Attacchi di panico

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, Psicologa Torino, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Terapia E.M.D.R.

Ansia, paura, attacco di panicoIl Disturbo da panico: la paura senza motivo.
L’ansia e la paura sono emozioni che hanno la funzione di segnalare situazioni pericolose o spiacevoli e sono necessarie a ciascuno di noi perché ci consentono di affrontare situazioni temute ricorrendo alle risorse mentali e fisiche più adeguate.

Si ha un Attacco di Panico quando l’ansia o la paura provate sono così intense da produrre alcuni dei seguenti sintomi somatici e cognitivi:

  • palpitazioni o tachicardia
  • sudorazione
  • tremori fini o a grandi scosse
  • dispnea o sensazione di soffocamento
  • sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto
  • nausea o disturbi addominali
  • vertigini o sensazione di testa vuota
  • parestesie e brividi o vampate di calore
  • sensazioni di perdere il contatto con la realtà (derealizzazione) con la sensazione di vivere in una realtà nuova o sensazioni di essere una persona diversa, di non riconoscersi più (depersonalizzazione)
  • paura di perdere il controllo o di “impazzire”
  • paura di morire.

Esistono degli attacchi, i cosiddetti attacchi paucisintomatici, in cui si manifestano soltanto una parte dei sintomi del panico, senza esplodere in un vero attacco.
L’elemento fondamentale dell’attacco di panico è dunque un periodo di intensa paura o disagio accompagnato da svariati sintomi somatici o cognitivi.
La sintomatologia acuta dura da 15 a 30 minuti. Esistono diverse forme dell’attacco di panico e nel corso della vita, in periodi di stress emotivo, può accadere di avere qualche sporadico attacco di panico, ma ciò non significa che si soffre di un disturbo da panico.
Il soggetto affetto da disturbo da panico ha attacchi di panico inaspettati e ripetuti.

Il primo attacco di panico è generalmente inaspettato per cui la persona si spaventa enormemente e lascia una paura di fondo; la persona si può trovare quindi rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso si porta dietro la cosiddetta “agorafobia” (paura degli spazi aperti): l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato. Talvolta, diventa così pressoché impossibile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in coda, e cosi via.

L’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente e la persona spesso non vuole essere lasciato solo costringendo i suoi familiari ad accompagnarlo ovunque, sentendosi così dipendente dagli altri. Non tutti i soggetti, tuttavia, sviluppano dei comportamenti di evitamento, il disturbo da panico può essere con o senza agorafobia.
Il disturbo da panico può avere ripercussioni sulla vita lavorativa, familiare e sociale della persona che ne soffre diminuendone l’autonomia, il senso di efficacia personale e dell’autostima, la frustrazione che ne consegue può condurre ad una depressione secondaria. Alcune persone possono ricorrere all’abuso di sostanze stupefacenti (soprattutto alcool) per gestire il disturbo stesso o la depressione che ad esso può seguire.
L’età in cui tal disturbo si manifesta per la prima volta varia notevolmente da soggetto a soggetto, ma tipicamente si colloca tra la tarda adolescenza e i 35 anni.

Gli attacchi di panico si possono manifestare in una varietà di Disturbi d’Ansia (per es., Disturbo di Panico, Fobia Sociale, Fobia Specifica, Disturbo Post-traumatico da Stress, Disturbo Acuto da Stress). Gli attacchi di panico causati dalla situazione sono tipici della Fobia Sociale e delle Fobie Specifiche; quelli sensibili alla situazione sono particolarmente frequenti nel Disturbo di Panico ma si possono talvolta manifestare nella Fobia Sociale e nelle Fobie Specifiche.

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