro è difficile trovare elementi di condivisione con gli altri e ciò gli fa sperimentare un senso di non appartenenza.

Si aspettano di essere criticati e rifiutati dagli altri, pertanto nel lavoro vengono escluse quelle attività che implicano un significativo contatto con le persone e si evitano le situazioni sociali nuove, vengono mantenute solo le relazioni abituali e rassicuranti, come ad es. quelle con i familiari più stretti.

Queste persone tendono a coltivare interessi e attività solitarie (es. musica, lettura, chat), e talvolta è possibile che questo stile di vita monotono e povero di stimoli contribuisca all’insorgenza di una depressione.

Quando riescono a stabilire una relazione più stretta, in genere, le persone con disturbo evitante tendono ad assumere un atteggiamento sottomesso per paura di essere abbandonate, ma questo può generare un vissuto di costrizione (in quanto il rapporto di coppia è vissuto come l’unica via d’uscita) e conseguenti esplosioni di rabbia quando ci si trova ad affrontare delle difficoltà col partner.

Il disturbo evitante tipicamente esordisce nella tarda adolescenza e a volte si configura come l’esito di una marcata timidezza o di altre manifestazioni di ansia sociale presenti nell’infanzia. Si associano spesso ad una diagnosi di Disturbo Evitante d Personalità i Disturbi dell’Umore e quelli d’Ansia (soprattutto sociale). Frequentemente poi questo disturbo è accompagnato dal Disturbo Dipendente di Personalità in quanto tendono ad attaccarsi molto alle persone che reputano amiche e con le quali sperimentano accettazione e accudimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino.

Disturbo Dipendente di personalità

27 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità   |  Commenti disabilitati su Disturbo Dipendente di personalità

Il Disturbo Dipendente di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità.

Le persone che soffrono di un Disturbo Dipendente della Personalità vivono costantemente nell’eccessiva necessità di essere accuditi da un’altra persona, ciò può indurre a comportamenti di sottomissione e dipendenza per il timore della separazione: questa modalità relazionale nasce fondamentalmente dalla percezione di sé come incapace di funzionare adeguatamente senza l’aiuto di altri.

Il timore di essere abbandonati può portare allo sviluppo di emozioni negative quali paura, terrore e ansia intensa che inducono la persona ad avere dei comportamenti volti ad evitare l’abbandono dell’altro, spesso queste persone fanno di tutto per rendersi indispensabili e per esaudire i desideri altrui a scapito dei propri.

I propri bisogni e desideri vengono sovente sacrificati a favore di quelli del partner o delle altre persone significative (genitori, amici, ecc.); è presente anche una difficoltà di esprimere disaccordo verso gli altri per paura di perdere il supporto o l’approvazione delle altre persone. Questo atteggiamento genera spesso vissuti di costrizione e rabbia che difficilmente vengono comunicati apertamente per timore di essere “lasciati soli”.

La percezione di sentirsi incompetenti e inadeguati rende difficile il compiere delle scelte e il prendere decisioni, senza avere consigli e rassicurazioni da parte di altre persone: queste persone hanno difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose in autonomia per una mancanza di fiducia nelle proprie capacità, piuttosto che per difetto di motivazione ed energia.

L’assenza di una relazione significativa ed accudente porta ad un senso di vuoto e di assenza di scopi, questo stato mentale è spesso accompagnato da un umore depresso e da tristezza fino ad arrivare ad una percezione di inconsistenza della propria persona.

Questo disturbo colpisce con maggiore frequenza il sesso femminile, e soggetti con un’età media superiore ai 40 anni.

Date le caratteristiche di questo quadro clinico quindi,  possibili disturbi associati possono comprendere i Disturbi dell’Umore, Disturbi d’Ansia e Disturbi dell’Adattamento.

Inoltre il Disturbo Dipendente di Personalità spesso si associa ad altri Disturbi di Personalità, specialmente con i Disturbi Borderline, Evitante e Istrionico di Personalità.
Una malattia fisica cronica o il Disturbo di Ansia di Separazione nei bambini e nei ragazzi possono predisporre l’individuo a questo disturbo.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino.

Il Disturbo Borderline di Personalità

13 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità   |  Commenti disabilitati su Il Disturbo Borderline di Personalità

Il Disturbo Borderline di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità.

Il disturbo borderline di personalità è caratterizzato da una marcata instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagie di sé e dell’umore. È inoltre presente una marcata impulsività e la difficoltà ad organizzare in modo coerente i propri pensieri.

Una delle principali caratteristiche del disturbo borderline è l’instabilità emotiva, che si manifesta con marcati e repentini cambiamenti dell’umore: facilmente e rapidamente queste persone oscillano tra tristezza e serenità, sentimenti di rabbia e sentimenti di colpa. A volte sono presenti emozioni contrastanti contemporaneamente che creano un vissuto di disagio e confusione tanto nel soggetto che ne fa esperienza quanto nelle persone che gli sono accanto. Tali significativi stati emotivi si scatenano soprattutto in risposta ad eventi relazionali spiacevoli, come, ad esempio, un rifiuto, una critica o una semplice disattenzione da parte degli altri. La reazione emotiva di chi soffre di questo disturbo è molto  più  immediata, marcata e duratura rispetto a quella delle altre persone, per questo anche gestire le proprie emozioni diventa più difficile.

Nel tentativo di controllare i propri “salti emotivi”, le persone con disturbo borderline di personalità ricorrono all’azione impulsivamente, agendo spesso senza riflettere. L’impulsività si può esprimere con esplosioni di rabbia, litigi violenti fino alla rissa, abuso di sostanze, abbuffate di cibo, gioco d’azzardo, promiscuità sessuale, spese sconsiderate. Possono anche manifestarsi ricorrente atti autolesivi (come procurarsi dei tagli sul corpo con delle lamette o delle bruciature con dei mozziconi di sigaretta o ingerire dosi eccessive di psicofarmaci) o tentativi di suicidio.

Un’altra caratteristica importante di chi soffre di questo disturbo è la difficoltà a riflettere sulle proprie esperienze, sui propri stati d’animo e sui propri rapporti interpersonali in modo coerente e lineare, tanto che i loro discorsi appaiono spesso privi di un filo conduttore evidente e pieni di contraddizioni e spesso il loro punto di vista su sé stessi o sulle altre persone risulta contraddittorio.

Un’altra caratteristica è l’instabilità delle relazioni interpersonali: chi soffre di questo disturbo ha la tendenza ad instaurare con gli altri relazioni intense e coinvolgenti ma estremamente instabili e caotiche. Gli altri significativi possono essere idealizzati in alcuni momenti e in altri ferocemente svalutati. Sovente all’inizio di un rapporto c’è l’idea che l’altro, l’amico o il partner, sia perfetto, costantemente protettivo, disponibile e buono. Ma può bastare un errore o una disattenzione che l’altro diventa minaccioso, ingannevole e malevolo. A volte l’immagine “buona” e quella “cattiva” sono presenti simultaneamnete generando ulteriore caos mentale. E’ presente una forte paura di essere abbandonati dalle persone ritenute importanti, anche se si tratta di separazioni limitate nel tempo, e a questo si associa una rabbia inappropriata.

Questi persone possono presentare variazioni improvvise e drammatiche dell’immagine di sé, caratterizzate da cambiamenti di obiettivi, valori e aspirazioni. Tutte queste difficoltà incidono drammaticamente sulla stima di sé: di solito è presente un’immagine di sé che si basa sull’essere cattivi e dannosi, sbagliati e fragili.

In situazioni di forte stress possono a volte presentarsi delle crisi dissociative durante le quali si smarrisce transitoriamente il senso di sé e la capacità di critica. In questi casi l’emozione dominante è la paura, a cui spesso si associa una sensazione di assoluta solitudine e di totale abbandono da parte degli altri.  In questo contesto, a volte l’altro è sentito come giudicante e come se fosse un nemico da cui difendersi.

A volte riescono a sottrarsi alle forti pressioni  cui sono sottoposti distaccandosi da tutto e da tutti:  entrano in uno stato di vuoto nel quale avvertono una penosa mancanza di scopi. Si tratta di una condizione pericolosa, in quanto in questi stati sono frequenti le tendenze all’azione, come le abbuffate di cibo, l’abuso di sostanze stupefacenti, gli atti autolesivi e i tentativi di suicidio.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino