Educazione

La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

07 Set
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

Cosa possono fare i genitori:

  • parlare con il bambino e spiegare che adesso è “grande” e andrà alla scuola dell’infanzia dove incontrerà bambini e bambine con cui potrà giocare e fare amicizia, che troverà persone che gli vorranno bene e che si occuperanno di lui come la maestra e l’assistente educativa
  • portare il bambino a visitare la scuola sia in esterno che all’interno, fargli vedere la classe, presentarlo agli altri bambini e all’insegnante
  • spiegare al bambino cosa faranno mamma e papà mentre lui è a scuola
  • lasciare al bambino un piccolo oggetto impegnandolo a conservarlo nel suo armadietto o in tasca al grembiule, dandogli così un segno sicuro della loro ricomparsa
  • affidare il bambino all’insegnante con dolcezza ma anche con fermezza e senza esitazioni, facendo diventare questo momento un rituale da ripetere con serenità ad ogni distacco.

Una particolare attenzione deve essere data all’aspetto emotivo/affettivo sia dei bambini sia dei genitori, in quanto, spesso ambedue sono alla loro prima esperienza di separazione in un ambiente extra-familiare.

Il genitore che accompagna deve:

  • essere sereno e allegro trasmettendo questa emozione al bambino, non lo abbandona ma lo affida a personale competente
  • aiutare il bambino a vedere i lati positivi della nuova esperienza che lo attende-evitare stati ansiosi o insicurezza, il bambino con le sue antenne percepisce tutto e queste emozioni gli potranno causare paure
  • parlare con l’insegnante di ogni dubbio,incertezza o timore
  • essere consapevoli che la scuola adotta strategie idonee per creare condizioni di benessere per agevolare il distacco con serenità
  • di fronte a crisi di pianto del bambino è necessario mantenere un atteggiamento calmo ma fermo in modo da trasmettergli la fiducia necessaria per poter affrontare la separazione.

Lettura consigliata: “Lilli, la topolina”Antoine SchneiderNord Sud edizioni

Articolo scritto da Fulvia Di Benedetto, insegnante della scuola dell’infanzia a Torino.

La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

31 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

bambino contentoLe vacanze sono quasi finite e le scuole fra poco riapriranno, è giunto il momento per molti bambini di riprendere il loro “viaggio” scolastico e incontrare di nuovo compagni e insegnanti. Molti piccoli bambini e bambine si apprestano per la prima volta ad iniziare questa meravigliosa avventura che li accompagnerà per un tratto della loro vita, di cui conserveranno un ricordo per molto tempo, forse per sempre.

L’inserimento alla scuola dell’infanzia richiede preparazione e attenzione da parte di tutti: genitori, insegnanti e bambini. Molti genitori si chiedono come possono preparare i bambini e loro stessi ad affrontare questo evento così significativo nella vita di entrambi.

Premesso che la scuola dell’infanzia riconosce al bambino il ruolo di protagonista della sua crescita per favorirne tale centralità predispone l’ambiente scolastico come luogo di “vita, relazioni, apprendimento”, e mette in atto precise modalità.

Per il bambino di tre anni che non ha mai frequentato il nido, l’arrivo alla scuola dell’infanzia può essere un momento particolarmente difficile perché si troverà in un ambiente diverso da quello familiare con persone sconosciute, pertanto potranno nascere in lui paure e incertezze.

Le insegnanti,  consapevoli di questo, adottano diverse modalità per creare condizioni di benessere per il bambino e per la sua famiglia:

  • incontrano i genitori in assemblea alla fine dell’anno scolastico precedente per conoscersi, per raccogliere informazioni sull’iter dell’inserimento e didattico-educativo, sull’organizzazione della scuola, sugli ambienti e gli spazi;
  • segnalano gli orari di entrata/uscita come momenti di relazione significativa fra genitori e insegnanti;
  • predispongono un percorso didattico che prevede giochi canti e attività ludiche, espressive e manipolative per stimolare la curiosità nel bambino e la voglia di ritornare;
  • incontrano i genitori individualmente per raccogliere informazioni sul bambino e sulla famiglia.

Leggi l’ articolo con i consigli per i genitori

Educare i bambini: i no che aiutano a crescere

09 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione   |  Commenti disabilitati su Educare i bambini: i no che aiutano a crescere

Famiglia che legge un libroLa relazione educativa è il rapporto che si stabilisce tra il bambino e gli adulti educanti: genitori, nonni, insegnanti, educatori ecc. perchè questa relazione sia positiva è bene evitare il cosiddetto “braccio di ferro” tra bambini e adulti. L’adulto che si occupa di educazione deve saper distinguere fra ordini e regole, tanto più che il bambino piccolo non riesce ancora ad interpretare un ordine con oggettività, ma lo vive come imposizione restrittiva soggettiva.

Le regole sono oggettive, stabilite e condivise dal contesto familiare e sociale in cui il bambino vive e cresce, regole a cui tutti si devono attenere in quanto esse hanno una ripercussione diretta sulla convivenza familiare, sociale e civile es. “in classe si parla sottovoce”, “la carta va riposta nel recipiente di raccolta”, “alle nove si spegne la tivù e si va a letto”.

L’ordine o il comando è soggettivo ed è imposto al bambino dall’adulto che così pretende un comportamento spesso dettato dall’umore del momento, es. “non urlare!”, “non mettere in disordine!”, “vieni subito qui!”. In questi casi è naturale che il bambino si ribelli o faccia i capricci perchè gli viene imposto un comportamento immotivato e momentaneo senza riferimenti da lui conosciuti, con conseguente insicurezza, da parte del bambino, di un confine che non può darsi e che l’adulto, suo referente non riesce a dargli.

In questa ottica si capisce come l’ordine sia arbitrario e umorale mentre la regola è chiara, coerente e condivisa da chi agisce la funzione educativa. La regola inoltre evita i capricci dei bambini, le proibizioni imposte dall’adulto e le discussioni inutili.

Rivalita tra fratelliL’esperienza quotidiana dimostra che in generale i bambini escono vincenti da questi “braccio di ferro”, la discussione che ne viene fuori finisce per stancare l’adulto che tende a lasciar perdere: “fai come ti pare…” è una resa ricorrente. È meglio non farsi trascinare in questo meccanismo, dopo un breve scambio verbale bisogna ricordare al bambino le regole stabilite e le possibili conseguenze che potrebbero seguire se continua nel suo comportamento disubbidiente.

L’adulto che cede al capriccio o non riesce a farsi ubbidire provocherà nel bambino la convinzione che egli non controlla la situazione e che può essere facilmente manipolabile. Il segnalare al bambino la possibile sanzione non è un eccesso di rigidità ma una modalità educativa che gli permette di capire e di attenersi a confini prevedibili, semplici e quindi ubbidibili.

Sostegno ai genitoriL’adulto deve essere in grado di agire azioni di contrasto nei confronti dei bambini piccoli, perché essi sono naturalmente narcisisti e centrati su sé stessi, è meglio saper dire “no” in modo chiaro e stabilire regole precise piuttosto che accontentare ogni richiesta. Assecondare il bambino per evitare discussioni, oltre che a favorire il capriccio, gli impedisce di fare “esperienze di vita”, elementi importanti per lo sviluppo cognitivo.

Daniele Novara direttore  del centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti di Piacenza afferma: “Se si danno regole precise, chiare e condivise i capricci sono rare eccezioni” (citazione di D. Novara fonte: Sapere e salute, educazione sanitaria in farmacia n. 87).

Scritto da Fulvia Di Benedetto, insegnante di scuola dell’ Infanzia a Torino.

Educazione olistica rivolta ai bambini

05 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Educazione olistica rivolta ai bambini

L’educazione olistica è la visione naturale e globale dell’”educare”, educa l’intero bambino e non ne privilegia solo una parte, di solito quella mentale a scapito di quella fisica ed emozionale. L’uomo è formato da un Corpo Fisico ma anche da una parte Emozionale e Mentale che devono convivere in Equilibrio e Armonia, mediante la Consapevolezza che deve abitare a tutti i livelli. La coscienza abita nel mentale ma si raggiunge attraverso il fisico passando dall’emozionale.

Questa premessa dovrebbe far riflettere coloro che si occupano di educazione, dagli insegnanti agli stessi genitori. I bambini assorbono tutto ciò che viene loro proposto, per cui bisogna fare molta attenzione a come ci si comporta in loro presenza, a come si parla e a come si risponde alle loro domande, l’adulto è un ottimo riferimento educativo per il bambino che è un attento osservatore in fase di crescita. Le insegnanti della scuola dell’infanzia che si occupa dell’educazione dei bambini, in quella fascia di età in cui sono più ricettivi, sono molto attente a questo e predispongono un curricolo dove ogni attività viene predisposta e mirata allo sviluppo di ogni aspetto dell’essere umano: il corpo come unità psicofisica, i sensi come unità esplorativa, l’intelletto come unità di apprendimento e memoria.

Attraverso una pedagogia del “fare” dove il bambino è protagonista attivo impegnato in un processo di costruzione di sè stesso e del suo rapporto con il mondo che lo vede protagonista e non soggetto passivo, l’informazione diventa esperienza diretta e si apprende a utilizzare l’immaginazione creativa e l’intuizione in modo che le nuove generazioni siano in grado di affrontare con flessibilità inventiva e pensiero critico i compiti e i problemi di una realtà sempre più complessa e poliedrica, favorendo il passaggio da una realtà centrata su sè stessi ad una dimensione più ampia e globale.

Molte scuole si stanno orientando verso sistemi educativi dove ogni bambino impara a sviluppare tutto il suo potenziale, in modo che possa liberarsi da forme di condizionamento basate sulla teoria della  competitività per favorire modalità di interazione, di collaborazione, di condivisione e di partecipazione con qualunque tipo di realtà sia umana che ambientale.

Con questo orientamento si può avvicinare il bambino alla visione globale e al concetto di ordine cosmico, ossia l’interazione fra lui e l’intera creazione, farlo sentire in rapporto con il mondo intorno a lui, con gli altri esseri viventi e con l’universo… “IO FACCIO PARTE DEL TUTTO” …sentimento umanistico.

Scritto da Fulvia Di Benedetto insegnante di scuola dell’infanzia a Torino

Un percorso educativo per i bambini

21 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Un percorso educativo per i bambini

albero con i ramiLa pedagogia del”FARE” pone l’accento sulla centralità del bambino e sul ruolo di “registra” dell’insegnante, ossia pensare ad un contesto che favorisca l’esperienza. I bambini preferiscono imparare”facendo”e imparano più facilmente quando usano tutto il loro corpo di quando devono essere ascoltatori passivi. In questo modo l’informazione diventa esperienza diretta e si apprende veramente, elemento importante per lo sviluppo cognitivo del bambino in quanto diventa parte integrante della personalità del futuro adulto.

Con queste premesse il percorso educativo”AMICO ALBERO” è stato pensato e rivolto ai bambini come avvicinamento all’educazione scientifico/ambientale. Attraverso le uscite al parco, le osservazioni della natura e l’uso della fotografia aiutiamo i bambini a cogliere la bellezza dei cambiamenti stagionali.

Il progetto didattico è finalizzato a:

  • sviluppare l’attenzione verso l’ambiente e in particolare verso l’ albero,
  • vivere la natura come osservatori attivi e partecipi,
  • utilizzare il linguaggio pittorico per favorire l’ apprendimento dei colori.

L’attività permette di sviluppare la creatività dei bambini mediante la costruzione di alberi con tecniche diverse riferiti al trascorrere delle stagioni, ai contrasti di colori, alla fantasia.

Per avviare il progetto i bambini sono accompagnati al PARCO della TESORIERA di Torino e qui riportati ad ogni cambio di stagione, presso un grande albero carico di foglie di tutti i colori.

I bambini nei pressi dell’albero sono invitati ad entrare in relazione con lo stesso: lo esplorano, lo annusano, lo toccano e sentono la ruvidezza della corteccia, osservano i colori delle foglie, individuano la superficie delle radici uscite dalla terra, raccolgono rami, foglie e pigne, si sdraiano per terra a pancia in sù per osservarlo meglio ed esprimono spontaneamente emozioni e sentimenti.

Prima di andare via si siedono in cerchio intorno al tronco e ciascuno dei bambini rivolge ad alta voce il suo messaggio di saluto:

D……sento un rumore di foglie
A……ciao albero ti voglio tanto bene
G……albero mangio tutto
E……ti voglio bene sono tua amica
A……albero ti salutano tutti i bambini
B……ti veniamo a trovare un’altra volta
L……ti voglio bene albero
A……ciao albero

Per approfondire e dare più opportunità di esperienza ai bambini, il team di insegnanti della scuola dell’infanzia “Cavaglià” di Torino ha aderito al percorso “AMICO ALBERO” proposto dai Servizi Educativi di Palazzo Madama di Torino, attività pensata per le scuole dell’infanzia che propone la conoscenza dell’albero e la scoperta delle sue forme, dei suoi frutti e dei suoi usi mediante alcune opere esposte nel museo.

Scritto da Fulvia Di Benedetto, insegnante di scuola dell’infanzia a Torino.

Educare i bambini con le regole

06 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Educare i bambini con le regole

bambino contentoLe regole sono utili? È la domanda che molti genitori si pongono di fronte all’educazione dei propri figli. Le regole non sono l’obiettivo finale dell’azione educativa, sono un mezzo per conseguire un comportamento civile all’interno della scuola e un comportamento etico nel vivere sociale.

In passato è prevalso un atteggiamento fortemente autoritario che portava ad agire comportamenti molto restrittivi determinati dalla necessità di dare norme e sanzioni. In altri tempi è prevalso un atteggiamento più lassista, giustificato dall’idea che la “regola” ponesse una limitazione alla creatività e spontaneità dei bambini. L’alternanza di queste fasi educative rivela l’inefficacia di entrambe, in quanto evidenzia che è lo stesso adulto ad avere difficoltà a comprenderne l’utilità.

L’adulto che educa deve sapere che utilizzare un sistema normativo non limita la libertà del bambino ma ne guida il comportamento, soprattutto nella fascia di età più bassa, quando il bambino è inesperto e richiede una guida esterna sicura. L’atteggiamento di un bambino di fronte ad una regola è quello di infrangerla per testarne l’attendibilità e mettere alla prova l’adulto, pertanto deve sapere che ad ogni regola “non rispettata” deve corrispondere una sanzione altrimenti si rischia di alimentare comportamenti sregolati e di perdere la propria autorevolezza, bisogna anche ricordarsi di rinforzare i comportamenti rispettati per favorire una progressiva autoregolamentazione del comportamento.

Il bambino spesso si trova di fronte a regole che non riesce a rispettare perchè troppo numerose, contraddittorie, incoerenti o prive di conseguenze. È utile quindi dare ai propri figli poche regole semplici e chiare, pretendendo che vengano rispettate. Educare con le regole significa quindi sviluppare una mente consapevole che ad ogni azione corrisponda una conseguenza positiva o negativa. Il bambino avrà così modo di rendersi responsabile del proprio comportamento prevedendone le conseguenze. In questo contesto l’educare con le regole si riveste di una connotazione positiva e non autoritaria in quanto il bambino apprende non solo a rispettare le norme ma anche a giocare , a parlare e a relazionarsi in base ad esse.

Scritto da Fulvia DiBenedetto, insegnante di Scuola dell’Infanzia a Torino

Disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività

21 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Educazione   |  Commenti disabilitati su Disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente. È bene precisare che l’ADHD non è una normale fase di crescita che ogni bambino deve superare, non è nemmeno il risultato di una disciplina educativa inefficace, e tanto meno non è un problema dovuto alla «cattiveria» del bambino.

L’ADHD è un vero problema, per l’individuo stesso, per la famiglia e per la scuola, e spesso rappresenta un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali. È un problema che genera sconforto e stress nei genitori e negli insegnanti i quali si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino.

Sicuramente i genitori sono abituati a vedere come le altre persone reagiscono al comportamento del bambino iperattivo: all’inizio, gli estranei tendono ad ignorare il comportamento irrequieto, le frequenti interruzioni durante i discorsi degli adulti e l’infrazione alle comuni regoli sociali. Di fronte alle ripetute manifestazioni dell’assenza di controllo comportamentale del bambino, queste persone tentano di porre loro stesse un freno all’eccessiva “esuberanza, non riuscendoci, concludono che il bambino sia intenzionalmente maleducato e distruttivo.

È necessario che tutte le persone, che interagiscono con i bambini con ADHD, sappiano vedere e capire le motivazioni delle manifestazioni comportamentali di questi ragazzi, mettendo da parte le assurde e ingiustificate spiegazioni volte ad accusare e ferire i loro genitori, già tanto preoccupati e stressati per questa situazione.

Innanzitutto è necessario scoprire effettuando una psicodiagnosi se il bambino abbia veramente un Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) oppure se sia semplicemente irrequieto e con la testa tra le nuvole. Nessuna persona, che non sia uno specialista (ad esempio, uno psicologo o un neuropsichiatra infantile), si deve sentire autorizzata a decidere se quel bambino presenta o meno un ADHD.

Per ulteriori informazioni visita il sito dell’Associazione Italiana Disturbi dell’Attenzione e dell’Iperattività.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

Saper dire di “no” ai bambini

10 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione   |  Commenti disabilitati su Saper dire di “no” ai bambini

“L’amore incondizionato è il sentimento che i genitori provano nei confronti dei propri figli”… “l’amore con la A maiuscola non chiede niente in cambio ma dona con altruismo…” spesso leggendo frasi simili si può inciampare in errori educativi senza rendersene conto, se non si comprende l’amore ci si mette nei guai.

Sostegno ai genitoriL’amore ha due aspetti: uno consiste nella sicurezza fisica fatta di contenimento, coccole e abbracci, l’altro è il coraggio di dire “no” a qualcuno che si ama. Dire di “no” è l’aspetto educativo dell’amore che bisogna agire per aiutare il bambino nella sua crescita personale.

Il saper dire di “no” è fonte di sicurezza e contenimento per il bambino piccolo che non ha ancora imparato a confrontarsi con la realtà, a distinguere e scegliere le cose importanti, a riconoscere le proprie emozioni. Con un bel “no” al momento opportuno il bambino sentirà l’amore e la sicurezza di un confine che da solo non sa darsi.

Bisogna saper dire di “no” senza sensi di colpa e paura di far soffrire i propri figli, solo così si cresceranno dei bambini in grado di tollerare le normali frustrazioni della vita. Grazie ai “no” i bambini possono sviluppare le competenze per affrontare e sopportare la sofferenza acquisendo così anche sicurezza in sè stessi.

I genitori dovrebbero imparare a dire di “no” anche quando sono troppo stanchi per discutere, darsi l’opportunità di confrontarsi tramite una discussione con i propri figli permette di ascoltarli, capirli e aiutarli nella loro crescita…questo è in definitiva il compito dei genitori.

Scritto da Fulvia DiBenedetto, insegnante di Scuola dell’Infanzia a Torino

Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

14 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

PREADOLESCENZA E ADOLESCENZA: I COMPORTAMENTI A RISCHIO E LA PREVENZIONE PSICOLOGICA

Ragazzo indeciso…Pubertà, adolescenza, problemi affettivi, l’adolescente nella famiglia, il carattere impulsivo e/o oppositivo, l’adolescente e la vita sociale, l’adolescente nel gruppo, bullismo e vittime, uso di droghe e abitudini alimentari scorrette…su cosa intervenire?
Alcuni comportamenti a rischio messi in atto dai ragazzi come fumare sigarette, spinelli, bere alcol, problemi alimentari, guidare il motorino in modo pericoloso, avere rapporti sessuali non protetti, problemi scolastici, non sono necessariamente una conseguenza di gravi malesseri e carenze, ma possono essere messi in atto dall’adolescente per rispondere in qualche modo ai compiti di sviluppo.
Alcuni dei comportamenti definiti a ”rischio” però, sono di difficile gestione nella famiglia, nella scuola e nella società, ma soprattutto possono diventare sintomi di disturbi psicopatologici e portare all’insorgere di problemi del comportamento anche gravi, quali dipendenze da droghe e alcol, ricorso alla violenza contro se stessi (atti auto-lesivi, suicidio) o contro gli altri (in famiglia, nella scuola, nella società), comportamenti sessuali promiscui, disturbi alimentari, sintomatologie post-traumatiche.
C’è una linea difficile da tracciare tra comportamenti  che pur nell’eccesso possono essere considerati “tipici” dell’età e comportamenti sintomatici, preoccupanti, che necessitano di un intervento terapeutico strutturato. Come intervenire? Quanto coinvolgere la scuola e la famiglia?

Obiettivi
Il progetto intende affrontare il fenomeno suggerendo alcuni interventi di prevenzione delle condotte a rischio negli adolescenti.
L’intervento psicologico per la prevenzione del rischio e/o delle ricadute ha l’obiettivo di fornire strumenti adeguati alla gestione delle situazioni di rischio accennate; altresì il progetto intende aiutare l’operatore a prendere coscienza delle difficoltà reali che si possono incontrare nella “relazione” con l’adolescente e nell’attivare un intervento di rete integrato ed efficiente.
La finalità generale è quella sia di fornire conoscenze sui temi proposti, che di creare un momento di confronto e crescita dei soggetti cui si rivolge, azione che mira a potenziare e valorizzare le risorse dei soggetti coinvolti.

Metodologia
Il corso prevede:
•lezioni frontali con contributi teorici;
•lavori in gruppo su casi portati dai docenti o proposti dai corsisti;
•approfondimenti attraverso l’uso di tecniche dello Psicodramma per permettere di vivere in gruppo una situazione specifica, non solo raccontandola, ma drammatizzandola in una specie di commedia dell’arte.

Docenti
Isabella Bonapace,  psicodrammatista, dott.ssa in Psicologia.
Daniela Maria Ercolin, psicologa, psicoterapeuta familiare
Francesca Vottero Ris, psicologa, psicoterapeuta cognitivo e comportamentale

Destinatari
OSS, Educatori, Animatori, Infermieri di servizi territoriali, insegnanti, pedagogisti, assistenti sociali.
Il numero massimo è di 20 partecipanti.

Periodo di realizzazione e orario
Il corso si realizzerà dalle ore 9.30 alle ore 17.30.
Sono previste 5 giornate di formazione.

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