disgrafia

I disturbi dell’apprendimento nei bambini

28 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini   |  Commenti disabilitati su I disturbi dell’apprendimento nei bambini

I disturbi specifici dell’apprendimento (D.S.A.) diagnosticati principalmente nell’età evolutiva sono la Dislessia Evolutiva, la Disgrafia, la Disortografia, e la Disalculia.

Bambino che non riesce a studiareLa Dislessia Evolutiva è un disturbo specifico su base linguistica, congenito e genetico, caratterizzata  dalla difficoltà a leggere in modo corretto e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica; conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale. Le caratteristiche della dislessia possono variare in relazione ai cambiamenti legati alla crescita del bambino.

La Disgrafia è il disturbo correlato al linguaggio scritto, che riguarda le abilità esecutive della scrittura la cui principale caratteristica è la compromissione dello sviluppo della coordinazione motoria tale da interferire in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana. Le manifestazioni di questo disturbo variano con l’età e con lo sviluppo. Per esempio, i bambini più piccoli possono presentare goffaggine e ritardo nel raggiungimento delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio (per es., camminare, gattonare, stare seduti, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia e chiudersi la cerniera lampo dei pantaloni). I bambini più grandi possono mostrare difficoltà nelle componenti motorie dell’assemblaggio di puzzles, nel modellismo, nel giocare a palla, nello scrivere in stampatello o nella calligrafia.

La Disortografia è il disturbo della competenza ortografica, cioè la difficoltà nel trasformare il linguaggio parlato nel linguaggio scritto.

La Discalculia è il disturbo nell’apprendimento del calcolo e del sistema dei numeri. Le difficoltà aritmetiche che possono verificarsi sono varie, ma tra esse sono incluse: un’incapacità a comprendere i concetti alla base di particolari operazioni aritmetiche; una mancanza di comprensione di termini o dei segni matematici; il mancato riconoscimento dei simboli numerici; la difficoltà di adattare le manipolazioni aritmetiche standard; la difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando; la difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali o simboli durante i calcoli; la difettosa organizzazione spaziale dei calcoli aritmetici; l’incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le “tabelline”.

Diagnosi psicologicaLa diagnosi precisa di dislessia, disortografia e disgrafia può essere effettuata alla fine della seconda elementare, mentre la diagnosi di discalculia è possibile alla fine della terza elementare.  L’iter diagnostico prevede di verificare prima di tutto la presenza o meno di patologie neurologiche, di patologie primarie, di deficit uditivi o visivi. In seguito si effettua una valutazione neuropsicologica con prove standardizzate somministrate individualmente: si fa la diagnosi quando i risultati ottenuti dal bambino nei test standardizzati  su lettura, calcolo o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione e al livello d’intelligenza. Tali difficoltà interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo e di scrittura.

È necessario somministrare anche dei test cognitivi (Wisch, Wais, Cas…) per escludere che le difficoltà siano dovute alla presenza di un ritardo mentale. Un’ anamnesi dettagliata del bambino e della famiglia è necessaria per escludere cause di origine emotiva e/o di riposta ad eventi stressanti.

La diagnosi può essere effettuata da uno psicologo o dal neuropsichiatra infantile. I controlli successivi alla diagnosi andrebbero eseguiti da chi fa la rieducazione in modo costante durante il ciclo e dal clinico (psicologo – neuropsichiatra) alla fine di ogni ciclo. Controlli e diagnosi relative alla sola competenza di linguaggio andrebbero effettuate dal logopedista.

bambino contentoNell’intervento nei D.S.A. è necessario coinvolgere tutte le risorse presenti: le persone (famiglia,alunni, docenti, tecnici), le conoscenze (culturali, legislative, didattiche, pedagogiche e psicologiche) e gli strumenti (tradizionali, convenzionali, compensativi, dispensativi). L’intervento per il bambino con D.S.A. deve essere realizzato considerando le caratteristiche individuali dell’alunno, i punti di forza e debolezza delle risorse a disposizione  e il rispetto degli stili di apprendimento dell’alunno. Il bambino diagnosticato precocemente e sottoposto ad un trattamento tempestivo, ha la possibilità di migliorare lo sviluppo delle sue competenze nonostante la presenza di un deficit, di conoscere strumenti e strategie che gli consentono di apprendere attraverso un percorso alternativo a quello tradizionale e che gli evita il peggioramento del suo disturbo  e l’insorgere di nuovi disagi (frustrazione).

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino