Psicosomatica

Disturbi psicosomatici nei bambini

16 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Psicosomatica   |  Commenti disabilitati su Disturbi psicosomatici nei bambini

Disturbi psicosomatici nei bambiniI disturbi psicosomatici, cioè quei disturbi per i quali vi è assenza di una causa organica in quanto tutti gli esami clinici sono risultati negativi, sono un insieme eterogeneo di manifestazioni sintomatologiche molto diffuse in infanzia. Questo è in parte attribuibile al fatto che in età pre-linguistica e in ogni caso finchè il linguaggio non è ancora padroneggiato completamente è facile che il disagio psichico venga manifestato prevalentemente attraverso il corpo e che quest’ultimo diventi il canale privilegiato di espressione dello stato psichico di un bambino piccolo. L’incidenza massima di questi disturbi si ha a partire dai 2-3 anni di vita e si mantiene elevata nel corso dello sviluppo. Spesso si tratta di una sintomatologia multipla, con sintomi transitori e di intensità variabile che raramente vanno a comporre i quadri clinici che nell’adulto formano i disturbi somatoformi. Sovente sono associati ad altri problemi psicologici, spesso al disturbo d’ansia, e non sono spiegati da un punto di vista medico né vengono simulati intenzionalmente dal bambino. Disturbi psicosomatici nei bambiniIn genere la sintomatologia psicosomatica è dovuta ad una mancanza di armonia e serenità nelle interazioni del bambino coi genitori. La malattia psicosomatica è anche un modo attraverso il quale i bambini richiedono in maniera velata l’attenzione degli adulti. Prima di diagnosticare un disturbo di origine psicologica nei bambini è necessario aver svolto tutti gli esami medici per poter escludere con certezza origini genetiche o cause organiche. Tra i sintomi psicosomatici più spesso riscontrati nel bambino ci sono i disturbi gastrointestinali, respiratori e cutanei. Tra i disturbi respiratori più diffusi nei bambini nei ci sono:

  • il disturbo asmatico che si manifesta di solito entro i primi tre anni (in forma acuta o come bronchite asmatica), si scatena spesso in concomitanza di fattori allergenici, tipo polvere, pelo di animali, ma la crisi non si verifica soltanto in loro presenza: essa avviene se si sommano fattori psicologici ed se non si risolve entro il quarto anno di età, può evolvere in forme asmatiche della seconda infanzia e dell’adolescenza;
  • il laringospasmo che si può presentare nel corso del secondo anno nella forma cianotica o pallida, con crisi respiratorie di breve durata, a volte accompagnate da crisi convulsive e perdita di coscienza, è dovuto a reazioni emotive intense. Il laringospasmo può scomparire entro i primi sei, sette anni di vita o persistere in maniera continua o discontinua fino all’età adulta. In presenza di questi disturbi è fondamentale l’accertamento neuropsichiatrico per la diagnosi differenziale con l’epilessia, ottenibile grazie al tracciato.

I principali disturbi cutanei nei bambini sono:

  • l’eczema che compare di solito a 5-6 mesi, sulle guance e sul collo per poi estendersi a tutto il corpo. Il bambino avverte prurito e si gratta energicamente causandosi escoriazioni e ferrite, è stata accertata la predisposizione genetica per questo tipo di disturbo, che se non si sviluppa come reazione allergica è in genere riconducibile alla sfera psicosomatica.
  • l’alopecia cioè la perdita dei capelli, si differenzia in totale ed areata, cioè a chiazze, sembra associata a fattori psicogeni, in particolare carenze affettive, situazioni traumatiche o precoci esperienze di perdita, portatrici di forti ansia e stress.

I disturbi gastrointestinali più frequenti nei bambini includono:

  • le coliche gassose che si manifestano di solito durante i primi tre mesi, iniziano dopo il pasto, protraendosi nella notte, il bambino comincia a piangere e ad agitarsi. Spesso sono dovute ad ansia ed iperprotettività del genitore, in determinati casi le coliche sembrano correlate a difficoltà di digestione del latte;
  • il vomito che si manifesta in genere nei primi sei mesi di vita, può richiedere interventi d’urgenza quando le manifestazioni sintomatologiche sono di particolare intensità (malnutrizione, disidratazione);
  • i dolori addominali ricorrenti che si accompagnano spesso ad altri problemi psicologici (ad es. fobia della scuola e fobia sociale).

Dopo i 6 anni e nell’adolescenza, frequente è anche il riscontro del disturbo di conversione, caratterizzato dalla presenza di sintomi neurologici in assenza di una malattia neurologica o internistica nota. Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, riceve presso studio privato in via casalis 31, torino.

Disturbi psicosomatici e somatizzazioni

22 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Psicosomatica   |  Commenti disabilitati su Disturbi psicosomatici e somatizzazioni

Woman having abdominal painNei disturbi psicosomatici, detti anche “somatoformi”, sono presenti dei sintomi fisici, persistenti o ricorrenti, che non trovano spiegazione in alterazioni organiche o meccanismi fisiopatologici, e che non vengono simulati intenzionalmente.
Alcuni tra i sintomi psicosomatici più comuni sono le allergie, le intolleranze alimentari, l’asma, le cistiti recidive, le coliti, i problemi gastrointestinali, i sintomi pseudo-neurologici, le nevralgie, le contratture muscolari….

La somatizzazione di un malessere psicologico non è di per sé patologica, è anzi sovente una normale modalità di risposta ad uno stress psicologico che mette alla prova il nostro equilibrio interno. Si parla di veri e propri disturbi quando l’intensità e la frequenza di queste manifestazioni somatiche è tale da compromettere il funzionamento generale della persona, risultando seriamente limitata.

I disturbi psicosomatici sono molto diffusi, anche se raramente diagnosticati. Eseguire esami di tipo medico è importante per escludere possibili cause organiche ma, quando questi hanno esito negativo, occorre chiedersi se il disturbo non abbia origine da uno stress psicologico. Le persone coinvolte invece spesso procedono con numerosi accertamenti medici, mossi a volte dal timore di non essere considerati davvero malati o magari preoccupati di essere visti come responsabili dei propri mali.

Attualmente sono tanti i sintomi fisici diagnosticati come un disturbo psicosomatico. Tali disturbi, a partire da una predisposizione genetica e costituzionale, vengono innescati da problematiche di natura psicologica e si automantengono in un circolo vizioso di fattori fisici e psichici.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in via casalis 31 a torino.

Ipocondria

13 Mar
by Francesca Vottero Ris, posted in Ansia, Psicosomatica   |  Commenti disabilitati su Ipocondria

Woman having abdominal painLa caratteristica essenziale della Ipocondria è la preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una grave malattia, basata sulla errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici.
Perché si possa parlare di ipocondria, ovviamente, una valutazione medica completa deve avere escluso qualunque condizione medica generale che possa spiegare pienamente i suoi segni o sintomi fisici (per quanto possa talora essere presente una condizione medica generale concomitante).

L’aspetto principale dell’ipocondria è che la paura o la convinzione ingiustificate di avere una malattia persistono nonostante le rassicurazioni mediche.
Nella ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la traspirazione o la peristalsi); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. una piccola ferita o un occasionale raffreddore); oppure sensazioni fisiche vaghe o ambigue (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”).

La persona attribuisce questi sintomi o segni alla malattia sospettata ed è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente.
In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere una malattia cardiaca). Visite mediche ripetute, esami diagnostici e rassicurazioni da parte dei medici servono poco ad alleviare la preoccupazione concernente la malattia o la sofferenza fisica. Per esempio, un soggetto preoccupato di avere una malattia cardiaca non si sentirà rassicurato dalla ripetuta negatività dei reperti delle visite mediche, dell’ECG, o persino della angiografia cardiaca.

I soggetti con l’ipocondria possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato, o a causa di osservazioni, sensazioni, o eventi che riguardano il loro corpo.
La preoccupazione riguardante le malattie temute spesso diviene per il soggetto un elemento centrale della immagine di sé, un argomento abituale di conversazione, e un modo di rispondere agli stress della vita.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris psicologa a Torino