Trauma e stress

Il trauma è un evento spartiacque che provoca la sopraffazione dell’Io ad opera di uno stimolo eccessivo, che lo rende privo di difese ed incapace di reagire, il trauma è un evento effettivamente superiore alle normali capacità umane di sopportarlo e di gestirlo, è un evento che genera orrore, paura e impotenza e mette in pericolo la vita stessa di una persona.

Tra l’esperienze traumatiche troviamo: attacchi terroristici, guerre, bombe, incidenti aerei e stradali, stermini di massa ma anche terremoti, inondazioni, violenze interpersonali (violenza sessuale e fisica, torture, rapimenti, rapine) esposizione ripetuta e continua a episodi di violenza e di degrado e altri tragici eventi.
In seguito a tali esperienze fortemente traumatiche si sviluppa una forma di disagio psicologico detto stress post-traumatico (Disturbo Post-Traumatico da Stress, DPTS o Disturbo Acuto da Stress), che può manifestarsi in persone di tutte le età, dai bambini e adolescenti alle persone adulte, e può verificarsi anche nei familiari, nei testimoni, nei soccorritori coinvolti nell’evento.

Sul fronte dei sintomi e della definizione di caso, diversi enti di ricerca e istituzioni sanitarie danno indicazioni per effettuare una diagnosi e individuare un trattamento adeguato del DPTS. Secondo il National Institute of Mental Health (NIMH) americano, caratteristica del DPTS è il fatto che la vittima rivive ripetutamente l’esperienza traumatizzante sotto forma di flashback, ricordi, incubi o in occasione di anniversari e commemorazioni. Le persone affette da DPTS manifestano difficoltà al controllo delle emozioni, irritabilità, rabbia improvvisa o confusione emotiva, depressione e ansia, insonnia, ma anche la determinazione a evitare qualunque atto che li costringa a ricordare l’evento traumatico. Un altro sintomo molto diffuso è il senso di colpa, per essere sopravvissuti o non aver potuto salvare altri individui. Dal punto di vista più prettamente fisico, alcuni sintomi sono dolori al torace, capogiri, problemi gastrointestinali, emicranie, indebolimento del sistema immunitario.

L’ American Psychiatric Association (APA) dà un elenco più dettagliato e schematico dei sintomi del DPTS. Secondo l’APA, i sintomi compaiono solitamente entro tre mesi dal trauma, anche se in qualche caso lo stato di stress si manifesta anche più tardi. I sintomi sono classificabili in tre categorie ben definite:

  • episodi di intrusione: le persone affette da DPTS hanno ricordi improvvisi che si manifestano in modo molto vivido e sono accompagnati da emozioni dolorose e dal ‘rivivere’ il dramma. A volte, l’esperienza è talmente forte da far sembrare all’individuo coinvolto che l’evento traumatico si stia ripetendo.
  • volontà di evitare e mancata elaborazione: l’individuo cerca di evitare contatti con chiunque e con qualunque cosa che lo riporti al trauma. Inizialmente, la persona sperimenta uno stato emozionale di disinteresse e di distacco, riducendo la sua capacità di interazione emotiva e riuscendo a condurre solo attività semplici e di routine. La mancata elaborazione emozionale causa un accumulo di ansia e tensione che cronicizzata porta a veri e propri stati depressivi. Al tempo stesso si manifesta frequentemente il senso di colpa.
  • ipersensibilità e ipervigilanza: le persone si comportano come se fossero costantemente minacciate dall’esperienza traumatica. Reagiscono in modo violento e improvviso, non riescono a concentrarsi, hanno problemi di memoria e si sentono costantemente in pericolo. A volte, per alleviare il proprio stato di dolore, le persone si rivolgono al consumo di alcol o di droghe. Una persona affetta da DPTS può anche perdere il controllo sulla propria vita ed essere quindi a rischio di comportamenti suicidi.

Nel Disturbo Acuto da stress durante e dopo l’esperienza dell’evento stressante, l’individuo ha presentato e presenta sintomi dissociativi quali sensazione soggettiva di insensibiltà, distacco, o assenza di reattività emozionale; riduzione della consapevolezza dell’ambiente circostante, derealizzazione, depersonalizzazione, amnesia dissociativa.

Queste categorie diagnostiche, come ogni categoria descrittiva, non riescono a cogliere interamente il complesso intreccio che sta alla base dei sintomi e delle risposte psicologiche al trauma, in particolare per i traumi interpersonali, multipli, ripetuti, prolungati e/o iniziati in età precoce (come il maltrattamento infantile). Questi tipi di situazioni traumatiche “croniche” sono costituite da tanti avvenimenti drammatici che trasmettono una situazioni di pericolo costante, attacchi alla stima di sè, minacce di abbandono e solitudine.
Già nel suo testo del 1992, Judith Herman sulla scorta di una revisione bibliografica conseguente alla diffusa insoddisfazione a riguardo delle diagnosi fino ad allora effettuate per i soggetti reduci da vittimizzazioni gravi, ha fatto notare la necessità di una nuova concettualizzazione delle conseguenze dei traumi non circoscritti  ma ripetuti e prolungati, capaci perciò di influire sulla strutturazione della personalità e grande vulnerabilità alla ripetizione di eventi simili. Propone quindi la definizione di Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso per indicare il limite estremo di gravità di una vasta gamma di esiti, che vanno da quello fuggevole e non bisognoso di cura a quello derivante appunto da eventi traumatici ripetuti e prolungati.
Nonostante tale definizione sia stata da anni proposta all’attenzione dell’American Psychiatric Association per l’inserimento nel DSM, non risulta che il suggerimento sia stato finora accolto.

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