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Il Disturbo Borderline di Personalità

13 Feb
by Francesca Vottero Ris, posted in Disturbi di personalità   |  Commenti disabilitati su Il Disturbo Borderline di Personalità

Il Disturbo Borderline di Personalità è uno dei Disturbi di Personalità.

Il disturbo borderline di personalità è caratterizzato da una marcata instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagie di sé e dell’umore. È inoltre presente una marcata impulsività e la difficoltà ad organizzare in modo coerente i propri pensieri.

Una delle principali caratteristiche del disturbo borderline è l’instabilità emotiva, che si manifesta con marcati e repentini cambiamenti dell’umore: facilmente e rapidamente queste persone oscillano tra tristezza e serenità, sentimenti di rabbia e sentimenti di colpa. A volte sono presenti emozioni contrastanti contemporaneamente che creano un vissuto di disagio e confusione tanto nel soggetto che ne fa esperienza quanto nelle persone che gli sono accanto. Tali significativi stati emotivi si scatenano soprattutto in risposta ad eventi relazionali spiacevoli, come, ad esempio, un rifiuto, una critica o una semplice disattenzione da parte degli altri. La reazione emotiva di chi soffre di questo disturbo è molto  più  immediata, marcata e duratura rispetto a quella delle altre persone, per questo anche gestire le proprie emozioni diventa più difficile.

Nel tentativo di controllare i propri “salti emotivi”, le persone con disturbo borderline di personalità ricorrono all’azione impulsivamente, agendo spesso senza riflettere. L’impulsività si può esprimere con esplosioni di rabbia, litigi violenti fino alla rissa, abuso di sostanze, abbuffate di cibo, gioco d’azzardo, promiscuità sessuale, spese sconsiderate. Possono anche manifestarsi ricorrente atti autolesivi (come procurarsi dei tagli sul corpo con delle lamette o delle bruciature con dei mozziconi di sigaretta o ingerire dosi eccessive di psicofarmaci) o tentativi di suicidio.

Un’altra caratteristica importante di chi soffre di questo disturbo è la difficoltà a riflettere sulle proprie esperienze, sui propri stati d’animo e sui propri rapporti interpersonali in modo coerente e lineare, tanto che i loro discorsi appaiono spesso privi di un filo conduttore evidente e pieni di contraddizioni e spesso il loro punto di vista su sé stessi o sulle altre persone risulta contraddittorio.

Un’altra caratteristica è l’instabilità delle relazioni interpersonali: chi soffre di questo disturbo ha la tendenza ad instaurare con gli altri relazioni intense e coinvolgenti ma estremamente instabili e caotiche. Gli altri significativi possono essere idealizzati in alcuni momenti e in altri ferocemente svalutati. Sovente all’inizio di un rapporto c’è l’idea che l’altro, l’amico o il partner, sia perfetto, costantemente protettivo, disponibile e buono. Ma può bastare un errore o una disattenzione che l’altro diventa minaccioso, ingannevole e malevolo. A volte l’immagine “buona” e quella “cattiva” sono presenti simultaneamnete generando ulteriore caos mentale. E’ presente una forte paura di essere abbandonati dalle persone ritenute importanti, anche se si tratta di separazioni limitate nel tempo, e a questo si associa una rabbia inappropriata.

Questi persone possono presentare variazioni improvvise e drammatiche dell’immagine di sé, caratterizzate da cambiamenti di obiettivi, valori e aspirazioni. Tutte queste difficoltà incidono drammaticamente sulla stima di sé: di solito è presente un’immagine di sé che si basa sull’essere cattivi e dannosi, sbagliati e fragili.

In situazioni di forte stress possono a volte presentarsi delle crisi dissociative durante le quali si smarrisce transitoriamente il senso di sé e la capacità di critica. In questi casi l’emozione dominante è la paura, a cui spesso si associa una sensazione di assoluta solitudine e di totale abbandono da parte degli altri.  In questo contesto, a volte l’altro è sentito come giudicante e come se fosse un nemico da cui difendersi.

A volte riescono a sottrarsi alle forti pressioni  cui sono sottoposti distaccandosi da tutto e da tutti:  entrano in uno stato di vuoto nel quale avvertono una penosa mancanza di scopi. Si tratta di una condizione pericolosa, in quanto in questi stati sono frequenti le tendenze all’azione, come le abbuffate di cibo, l’abuso di sostanze stupefacenti, gli atti autolesivi e i tentativi di suicidio.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino