Scuola

L’apprendimento ecologico nei bambini

04 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su L’apprendimento ecologico nei bambini

l’autore del libro: “ L’ASCOLTO SI IMPARA ”, crede nella necessità di utilizzare modelli educativi che tengano conto delle potenzialità e della creatività dei bambini.

bambino felice che gioca con la pitturaNel suo libro l’autore evidenzia che viviamo in un contesto in cui, quando deve essere presa una decisione collettiva, i bambini non vengono consultati. Le scuole come gli spazi urbani vengono progettati senza tener conto delle necessità degli utenti. L’autore pensa sia auspicabile che in futuro si tenga conto dell’esistenza dei bambini, in modo tale da soddisfarne le esigenze e i bisogni.

In questa prospettiva, lo scrittore mette in risalto la necessità di una programmazione educativa rivista in base al concetto ecologico di apprendimento. Viene definito, in questo modo, quel tipo di apprendimento che permette al bambino di sintonizzarsi con le proprie capacità, creando le condizioni per cui possa attivare le proprie facoltà interne più che aderire a modelli esterni, che risulterebbero imposti e non interiorizzati. Spesso, infatti, si confonde ciò che il bambino puòapprendere con ciò che il docente può insegnare.

Bambino che non riesce a studiareIn realtà sono i metodi e non i contenuti gli elementi importanti del rinnovamento educativo ecologico rispettoso dei caratteri naturali e personali di ogni bambino.

Questo nuovo filone pedagogico – didattico pone al centro della sua ricerca e sperimentazione l’autonomia del soggetto educato, le sue competenze nel trovare percorsi di apprendimento personali e la necessità di costruire “sfondi” didattici che portino il bambino a porsi interrogativi anziché aderire a piani educativi precostituiti centrati sulla prevedibilità e sull’adesione alle risposte attese dall’insegnante.

Famiglia che legge un libroIl libro mette in risalto la necessità di orientarsi  verso un’educazione critica dei bambini, una scelta  che pone degli interrogativi alla società invece di riprodurne passivamente i contenuti. Il metodo educativo ecologico risulta, quindi, un’esigenza fondamentale per chi vuole educare a nuovi modelli di società e dare alle nuove generazioni la possibilità di fare esperienze significative  partendo dai bisogni e dalla curiosità dei bambini. In questa visione educativa olistica si prevede il rispetto dei ritmi di apprendimento, il rispetto delle naturali potenzialità: iniziativa, intraprendenza, spontaneità, il rispetto delle capacità creative: non essere compiacenti o conformisti, di ogni bambino.

Dal libro di Daniele Novara,  pedagogista e formatore, “ L’ascolto si impara domande legittime per una pedagogia dell’ascolto”  secondo capitolo: ecologia dell’apprendimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31 a torino.

Bambini a scuola: sezioni eterogenee o omogenee?

07 Nov
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Bambini a scuola: sezioni eterogenee o omogenee?

La formazione delle sezioni nella scuola dell’infanzia rappresenta un fattore rilevante nell’organizzazione scolastica e del lavoro educativo, in quanto permette, mediante una scelta intelligente e motivata, di soddisfare i bisogni di bambini e bambine di tre, quattro e cinque anni.

Quando il bambino e la bambina accede alla scuola dell’infanzia fa esperienza di maggiori relazioni sociali rispetto a quelle che ha conosciuto e intrecciato in ambito familiare. E’ nella scuola che il bambino e la bambina conosce il piccolo e grande gruppo dei pari e fa esperienza con bambini di età diversa che diventano un modello di relazione e interazione sociale estremamente significativo, segnando la qualità della relazione fra bambino e bambino.

La sezione in generale garantisce la continuità dei rapporti fra adulti e bambini e fra coetanei, evita i disagi dovuti ai continui cambiamenti, facilita il processo di identificazione, favorisce la predisposizione di spazi, ambienti e materiali idonei, consente di attuare i progetti educativi, valorizza e facilita il lavoro a piccoli gruppi.

Le sezioni omogenee sono organizzate in modo da accogliere bambini della stessa età, quindi gruppo classe di tre, quattro o cinque anni. Queste sezioni consentono:

  • di fissare obiettivi finalizzati a percorsi individuali
  • di attuare un progetto finalizzato ad una fascia di età
  • di individuare spazi, arredi e materiali consoni all’età dei bambini in quella fascia
  • di facilitare la soluzione di problemi simili
  • di evitare crisi di gelosia nei confronti dei nuovi bambini di tre anni.

Le sezioni eterogenee sono formate da gruppi di bambini di età diversa, di tre, quattro e cinque anni. Queste sezioni permettono:

  • di ampliare le opportunità di confronto e di arricchimento tramite occasioni di aiuto reciproco
  • di favorire il gioco simbolico in cui i bambini e le bambine possano immedesimarsi in ruoli differenti
  • di favorire lo scambio di esperienze e di comunicazione
  • di promuovere il piacere di dare e ricevere dai compagni spiegazioni efficaci e convincenti su eventi o azioni da compiere
  • di ricercare insieme la migliore strategia per la soluzione di problemi comuni e individuali
  • di agevolare lo svolgimento di attività ludiche in cui i bambini possono assumere una funzione specifica
  • di sviluppare capacità e competenze nelle attività ricorrenti di vita quotidiana e nelle attività di routine, che consentono esperienze educative di relazione non solo rivolte ai rapporti umani ma anche alla realtà circostante.

La composizione di sezioni per età eterogenea favorisce, quindi esperienze allargate rispetto alla sezione omogenea, offrendo maggiori possibilità di sperimentare aiuto reciproco, interazione e integrazione positiva fra tutti i bambini, piccoli e grandi.

Nel contesto organizzativo vanno comunque rispettate le esigenze specifiche delle singole età, i tempi e gli stili di apprendimento di ciascun bambino. Per agevolare queste esigenze nelle sezioni eterogenee sono favoriti gruppi di attività finalizzata ad apprendimenti specifici e gruppi-laboratorio per età.

Articolo scritto da Fulvia DiBenedetto, insegnante della scuola dell’infanzia a Torino

La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

07 Set
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

Cosa possono fare i genitori:

  • parlare con il bambino e spiegare che adesso è “grande” e andrà alla scuola dell’infanzia dove incontrerà bambini e bambine con cui potrà giocare e fare amicizia, che troverà persone che gli vorranno bene e che si occuperanno di lui come la maestra e l’assistente educativa
  • portare il bambino a visitare la scuola sia in esterno che all’interno, fargli vedere la classe, presentarlo agli altri bambini e all’insegnante
  • spiegare al bambino cosa faranno mamma e papà mentre lui è a scuola
  • lasciare al bambino un piccolo oggetto impegnandolo a conservarlo nel suo armadietto o in tasca al grembiule, dandogli così un segno sicuro della loro ricomparsa
  • affidare il bambino all’insegnante con dolcezza ma anche con fermezza e senza esitazioni, facendo diventare questo momento un rituale da ripetere con serenità ad ogni distacco.

Una particolare attenzione deve essere data all’aspetto emotivo/affettivo sia dei bambini sia dei genitori, in quanto, spesso ambedue sono alla loro prima esperienza di separazione in un ambiente extra-familiare.

Il genitore che accompagna deve:

  • essere sereno e allegro trasmettendo questa emozione al bambino, non lo abbandona ma lo affida a personale competente
  • aiutare il bambino a vedere i lati positivi della nuova esperienza che lo attende-evitare stati ansiosi o insicurezza, il bambino con le sue antenne percepisce tutto e queste emozioni gli potranno causare paure
  • parlare con l’insegnante di ogni dubbio,incertezza o timore
  • essere consapevoli che la scuola adotta strategie idonee per creare condizioni di benessere per agevolare il distacco con serenità
  • di fronte a crisi di pianto del bambino è necessario mantenere un atteggiamento calmo ma fermo in modo da trasmettergli la fiducia necessaria per poter affrontare la separazione.

Lettura consigliata: “Lilli, la topolina”Antoine SchneiderNord Sud edizioni

Articolo scritto da Fulvia Di Benedetto, insegnante della scuola dell’infanzia a Torino.

La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

31 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su La scuola riapre: consigli utili per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia

bambino contentoLe vacanze sono quasi finite e le scuole fra poco riapriranno, è giunto il momento per molti bambini di riprendere il loro “viaggio” scolastico e incontrare di nuovo compagni e insegnanti. Molti piccoli bambini e bambine si apprestano per la prima volta ad iniziare questa meravigliosa avventura che li accompagnerà per un tratto della loro vita, di cui conserveranno un ricordo per molto tempo, forse per sempre.

L’inserimento alla scuola dell’infanzia richiede preparazione e attenzione da parte di tutti: genitori, insegnanti e bambini. Molti genitori si chiedono come possono preparare i bambini e loro stessi ad affrontare questo evento così significativo nella vita di entrambi.

Premesso che la scuola dell’infanzia riconosce al bambino il ruolo di protagonista della sua crescita per favorirne tale centralità predispone l’ambiente scolastico come luogo di “vita, relazioni, apprendimento”, e mette in atto precise modalità.

Per il bambino di tre anni che non ha mai frequentato il nido, l’arrivo alla scuola dell’infanzia può essere un momento particolarmente difficile perché si troverà in un ambiente diverso da quello familiare con persone sconosciute, pertanto potranno nascere in lui paure e incertezze.

Le insegnanti,  consapevoli di questo, adottano diverse modalità per creare condizioni di benessere per il bambino e per la sua famiglia:

  • incontrano i genitori in assemblea alla fine dell’anno scolastico precedente per conoscersi, per raccogliere informazioni sull’iter dell’inserimento e didattico-educativo, sull’organizzazione della scuola, sugli ambienti e gli spazi;
  • segnalano gli orari di entrata/uscita come momenti di relazione significativa fra genitori e insegnanti;
  • predispongono un percorso didattico che prevede giochi canti e attività ludiche, espressive e manipolative per stimolare la curiosità nel bambino e la voglia di ritornare;
  • incontrano i genitori individualmente per raccogliere informazioni sul bambino e sulla famiglia.

Leggi l’ articolo con i consigli per i genitori

Educazione olistica rivolta ai bambini

05 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Educazione olistica rivolta ai bambini

L’educazione olistica è la visione naturale e globale dell’”educare”, educa l’intero bambino e non ne privilegia solo una parte, di solito quella mentale a scapito di quella fisica ed emozionale. L’uomo è formato da un Corpo Fisico ma anche da una parte Emozionale e Mentale che devono convivere in Equilibrio e Armonia, mediante la Consapevolezza che deve abitare a tutti i livelli. La coscienza abita nel mentale ma si raggiunge attraverso il fisico passando dall’emozionale.

Questa premessa dovrebbe far riflettere coloro che si occupano di educazione, dagli insegnanti agli stessi genitori. I bambini assorbono tutto ciò che viene loro proposto, per cui bisogna fare molta attenzione a come ci si comporta in loro presenza, a come si parla e a come si risponde alle loro domande, l’adulto è un ottimo riferimento educativo per il bambino che è un attento osservatore in fase di crescita. Le insegnanti della scuola dell’infanzia che si occupa dell’educazione dei bambini, in quella fascia di età in cui sono più ricettivi, sono molto attente a questo e predispongono un curricolo dove ogni attività viene predisposta e mirata allo sviluppo di ogni aspetto dell’essere umano: il corpo come unità psicofisica, i sensi come unità esplorativa, l’intelletto come unità di apprendimento e memoria.

Attraverso una pedagogia del “fare” dove il bambino è protagonista attivo impegnato in un processo di costruzione di sè stesso e del suo rapporto con il mondo che lo vede protagonista e non soggetto passivo, l’informazione diventa esperienza diretta e si apprende a utilizzare l’immaginazione creativa e l’intuizione in modo che le nuove generazioni siano in grado di affrontare con flessibilità inventiva e pensiero critico i compiti e i problemi di una realtà sempre più complessa e poliedrica, favorendo il passaggio da una realtà centrata su sè stessi ad una dimensione più ampia e globale.

Molte scuole si stanno orientando verso sistemi educativi dove ogni bambino impara a sviluppare tutto il suo potenziale, in modo che possa liberarsi da forme di condizionamento basate sulla teoria della  competitività per favorire modalità di interazione, di collaborazione, di condivisione e di partecipazione con qualunque tipo di realtà sia umana che ambientale.

Con questo orientamento si può avvicinare il bambino alla visione globale e al concetto di ordine cosmico, ossia l’interazione fra lui e l’intera creazione, farlo sentire in rapporto con il mondo intorno a lui, con gli altri esseri viventi e con l’universo… “IO FACCIO PARTE DEL TUTTO” …sentimento umanistico.

Scritto da Fulvia Di Benedetto insegnante di scuola dell’infanzia a Torino

Un percorso educativo per i bambini

21 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Un percorso educativo per i bambini

albero con i ramiLa pedagogia del”FARE” pone l’accento sulla centralità del bambino e sul ruolo di “registra” dell’insegnante, ossia pensare ad un contesto che favorisca l’esperienza. I bambini preferiscono imparare”facendo”e imparano più facilmente quando usano tutto il loro corpo di quando devono essere ascoltatori passivi. In questo modo l’informazione diventa esperienza diretta e si apprende veramente, elemento importante per lo sviluppo cognitivo del bambino in quanto diventa parte integrante della personalità del futuro adulto.

Con queste premesse il percorso educativo”AMICO ALBERO” è stato pensato e rivolto ai bambini come avvicinamento all’educazione scientifico/ambientale. Attraverso le uscite al parco, le osservazioni della natura e l’uso della fotografia aiutiamo i bambini a cogliere la bellezza dei cambiamenti stagionali.

Il progetto didattico è finalizzato a:

  • sviluppare l’attenzione verso l’ambiente e in particolare verso l’ albero,
  • vivere la natura come osservatori attivi e partecipi,
  • utilizzare il linguaggio pittorico per favorire l’ apprendimento dei colori.

L’attività permette di sviluppare la creatività dei bambini mediante la costruzione di alberi con tecniche diverse riferiti al trascorrere delle stagioni, ai contrasti di colori, alla fantasia.

Per avviare il progetto i bambini sono accompagnati al PARCO della TESORIERA di Torino e qui riportati ad ogni cambio di stagione, presso un grande albero carico di foglie di tutti i colori.

I bambini nei pressi dell’albero sono invitati ad entrare in relazione con lo stesso: lo esplorano, lo annusano, lo toccano e sentono la ruvidezza della corteccia, osservano i colori delle foglie, individuano la superficie delle radici uscite dalla terra, raccolgono rami, foglie e pigne, si sdraiano per terra a pancia in sù per osservarlo meglio ed esprimono spontaneamente emozioni e sentimenti.

Prima di andare via si siedono in cerchio intorno al tronco e ciascuno dei bambini rivolge ad alta voce il suo messaggio di saluto:

D……sento un rumore di foglie
A……ciao albero ti voglio tanto bene
G……albero mangio tutto
E……ti voglio bene sono tua amica
A……albero ti salutano tutti i bambini
B……ti veniamo a trovare un’altra volta
L……ti voglio bene albero
A……ciao albero

Per approfondire e dare più opportunità di esperienza ai bambini, il team di insegnanti della scuola dell’infanzia “Cavaglià” di Torino ha aderito al percorso “AMICO ALBERO” proposto dai Servizi Educativi di Palazzo Madama di Torino, attività pensata per le scuole dell’infanzia che propone la conoscenza dell’albero e la scoperta delle sue forme, dei suoi frutti e dei suoi usi mediante alcune opere esposte nel museo.

Scritto da Fulvia Di Benedetto, insegnante di scuola dell’infanzia a Torino.

Educare i bambini con le regole

06 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Educare i bambini con le regole

bambino contentoLe regole sono utili? È la domanda che molti genitori si pongono di fronte all’educazione dei propri figli. Le regole non sono l’obiettivo finale dell’azione educativa, sono un mezzo per conseguire un comportamento civile all’interno della scuola e un comportamento etico nel vivere sociale.

In passato è prevalso un atteggiamento fortemente autoritario che portava ad agire comportamenti molto restrittivi determinati dalla necessità di dare norme e sanzioni. In altri tempi è prevalso un atteggiamento più lassista, giustificato dall’idea che la “regola” ponesse una limitazione alla creatività e spontaneità dei bambini. L’alternanza di queste fasi educative rivela l’inefficacia di entrambe, in quanto evidenzia che è lo stesso adulto ad avere difficoltà a comprenderne l’utilità.

L’adulto che educa deve sapere che utilizzare un sistema normativo non limita la libertà del bambino ma ne guida il comportamento, soprattutto nella fascia di età più bassa, quando il bambino è inesperto e richiede una guida esterna sicura. L’atteggiamento di un bambino di fronte ad una regola è quello di infrangerla per testarne l’attendibilità e mettere alla prova l’adulto, pertanto deve sapere che ad ogni regola “non rispettata” deve corrispondere una sanzione altrimenti si rischia di alimentare comportamenti sregolati e di perdere la propria autorevolezza, bisogna anche ricordarsi di rinforzare i comportamenti rispettati per favorire una progressiva autoregolamentazione del comportamento.

Il bambino spesso si trova di fronte a regole che non riesce a rispettare perchè troppo numerose, contraddittorie, incoerenti o prive di conseguenze. È utile quindi dare ai propri figli poche regole semplici e chiare, pretendendo che vengano rispettate. Educare con le regole significa quindi sviluppare una mente consapevole che ad ogni azione corrisponda una conseguenza positiva o negativa. Il bambino avrà così modo di rendersi responsabile del proprio comportamento prevedendone le conseguenze. In questo contesto l’educare con le regole si riveste di una connotazione positiva e non autoritaria in quanto il bambino apprende non solo a rispettare le norme ma anche a giocare , a parlare e a relazionarsi in base ad esse.

Scritto da Fulvia DiBenedetto, insegnante di Scuola dell’Infanzia a Torino

La dislessia nei bambini

03 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Psicologia, Scuola   |  Commenti disabilitati su La dislessia nei bambini

Il Disturbo della Lettura (definito anche “dislessia”) è uno dei Disturbi dell’Apprendimento diagnosticato di solito nell’Infanzia e nell’Adolescenza. Nei soggetti con dislessia la lettura orale  è caratterizzata da distorsioni, sostituzioni o omissioni; sia la lettura orale che quella a mente sono caratterizzate da lentezza ed errori di comprensione. Sebbene le difficoltà di lettura possano insorgere anche all’asilo, la dislessia viene di solito diagnosticata durante l’età scolare o comunque con l’inizio dell’insegnamento della lettura. La diagnosi e l’intervento precoce permettono esiti favorevoli del problema.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

 

Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

14 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Corso di formazione a Torino su preadolescenza e adolescenza

PREADOLESCENZA E ADOLESCENZA: I COMPORTAMENTI A RISCHIO E LA PREVENZIONE PSICOLOGICA

Ragazzo indeciso…Pubertà, adolescenza, problemi affettivi, l’adolescente nella famiglia, il carattere impulsivo e/o oppositivo, l’adolescente e la vita sociale, l’adolescente nel gruppo, bullismo e vittime, uso di droghe e abitudini alimentari scorrette…su cosa intervenire?
Alcuni comportamenti a rischio messi in atto dai ragazzi come fumare sigarette, spinelli, bere alcol, problemi alimentari, guidare il motorino in modo pericoloso, avere rapporti sessuali non protetti, problemi scolastici, non sono necessariamente una conseguenza di gravi malesseri e carenze, ma possono essere messi in atto dall’adolescente per rispondere in qualche modo ai compiti di sviluppo.
Alcuni dei comportamenti definiti a ”rischio” però, sono di difficile gestione nella famiglia, nella scuola e nella società, ma soprattutto possono diventare sintomi di disturbi psicopatologici e portare all’insorgere di problemi del comportamento anche gravi, quali dipendenze da droghe e alcol, ricorso alla violenza contro se stessi (atti auto-lesivi, suicidio) o contro gli altri (in famiglia, nella scuola, nella società), comportamenti sessuali promiscui, disturbi alimentari, sintomatologie post-traumatiche.
C’è una linea difficile da tracciare tra comportamenti  che pur nell’eccesso possono essere considerati “tipici” dell’età e comportamenti sintomatici, preoccupanti, che necessitano di un intervento terapeutico strutturato. Come intervenire? Quanto coinvolgere la scuola e la famiglia?

Obiettivi
Il progetto intende affrontare il fenomeno suggerendo alcuni interventi di prevenzione delle condotte a rischio negli adolescenti.
L’intervento psicologico per la prevenzione del rischio e/o delle ricadute ha l’obiettivo di fornire strumenti adeguati alla gestione delle situazioni di rischio accennate; altresì il progetto intende aiutare l’operatore a prendere coscienza delle difficoltà reali che si possono incontrare nella “relazione” con l’adolescente e nell’attivare un intervento di rete integrato ed efficiente.
La finalità generale è quella sia di fornire conoscenze sui temi proposti, che di creare un momento di confronto e crescita dei soggetti cui si rivolge, azione che mira a potenziare e valorizzare le risorse dei soggetti coinvolti.

Metodologia
Il corso prevede:
•lezioni frontali con contributi teorici;
•lavori in gruppo su casi portati dai docenti o proposti dai corsisti;
•approfondimenti attraverso l’uso di tecniche dello Psicodramma per permettere di vivere in gruppo una situazione specifica, non solo raccontandola, ma drammatizzandola in una specie di commedia dell’arte.

Docenti
Isabella Bonapace,  psicodrammatista, dott.ssa in Psicologia.
Daniela Maria Ercolin, psicologa, psicoterapeuta familiare
Francesca Vottero Ris, psicologa, psicoterapeuta cognitivo e comportamentale

Destinatari
OSS, Educatori, Animatori, Infermieri di servizi territoriali, insegnanti, pedagogisti, assistenti sociali.
Il numero massimo è di 20 partecipanti.

Periodo di realizzazione e orario
Il corso si realizzerà dalle ore 9.30 alle ore 17.30.
Sono previste 5 giornate di formazione.