enuresi

Pipì e cacca addosso nei bambini

28 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini   |  Commenti disabilitati su Pipì e cacca addosso nei bambini

La manifestazione fondamentale dell’enuresi è la ripetuta perdita di urine, che avviene di solito durante il sonno, in bambini di almeno 5 anni di età, in modo involontario (occasionalmente può essere anche intenzionale) e in assenza di lesioni all’apparato urinario o di condizioni mediche generali.

La perdita di “pipì” può avvenire solo durante il sonno notturno, (e può accadere che il bambino ricordi un sogno in cui capitava di fare la pipì) o anche durante il giorno (l’enuresi diurna è  raro che si manifesti dopo i 9 anni).

L’enuresi può manifestarsi nel bambino, oltrei 4-5 anni, quando non ha mai raggiunto il controllo della continenza urinaria oppure può manifestarsi dopo che il bambino ha già raggiunto e mantenuto, per almeno 5-6 mesi, il controllo della continenza urinaria.

La manifestazione fondamentale dell’encopresi è la ripetuta e involontaria (più raramente volontaria) perdita di feci, in assenza di una condizione medica generale.

La perdita di “cacca” si può manifestare quando il bambino non ha mai raggiunto il controllo dello sfintere anale oppure dopo che per un certo periodo il bambino ha raggiunto il normale controllo sfinterico.

L’encopresi può presentarsi con costipazione e incontinenza da sovrariempimento, in cui la fuoriuscita delle feci è continua e avviene sia di giorno che di notte o senza costipazione e incontinenza da sovrariempimento, in cui le feci sono di consistenza normale e il bambino si sporca in modo intermittente.

Disturbi psicosomatici nei bambiniEntrambi i disturbi (enuresi ed encopresi) sono più diffusi nei maschi e possono condizionare negativamente lo sviluppo del bambino, causando sentimenti di forte disagio e ansia.
Anche se sovente il disturbo tende a risolversi con l’età, è importante intervenire per una sua risoluzione precoce, dato che esso può interferire negativamente con lo sviluppo psicologico e sociale del bambino, causando sentimenti di inadeguatezza.
Spesso il disturbo è vissuto con vergogna e senso di colpa e c’è la tendenza ad evitare quelle situazioni che potrebbe causare imbarazzo, come gite scolastiche, giornate a casa di amici, eventi sociali e contatti con l’altro sesso (quando il disturbo si protrae fino all’adolescenza).

La gravità della compromissione è determinata dal grado di esclusione da parte dei coetanei, dal rifiuto e dall’atteggiamento punitivo di chi si prende cura del bambino, che influiscono sul suo livello di autostima e sul suo sentirsi inadeguato.

Dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino, riceve presso studio privato in via Casalis 31, Torino.