gioco

Giocattoli e attività ludica del bambino

11 Gen
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Giocattoli e attività ludica del bambino

Nell’articolo precedente è stato sottolineato che il gioco è un’esperienza incisiva dell’apprendimento, perché il bambino nell’attività ludica, per imitazione e per confronto, utilizza elementi della cultura sociale adulta. Secondo alcune teorie la cultura umana discende dal gioco perché esso è “uno dei modi di essere dell’uomo stesso” in quanto “libera e gioiosa forma di espressione dell’io”.

Traumi nei bambiniQuesto consente di fare alcune riflessioni sul giocattolo e la sua scelta in quanto si tende a generalizzare il concetto di giocattolo a tutti gli oggetti che il bambino usa come strumento di gioco. Si può fare una distinzione utile fra il materiale ludico che è costituito da tutto ciò che il bambino utilizza come gioco e il giocattolo inteso come strumento costruito dall’uomo, che possiede una sua struttura che ne determina la funzione e lascia poco spazio all’intervento del bambino. Il giocattolo è diventato un prodotto dell’industria e merce di consumo e non sempre vengono rispettati i requisiti necessari alle finalità educative e formative del bambino, in ogni caso è errato avere nei confronti del giocattolo un atteggiamento negativo, l’importante è saper scegliere tenendo presenti i requisiti giusti.

Bisogna indirizzare le scelte verso giocattoli che assicurano al bambino “il ruolo di soggetto attivo, curioso e protagonista della propria crescita e capace di interagire con gli altri, compagni e adulti.”

bambino contentoDevono essere esclusi tutti quei giocattoli che sono “autosufficienti” in quanto dotati di movimento, questo rende passiva l’azione del bambino alimentando  il suo disinteresse verso l’oggetto in poco tempo. Meglio far ricadere la scelta su giocattoli un po’ “incompleti” nella riproduzione della realtà, perché sono quelli che più stimolano il bambino alla costruzione di accessori, nulla togliendo a quei giocattoli come la bicicletta o il pallone che pur se completi, sono funzionali all’attività motoria.

bambino felice che gioca con la pitturaCi sono giochi strutturati e materiali amorfi, sono importanti tutte e due nel senso che i materiali strutturati perseguono obiettivi cognitivi ed educano il bambino al senso dell’ordine e della consequenzialità logica, ne sono un esempio: le tombole, i domino, i giochi di società con ruoli, le sequenze di numeri, forme, stagioni, i puzzle, i set da costruzione, il computer giocattolo, la casa delle bambole con accessori, i set da cucina, i robot e altri personaggi da costruire, le automobiline, gli strumenti musicali semplici, i libri, le biciclette, gli scivoli e le altalene per i giochi all’aperto, il microscopio ecc. I materiali amorfi favoriscono le attività fantastiche immaginative-creative del bambino ne sono un esempio: la sabbia, l’acqua, le conchiglie, il legno, le foglie, le pietre, la pasta da modellare, il collage, le tempere, il proprio corpo, il corpo della madre o del padre, il linguaggio e tutto ciò che si trova nell’ambiente. Importante è che il bambino si senta sempre protagonista e possa tradurre il gioco nel gioco dell’apprendere.

Citazioni tratte da I nuovi orizzonti della scuola dell’infanzia

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a torino

I bambini e il gioco

19 Dic
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione   |  Commenti disabilitati su I bambini e il gioco

In campo pedagogico, il gioco secondo F. FROEBEL (1826) è un mezzo naturale per lo sviluppo della personalità del bambino, un atto creativo nel quale si liberano attività motorie, sensoriali e linguistiche, quello che sarà l’uomo di domani si forma nella prima infanzia. Il gioco quindi, è per il bambino un’attività scelta liberamente e per questo auto gratificante, ha la funzione di realizzare i desideri e nel gioco a differenza del lavoro la realizzazione è immediata. Per questi motivi il gioco del bambino va considerato, da parte dell’ adulto, un’attività privilegiata in quanto ricca di risorse di apprendimento e di relazioni.

Il gioco interviene in modo incisivo nello sviluppo cognitivo attraverso tutte le sue funzioni:

  • è una forma privilegiata dell’attività motoria, lo sperimentare tutte le forme di gioco fisico consente al bambino lo sviluppo intellettivo in quanto vi è una stretta relazione tra motricità e intelligenza, lo sviluppo del pensiero parte sempre da una base motoria
  • favorisce la socializzazione mediante rapporti attivi e creativi su ambiti sia cognitivo che relazionale
  • consente al bambino di trasformare la realtà passando dal piano della realtà al piano della fantasia e qui sciogliere ansie e tensioni e realizzare desideri
  • sollecita la funzione simbolica, componente essenziale della cultura che l’uomo ha costruito e che il bambino deve apprendere
  • contribuisce a costruire l’equilibrio affettivo,  attraverso il gioco simbolico il bambino esprime le sue esigenze interiori, realizza le sue potenzialità, si rivela a se stesso e agli altri in una molteplicità di aspetti, di desideri e di funzioni
  • promuove lo sviluppo e l’arricchimento del patrimonio linguistico di ognuno.

bambino felice che gioca con la pitturaNel gioco si possono distinguere attività ludiformi, che non sono veramente “giochi” ma ne conservano la forma e vengono vissuti dal bambino con lo stesso impegno: egli sperimenta, esplora, immagina, ricerca, ipotizza e confronta in piena libertà. Queste attività sono: il pasticciamento, il bambino di fronte a un nuovo materiale prova, sperimenta, tenta il suo utilizzo senza eseguire ordini precisi; la manipolazione finalizzata, il bambino lavora con il pongo o con la plastilina o altro materiale a disposizione; le attività grafico-pittorico, il bambino utilizza pennelli, tempere o acquarelli, il teatro dei burattini e delle marionette, il bambino dà voce alle sue paure, ansie o ai personaggi conosciuti, le attività sonoro-musicali, il bambino sperimenta strumenti, suoni, melodie e rumori imparando a distinguerli, ma anche tutte le esplorazioni e le ricerche, la raccolta e la seriazione di oggetti, ossia tutto ciò che può diventare gioco dell’apprendere.

Articolo scritto da Fulvia DiBenedetto, insegnante della scuola dell’infanzia a Torino