Problemi alimentari

Dottoressa Francesca Vottero Ris, Psicologa Torino, Piscoterapeuta cognitivo-comportamentale Torino, Terapia E.M.D.R.

Disturbi alimentari nei bambiniSpesso nelle varie fasi dello sviluppo di un bambino l’alimentazione può preoccupare i genitori o chi si occupa di loro. Il rifiuto di mangiare da parte d’un bambino suscita sempre nei genitori una grande ed intensa preoccupazione, spesso si mobilita l’intera famiglia per cercare i consigli di conoscenti ed esperti, pediatri e psicologi.

Molto frequenti e diffusi sono l’eccessiva selettività nei confronti dei prodotti alimentari, ad esempio un bambino che mangia solo due o tre tipi di cibo, e la difficoltà ad accettare i nuovi sapori. L’aumento dell’appettito è normale e sano nell’adolescente poiché la sua crescita richiede un maggiore apporto calorico e può durare due o tre anni.

Una diminuizione della quantià di cibo ingerito e/o di rifiuto si può presentare in occasione di cambiamenti del regime alimentare come nello svezzamento, in periodi di malattia, in fasi di cambiamenti di vita come traslochi o affidamento ad altre figure d’accudimento.

In tutti questi casi spesso si tratta di fenomeni transitori e se i genitori sanno porsi in modo adeguato, tendono a risolversi. Se i bambini crescono come previsto e sono sereni le variabili della dieta e delle abitudini alimentari non devono preoccupare.
Tuttavia a volte particolari e persistenti modalità alimentari, come il rifiuto totale del cibo per lunghi periodi, possono essere espressione di un importante disagio e di difficoltà emotive.

I disturbi dell’alimentazione riscontrati nei bambini sono:

  • Fobia del cibo: c’è la paura di deglutire il cibo e l’evitamento di alimenti di una particolare consistenza (solidi o farinosi) e a volte di un particolare sapore. Il timore è di esserne soffocati, di stare male o vomitare. Questi bambini possono essere magri a seconda della durata del problema e dell’adeguatezza del cibo assunto, ma raramente presentano le complicanze dell’anoressia nervosa
  • Problemi alimentari bambiniDisturbo da alimentazione selettiva: questi bambini non abbandonano la normale fase di sviluppo delle manie del cibo e persistono nel mangiare una gamma ristretta di alimenti in genere ricchi in carboidrati. Spesso peso e altezza sono normali ma se questo genere di dieta dura da molto tempo, il peso può essere superiore o inferiore alla norma a seconda dei costituenti della dieta. Di solito queste manie alimentari vengono abbandonate in età adolescenziale, quando è più sentito il bisogno di conformarsi alle regole del gruppo dei pari.
  • Alimentazione restrittiva: è presente uno scarso appettito e interesse per il cibo anche se la dieta può essere ragionevolmente bilanciata. È una condizione comune nel periodo prescolastico ma se persiste per molti anni può compromettere la normale crescita. A volte questi bambini presentano disturbi emotivi come tristezza, ansia e ossessioni che pervadono ogni aspetto della loro vita. Possono rifiutare di andare a scuola, evitare il contatto coi compagni, dormire poco e avere problemi di concentrazione. Spesso vorrebbero mangiare di più e si preoccupano per la loro magrezza.
  • Sindrome da rifiuto pervasivo: rifiuto di agire qualunque comportamento di cura di sé come mangiare e bere, con conseguenze spesso letali. L’opposività si accentua di fronte a tentativi di intervento con manifestazioni di terrore o furia. È sempre indice di un grave disagio emotivo.
  • Pica: è presente la tendenza a mangiare sostanze non commestibili (ad es. terra, sabbia, carta, plastica, insetti, ecc.) comportamento comune nei bambini nel corso del primo anno di vita ma anomalo quando compare in età successive. Se non è presente un grave ritardo mentale può essere indice di un importante disagio emotivo.
  • Iperalimentazione compulsiva: questi bambini mangiano in eccesso e frequentemente e finiscono con l’essere in sovrappeso. Sembra esserci un bisogno non controllabile di mangiare soprattutto se sono ansiosi o infelici. I tentativi di restrizione da parte dei genitori creano molte resistenze e se si impone una dieta il bambino mangia di nascosto. In un quadro di obesità si delineano tutte le complicanze mediche ad essa associate.
  • Ruminazioni: ripetuto rigurgito e rimasticazione del cibo senza che questo sia dovuto ad una condizione gastrointestinale associata o ad un’altra condizione medica generale. Se non è presente un grave ritardo mentale, è indice di un significativo disagio emotivo.

Richiedere una consulenza psicologica permette d’inquadrare il problema e di pianificare delle strategie d’intervento risolutive.

 

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