disturbi dell’apprendimento

Test cognitivi per bambini e adolescenti

10 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Test cognitivi per bambini e adolescenti

Dottoressa Francesca Vottero Ris Psicologa a Torino, Psicoterapeuta cognitivo e comportamentale, Terapia E.M.D.R.

I test cognitivi più utilizzati per misurare le capacità intellettive di bambini e adolescenti sono:
La WISC-IV (Wechsler Intelligence Scale for Children-IV)
La WPPSI-III (Wechsler Preschool and Primary Scale of Intelligence-III)

Bambino che studiaLa WISC-IV è lo strumento clinico per eccellenza per valutare le capacità cognitive dei bambini di età compresa tra i 6 anni e 0 mesi e i 16 anni e 11 mesi.
La struttura della scala è stata recentemente aggiornata per riflettere la teoria e la pratica della valutazione dei bambini, che implica un’attenzione crescente alla memoria di lavoro e alla velocità di elaborazione.
La scala è utile per:

  1. Ottenere una valutazione del funzionamento cognitivo generale.
  2. Ottenere informazioni cliniche per fare valutazioni neuropsicologiche e impostare approfondimenti in ambiti specifici, quali difficoltà e/o disturbi di apprendimento, disturbi dello spettro autistico e deterioramento mentale.
  3. Programmare interventi di potenziamento, recupero e monitorarne l’andamento.

bambino contentoLa WPPSI-III è uno strumento clinico di somministrazione individuale che valuta l’intelligenza di bambini dai 2,6 ai 7,3 anni.

La scala è utile per:

  1. Ottenere una valutazione completa del funzionamento intellettivo generale.
  2. Pianificare obiettivi in programmi di natura clinica o scolastica per soggetti
    con ritardi nello sviluppo cognitivo e con difficoltà di apprendimento.
  3. Predisporre programmi destinati a soggetti particolarmente dotati.
  4. Determinare gli effetti di un danno cerebrale da trauma sul funzionamento cognitivo.

Difficoltà di apprendimento

07 Ott
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Problemi scolastici   |  Commenti disabilitati su Difficoltà di apprendimento

Bambino che non riesce a studiareNumerosi studi, effettuati nel corso di questi ultimi anni, hanno messo in evidenza che oltre il 20% della popolazione scolastica presenta dei rallentamenti nei processi di apprendimento che richiedono interventi individualizzati.

Le cause possono essere così sintetizzate:

  • Difficoltà percettivo-motorie e meta fonologiche, dalle quali possono derivare disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia).
  • Difficoltà di attenzione, di concentrazione e memorizzazione, che interferiscono con la capacità di consolidare nuovi apprendimenti e di lavorare su uno stesso compito per un periodo prolungato.
  • Ritardo cognitivo che limita e rallenta i processi di apprendimento e quando non trattato comporta un deterioramento delle capacità intellettive conservate.
  • Difficoltà di linguaggio, che possono interferire con le capacità di produzione-comprensione linguistica sia orale che scritta e con la comunicazione sociale (disturbo dell’espressione e della ricezione del linguaggio, disturbo di fonazione, balbuzie).
  • Problemi relativi alla sfera affettiva e relazionale, dai quali possono derivare scarsa autostima e senso di inadeguatezza di fronte alle richieste scolastiche, atteggiamenti e comportamenti inadeguati, demotivazione ad apprendere.

Il bambino con difficoltà di apprendimento non conosce la propria difficoltà, ma con l’ingresso nella scuola elementare inizia a vivere esperienze negative e frustranti. I compagni apprendono e imparano a fare ciò che a lui risulta difficile. Gli insegnanti lo sollecitano, mettono in evidenza i suoi errori, lo stimolano a lavorare meglio, al punto che nel bambino può farsi strada l’idea: “non so fare, allora vuol dire che non sono capace”.
Ansia, vergogna, frustrazione, rabbia, tristezza, possono prendere il sopravvento causando un vero e proprio disadattamento scolastico e aprendo la strada allo sviluppo di  un possibile disturbo psichico, soprattutto quando il problema non viene riconosciuto precocemente.
Una diagnosi accurata che metta in evidenza, oltre alle difficoltà di base, anche gli ambiti di competenza e le potenzialità del bambino, permette la messa a punto di un percorso riabilitativo e terapeutico personalizzato ed efficace, e la collaborazione della scuola e dei genitori è fondamentale per la buona riuscita dell’intervento.

La valutazione diagnostica e il percorso riabilitativo-terapeutico è a cura della dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino presso lo studio privato di via Casalis 31 e tutor dell’apprendimento presso l’associazione Ego a Torino.

Il ritardo mentale

07 Ott
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Problemi scolastici   |  Commenti disabilitati su Il ritardo mentale

Bambino che non riesce a studiareIn presenza di un ritardo mentale, il funzionamento intellettivo del bambino è significativamente inferiore alla media con una gravità che va dal ritardo lieve al ritardo profondo.
Il funzionamento intellettivo viene chiamato “quoziente di intelligenza” (QI) ed è valutato tramite l’uso di test di intelligenza standardizzati che vengono somministrati al bambino individualmente (il più utilizzato è la “Scala di Intelligenza Weschler per i Bambini” – III Ed.).
Oltre le difficoltà di apprendimento scolastico, tipicamente sono presenti:

  • scarsa autonomia personale rispetto alla capacità di autonomia che di solito è prevista per la sua stessa fascia di età,
  • difficoltà nella cura e nell’igiene personale,
  • difficoltà interpersonali, difficoltà di comunicazione,
  • difficoltà nel provvedere a se stesso e alla propria salute.

Se non trattato, il ritardo mentale potrebbe comportare un deterioramento delle capacità intellettive possedute dal bambino, inoltre è necessaria una valutazione cognitiva che possa accertare la presenza del ritardo e l’entità affinchè anche a scuola si possano attivare gli interventi più adeguati.

La valutazione cognitiva è a cura della dottoressa Francesca Vottero Ris psicologa a Torino presso lo studio privato di Via Casalis 31 a Torino.

L’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su L’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento

Per affrontare al meglio ed evitare il peggioramento dei Disturbi Specifici di Apprendimento occorre che l’intervento messo in atto sia di tipo globale, ossia è necessario coinvolgere tutte le risorse presenti: le persone (famiglia, alunni, docenti, tecnici), le conoscenze (culturali, legislative, didattiche, pedagogiche e psicologiche) e gli strumenti (tradizionali, convenzionali, compensativi, dispensativi). Occorre che l’intervento sia in ambito scolastico e sia anche di tipo preventivo, attuato già nella scuola dell’infanzia, attraverso programmi di potenziamento dei pre-requisiti dell’apprendimento della letto-scrittura (Terreni e t al 2002, Tretti et al 2002); nella scuola primaria si può prevenire invece, attraverso  la somministrazione di test di screening che consentono di individuare i bambini a rischio di apprendimento della letto-scrittura (Stella). Alla prevenzione segue la diagnosi precoce, con l’attivazione di trattamenti tempestivi nelle prime fasi di apprendimento della letto-scrittura.

bambino felice che gioca con la pitturaL’intervento per il bambino con D.S.A. deve essere realizzato considerando le caratteristiche individuali dell’alunno, i punti di forza e debolezza delle risorse a disposizione  e il rispetto degli stili di apprendimento dell’alunno. E ‘ quindi fondamentale che  nella scuola tutto il consiglio di classe sia informato su cosa sono i D.S.A. e sia coinvolto nell’intervento.

Il bambino diagnosticato precocemente e sottoposto ad un trattamento tempestivo, ha la possibilità di migliorare lo sviluppo delle sue competenze nonostante la presenza di un deficit, di conoscere strumenti e strategie che gli consentono di apprendere attraverso un percorso alternativo a quello tradizionale; infine, evita il peggioramento del suo disturbo  e l’insorgere di nuovi disagi (frustrazione).

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino e tutor dell’apprendimento presso Associazione Ego di Torino.

Le cause della dislessia

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Le cause della dislessia

Le cause della dislessia sono:

  • Deficit fonologico (difficoltà di elaborazione, programmazione e combinazione dei suoni);
  • Deficit nei processi di automatizzazione (i processi di letto-scrittura e calcolo non sono automatici)Deficit nell’elaborazione visuo –percettiva (difficoltà nell’elaborazione visiva degli stimoli, dovuto ad un funzionamento anomalo delle cellule della corteccia visiva);
  • Disfunzionamento memoria a breve termine (difficoltà nel memorizzare le informazioni e nell’organizzare più informazioni tra loro);
  • Deficit del controllo motorio (difficoltà  che si manifestano nelle abilità grosso-motorie).

Leggi anche i disturbi specifici dell’apprendimento e l’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino riceve presso studio privato in via Casalis 31, torino.

 

Dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia

Bambino che non riesce a studiareLa dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia sono dei Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

La  dislessia è la difficoltà a leggere in modo corretto e fluente. La Dislessia Evolutiva è una disabilità specifica dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale.

La disgrafia è il disturbo correlato al linguaggio scritto, che riguarda le abilità esecutive della scrittura.Le manifestazioni di questo disturbo variano con l’età e con lo sviluppo. Per esempio, i bambini più piccoli possono presentare goffaggine e ritardo nel raggiungimento delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio (per es., camminare, gattonare, stare seduti, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia e chiudersi la cerniera lampo dei pantaloni). I bambini più grandi possono mostrare difficoltà nelle componenti motorie dell’assemblaggio di puzzles, nel modellismo, nel giocare a palla, nello scrivere in stampatello o nella calligrafia.

La disortografia è il disturbo della competenza ortografica, cioè la difficoltà nel trasformare il linguaggio parlato nel linguaggio scritto.

La discalculia è il disturbo nell’apprendimento del calcolo e del sistema dei numeri. Le difficoltà aritmetiche che possono verificarsi sono varie, ma tra esse sono incluse: un’incapacità a comprendere i concetti alla base di particolari operazioni aritmetiche; una mancanza di comprensione di termini o dei segni matematici; il mancato riconoscimento dei simboli numerici; la difficoltà di adattare le manipolazioni aritmetiche standard; la difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando; la difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali o simboli durante i calcoli; la difettosa organizzazione spaziale dei calcoli aritmetici; l’incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le “tabelline”.

Leggi anche le cause della dislessia e l’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino riceve presso studio privato in via casalis 31 torino.

Disturbi specifici dell’apprendimento

10 Apr
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Bambini, In evidenza, Problemi scolastici, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Disturbi specifici dell’apprendimento

Bambino che non riesce a studiareI disturbi specifici dell’apprendimento (D.S.A.) sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano solamente nell’acquisizione delle abilità scolastiche  quali la lettura, la scrittura e il calcolo. Il disturbo  riguarda uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
La diagnosi precisa di dislessia, disortografia e disgrafia può essere effettuata alla fine della seconda elementare, mentre la diagnosi di discalculia è possibile alla fine della terza elementare. La diagnosi di DSA è fatta dall’equipe di professionisti: neuropsichiatra,  psicologo, logopedista e psicomotricista. La diagnosi è quindi il risultato delle osservazioni relative alle capacità cognitive, alle abilità prassiche e spaziali, alla memoria, al linguaggio e all’apprendimento in senso stretto del bambino.

La diagnosi può essere effettuata da uno psicologo o neurpsichiatra infantile. I controlli successivi alla diagnosi andrebbero eseguiti da chi fa la rieducazione in modo costante durante il ciclo e dal clinico (psicologo – neuropsichiatra) alla fine di ogni ciclo. Controlli e diagnosi relative alla sola competenza di linguaggio andrebbero effettuate dal logopedista.

Bambino che studiaPer fare una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento nell’età evolutiva i risultati ottenuti dal bambino in test standardizzati somministrati individualmente, su lettura, calcolo o espressione scritta devono risultare significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione e al livello d’intelligenza. Tali difficoltà interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo e di scrittura.

È necessario somministrare anche dei test cognitivi (Wisch, Wais, Cas…) per escludere che le difficoltà siano dovute alla presenza un ritardo mentale. Un anamnesi dettagliata del bambino e della famiglia è necessaria per escludere cause di origine emotiva e/o di riposta ad eventi stressanti.

I D.S.A. diagnosticati principalmente nell’età evolutiva sono:

Leggi anche le cause nella dislessia e l’intervento nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino riceve presso studio privato in via Casalis 31, torino.

Bambini: i possibili segnali di difficoltà di apprendimento

12 Ott
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, In evidenza   |  Commenti disabilitati su Bambini: i possibili segnali di difficoltà di apprendimento

L’apprendimento parte da una base percettiva, motoria e manipolativa per arrivare ai sistemi simbolico concettuali ossia all’utilizzo e alla produzione di simboli come sistemi di rappresentazione della realtà, utilizzabili come strumenti linguistici di comprensione e comunicazione di conoscenze. Per sviluppo cognitivo quindi, si intende trasformare e consolidare abilità percettive, motorie, linguistiche e intellettive di ciascun bambino in competenze, che gli permettano di riorganizzare le esperienze, di esplorare e ricostruire la realtà che lo circonda e in cui agisce.

I bambini seguono traguardi di sviluppo sia ad opera del processo biologico naturale sia ad opera delle sollecitazioni ambientali. Conoscere le sequenze evolutive permette di stabilire il progressivo sviluppo del bambino.

I quadri di riferimento non vanno applicati come assoluti perché esiste una grande variabilità individuale nei ritmi e nei tempi di apprendimento.

Bambino ossessionatoPuò capitare che si notino, sia in ambito familiare che scolastico “segnali” che potrebbero indicare difficoltà dell’apprendimento del bambino. Quando il bambino arriva alla scuola dell’infanzia ha già acquisito abilità in diverse aree e in questo periodo, dai tre ai sei anni, si verificano cambiamenti considerevoli.

In ambito percettivo a tre anni il bambino ha ancora una percezione di tipo sincretico (cioè una percezione di tipo globale e confusa) ma ha acquisito abilità che gli permettono di scoprire negli oggetti le proprietà sia materiali che funzionali, la rappresentazione è ricca di contenuti ma disordinata, il colore è usato in modo indiscriminato.

A cinque/sei anni il bambino è in grado di fare confronti, cogliere somiglianze e differenze, rappresentare gli oggetti in modo più differenziato, usare lo spazio del foglio e i colori in modo adeguato.

Possibili segnali di difficoltà percettive potrebbero essere non riuscire a:

  • seguire oggetti o figure in movimento
  • eseguire consegne plurime o messaggi lunghi
  • ascoltare una storia (il bambino si distrae facilmente)
  • ripetere una breve storia- individuare i personaggi principali di una storia
  • essere pertinenti ad un contesto
  • memorizzare il nome dei colori e usare il colore in modo appropriato

In ambito psicomotorio a tre anni il bambino ha sviluppato due funzioni importanti: la prensione e la deambulazione che gli permettono autonomia, attività esplorativa e costruttiva, queste abilità gli consentiranno inoltre di utilizzare nuovi stimoli.

A cinque/sei anni il bambino sviluppa la prensione fine che gli permette varie attività: legare, allacciare, tagliare, tenere con due dita ecc. e la motricità globale che gli permette di salire, scendere, saltare su un piede solo, prendere la palla al volo ecc.

Possibili segnali di difficoltà psicomotoria potrebbero essere:

  • lentezza motoria, a volte precipitazione
  • postura goffa
  • atteggiamenti maldestri
  • non riuscire a tenere fra due dita il pennarello o le posate
  • problemi a disegnare, allacciare, abbottonare, lavarsi, vestirsi, calciare, afferrare, portare un oggetto
  • problemi a stare dentro un contorno
  • problemi a rappresentare lo schema corporeo e la realtà
  • problemi a orientarsi nello spazio inteso come foglio e ambiente
  • problemi ad adeguarsi ai cambi di attività, di ambienti, di gioco
  • problemi a controllare le emozioni: scoppi di pianto improvvisi, aggressività, fuga o tendenza ad isolarsi
  • problemi a seguire le regole, a giocare in gruppo, tendenza al gioco parallelo.

Disturbi psicosomatici nei bambiniLa presenza di alcuni di questi segnali non è necessariamente sinonimo di una difficoltà di apprendimento ed è sempre necessario che tali segnali siano contestualizzati, tuttavia se sono presenti numerose o tutte le difficoltà elencate e si presentano spesso e in tutti i contesti frequentati dal bambino è consigliabile una visita specialistica da un neuropsichiatra infantile o da una psicologa infantile per una valutazione diagnostica più approfondita.

Scritto da Fulvia Di Benedetto insegnante della scuola dell’infanzia a Torino e dalla Dott.ssa Francesca Vottero Ris, Psicologa a Torino

I disturbi dell’apprendimento nei bambini

28 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini   |  Commenti disabilitati su I disturbi dell’apprendimento nei bambini

I disturbi specifici dell’apprendimento (D.S.A.) diagnosticati principalmente nell’età evolutiva sono la Dislessia Evolutiva, la Disgrafia, la Disortografia, e la Disalculia.

Bambino che non riesce a studiareLa Dislessia Evolutiva è un disturbo specifico su base linguistica, congenito e genetico, caratterizzata  dalla difficoltà a leggere in modo corretto e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica; conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale. Le caratteristiche della dislessia possono variare in relazione ai cambiamenti legati alla crescita del bambino.

La Disgrafia è il disturbo correlato al linguaggio scritto, che riguarda le abilità esecutive della scrittura la cui principale caratteristica è la compromissione dello sviluppo della coordinazione motoria tale da interferire in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana. Le manifestazioni di questo disturbo variano con l’età e con lo sviluppo. Per esempio, i bambini più piccoli possono presentare goffaggine e ritardo nel raggiungimento delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio (per es., camminare, gattonare, stare seduti, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia e chiudersi la cerniera lampo dei pantaloni). I bambini più grandi possono mostrare difficoltà nelle componenti motorie dell’assemblaggio di puzzles, nel modellismo, nel giocare a palla, nello scrivere in stampatello o nella calligrafia.

La Disortografia è il disturbo della competenza ortografica, cioè la difficoltà nel trasformare il linguaggio parlato nel linguaggio scritto.

La Discalculia è il disturbo nell’apprendimento del calcolo e del sistema dei numeri. Le difficoltà aritmetiche che possono verificarsi sono varie, ma tra esse sono incluse: un’incapacità a comprendere i concetti alla base di particolari operazioni aritmetiche; una mancanza di comprensione di termini o dei segni matematici; il mancato riconoscimento dei simboli numerici; la difficoltà di adattare le manipolazioni aritmetiche standard; la difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando; la difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali o simboli durante i calcoli; la difettosa organizzazione spaziale dei calcoli aritmetici; l’incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le “tabelline”.

Diagnosi psicologicaLa diagnosi precisa di dislessia, disortografia e disgrafia può essere effettuata alla fine della seconda elementare, mentre la diagnosi di discalculia è possibile alla fine della terza elementare.  L’iter diagnostico prevede di verificare prima di tutto la presenza o meno di patologie neurologiche, di patologie primarie, di deficit uditivi o visivi. In seguito si effettua una valutazione neuropsicologica con prove standardizzate somministrate individualmente: si fa la diagnosi quando i risultati ottenuti dal bambino nei test standardizzati  su lettura, calcolo o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione e al livello d’intelligenza. Tali difficoltà interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo e di scrittura.

È necessario somministrare anche dei test cognitivi (Wisch, Wais, Cas…) per escludere che le difficoltà siano dovute alla presenza di un ritardo mentale. Un’ anamnesi dettagliata del bambino e della famiglia è necessaria per escludere cause di origine emotiva e/o di riposta ad eventi stressanti.

La diagnosi può essere effettuata da uno psicologo o dal neuropsichiatra infantile. I controlli successivi alla diagnosi andrebbero eseguiti da chi fa la rieducazione in modo costante durante il ciclo e dal clinico (psicologo – neuropsichiatra) alla fine di ogni ciclo. Controlli e diagnosi relative alla sola competenza di linguaggio andrebbero effettuate dal logopedista.

bambino contentoNell’intervento nei D.S.A. è necessario coinvolgere tutte le risorse presenti: le persone (famiglia,alunni, docenti, tecnici), le conoscenze (culturali, legislative, didattiche, pedagogiche e psicologiche) e gli strumenti (tradizionali, convenzionali, compensativi, dispensativi). L’intervento per il bambino con D.S.A. deve essere realizzato considerando le caratteristiche individuali dell’alunno, i punti di forza e debolezza delle risorse a disposizione  e il rispetto degli stili di apprendimento dell’alunno. Il bambino diagnosticato precocemente e sottoposto ad un trattamento tempestivo, ha la possibilità di migliorare lo sviluppo delle sue competenze nonostante la presenza di un deficit, di conoscere strumenti e strategie che gli consentono di apprendere attraverso un percorso alternativo a quello tradizionale e che gli evita il peggioramento del suo disturbo  e l’insorgere di nuovi disagi (frustrazione).

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

La dislessia nei bambini

03 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Psicologia, Scuola   |  Commenti disabilitati su La dislessia nei bambini

Il Disturbo della Lettura (definito anche “dislessia”) è uno dei Disturbi dell’Apprendimento diagnosticato di solito nell’Infanzia e nell’Adolescenza. Nei soggetti con dislessia la lettura orale  è caratterizzata da distorsioni, sostituzioni o omissioni; sia la lettura orale che quella a mente sono caratterizzate da lentezza ed errori di comprensione. Sebbene le difficoltà di lettura possano insorgere anche all’asilo, la dislessia viene di solito diagnosticata durante l’età scolare o comunque con l’inizio dell’insegnamento della lettura. La diagnosi e l’intervento precoce permettono esiti favorevoli del problema.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino