psicologia

Il senso di colpa

02 Mag
by Francesca Vottero Ris, posted in Depressione, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Il senso di colpa

ansiaMi sento in colpaè colpa mia…” sono frasi molto ricorrenti che spesso sentiamo o viviamo in prima persona. Il senso di colpa è un meccanismo della coscienza che, ci segnala un disagio e ci rimprovera quando facciamo qualcosa che infrange il nostro codice morale, perseguitandoci fino a quando non ci attiviamo per rimediare con un gesto riparatore.
Tuttavia accade di sentirsi in colpa anche senza un reale motivo solo per il fatto di essere quelli che siamo, di avere qualcosa che gli altri non hanno o di non riuscire a risolvere una problematica di cui però non siamo responsabili.
La colpa è un mix di elementi emotivi e cognitivi, che deriva dalla convinzione di aver danneggiato qualcuno e dalla paura di una punizione da parte delle figure significative. Però non è sempre negativa, infatti ci mette in guardia dall’oltrepassare i limiti, ci costringe ad una messa in discussione e assunzione di responsabilità e favorisce un dialogo interiore che ci aiuta a mantenere le relazioni con gli altri.
Quando ci troviamo a vivere il senso di colpa, si tende a spostare l’attenzione su un evento passato, allontanandoci sempre più dal momento presente. Ci si sente abbattuti o irritati per qualcosa che si è detto o fatto e, assorbiti dallo stato d’animo suscitato da quel comportamento passato, che nessun gesto potrà riparare a pieno, per quanto ci sforziamo.
Per poter tenere sotto controllo le emozioni spiacevoli derivate dal senso di colpa (che spesso sono diverse: rabbia, frustrazione, preoccupazione, tristezza, disperazione..) è importante innanzitutto riconoscerlo.
Riconoscere i propri sensi di colpa è difficile poiché significa ammettere la propria incapacità e debolezza scontrandosi con l’ideale di perfezione che ci porta a prefiggersi di essere sempre perfetti e senza cola.
I sensi di colpa si nascondono spesso dietro la mancanza di desideri e frasi come: “no questo non mi interessa” oppure “no non mi piace” o “no questo non mi va”. In realtà quella cosa non ci va poiché il solo ipotizzarla terrorizza la persona che non può ammettere a se stesso la sua debolezza. Quindi, proprio per la tendenza a nasconderli, la conoscenza del senso di colpa non va mai data per scontata. Anzi spesso è necessario lavorare su di essi partendo ad esempio dalla attuale incapacità a dire dei “NO” alle richieste altrui.
La colpa insieme alla vergogna e all’ansia sono emozioni molto importanti perchè spesso implicate nella sofferenza vissuta dalla persona.

Lutto perinatale

28 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in In evidenza, Lutto   |  Commenti disabilitati su Lutto perinatale

La maggior parte delle informazioni di seguito riportate sono state tratte dal sito www.ciaolapo.it un’associazione onlus per la tutela della gravidanza e della salute perinatale. Offre sostegno psicologico ai genitori che perdono i figli in gravidanza e dopo il parto.

Il lutto perinatale presenta tutti i drammatici aspetti del normale processo del lutto, con la differenza che è “biologicamente” inaspettato, e dunque particolarmente “inspiegabile” (cit. Dottoressa Claudia Ravaldi www.psico-terapia.it)

La morte perinatale è quando si ha la perdita di un bambino tra le 27a settimana di gravidanza e i 28  giorni dopo il parto. Tecnicamente, ed erroneamente, viene così distinta dall’aborto che è invece la perdita dell’embrione o di un feto prima della 27a settimana. In realtà il dolore psicologico ed emotivo non è in crescendo con i mesi della gestazione: ogni bambino, a qualunque settimana di vita, rappresenta se stesso all’interno di una famiglia quindi la sua importanza è indiscutibile.
Fatta questa importante e imprescindibile affermazione bisogna anche riflettere sia sulle modificazioni biologiche e psicologiche durante i vari mesi di gestazione che sul significato del concepimento. E’ necessario rendersi conto che il vissuto di maternità e paternità nel corso dei mesi si modifica, il legame diventa sempre più profondo, si cominciano a creare delle aspettative, ad immaginare il bambino, a come cambierà la vita familiare senza dimenticare che a prescindere dall’esito della gravidanza e dalla sua durata rimarrà sempre un evento molto importante che farà parte sia della vita della donna e dell’uomo, che della coppia. Dobbiamo anche tenere presente che soprattutto nel lutto perinatale, anche se in maniera diversa, ogni membro della famiglia, ne soffre, il dolore viene provato anche dai figli già presenti, dai nonni… Ogni individuo reagisce in maniera differente di fronte al lutto, chi con con il pianto, chi con lo sfogo verbale, chi con il silenzio e tanto altro… non c’è una modalità più appropriata per superare il dolore. Ognuno deve rispettare le personali modalità di affrontare il lutto. Bisogna avere sempre in mente il benessere dei fratellini se ci sono e quindi riuscire a spiegare con parole chiare e semplici, e con empatia, ciò che è successo senza nascondere i propri comportamenti dovute al lutto come piangere, avendo sempre cura di esprimere con parole chiare le emozioni che stiamo provando. Nella coppia le due persone hanno carattere e personalità spesso molto diverse e per questo è probabile che vivano il lutto in maniera opposta, ciò non vuole dire che si stiano allontanando, anzi ognuno sta cercando di affrontare il lutto nella maniera più efficace per se stesso e probabilmente per la coppia e per questo bisogna cercare di parlarne. Non bisogna dimenticare che anche l’uomo sta soffrendo ed il suo dolore è lecito quanto quello della donna anche se non lo portava in grembo, era anche suo figlio. Sarà dunque particolarmente importante tenere presenti tutte le persone coinvolte nell’evento, accettando quanto possibile le personali modalità di affrontare il lutto.
Quando purtroppo una coppia si ritrova ad uscire dall’ospedale invece che con il figlio con un lutto, ovviamente sotto shock perché biologicamente questa morte non era prevista, sarebbe molto efficace che ci fossero dei professionisti (come psicologi e psicoterapeuti) in grado di dare immediato supporto alla diade.

Consiglio ad ogni coppia che si trovi in questa situazione di rivolgersi a un professionista della zona in grado di supportarli in un momento così difficile.

E’ possibile anche rivolgersi a gruppi di auto-mutuo aiuto (www.ciaolapo.it) con persone che hanno vissuto questa esperienza che possono comprendere il dolore che si prova, le emozioni negative, (soprattutto il senso di colpa), e che si trova nell’incessante ricerca di spiegazioni di infiniti “perché” e di “se solo avessi/non avessi”. Tutto questo, normale nelle prime fasi di lutto, durante un corretto processo di elaborazione è destinato a scemare gradualmente, lasciando il posto a pensieri ed emozioni più adeguate (cit. Dott.ssa Claudia Ravaldi www.psico-terapia.it). Il lutto non verrà mai cancellato dalla vita di una persona ma la rabbia, i sensi di colpa e l’amarezza lasceranno il posto al ricordo tenero e nostalgico di un bambino mai nato o morto troppo precocemente.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, riceve presso studio privato in via Casalis 31, torino.

Psicologi a Torino

19 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Psicologia   |  Commenti disabilitati su Psicologi a Torino

Dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino, Psicoterapeuta Torino, Terapia E.M.D.R.

A Torino psicologi per adulti, psicologi per bambini, psicologi per adolescenti, psicologi per genitori, neuropsichiatri infantili. Servizi di psicologia per adolescenti. Psicoterapia a Torino.

Il 1 gennaio gennaio 2008, dall’unione delle ex Asl 1 e Asl 2 di Torino è nata l’Azienda sanitaria locale “TO 1”. Sede legale e amministrativa Via San Secondo 29 – 10128 Torino – centralini: ex Asl 1 di Torino 011 5661566; ex Asl 2 di Torino 011 70951.

Mole Antoneliana TorinoLa ASL TO 1 – Torino ha competenza sul territorio di:
Torino Circoscrizione 1 (Centro, Crocetta)) Torino Circoscrizione 2 (Santa Rita, Mirafiori Nord) Torino Circoscrizione 3 (San Paolo, Cenisia, Cit Turin, Pozzo Strada, Borgata Lesna) Torino Circoscrizione 8 (San Salvario, Cavoretto, Borgo Po) Torino Circoscrizione 9 (Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia) Torino Circoscrizione 10 (Mirafiori Sud) e sul Presidio Ospedaliero Oftalmico C. Sperino (ex Asl 1 di Torino), Presidio Ospedaliero Evangelico Valdese (ex Asl 1 di Torino) e il Presidio Ospedaliero Martini (ex Asl 2 di Torino)

All’interno dell’ASL TO1 ci sono due Strutture di Neuropsichiatria, con ambulatori collocati nei Distretti. Le Direzioni e Segreterie sono: Via San Secondo 29 bis Torino- tel 011.5662034 (Distretti 1 – 8 – 9 e 10); Via Tofane 71 Torino- tel 011.70952547 – Ospedale Martini (Distretti 2 e 3).

I Servizi di psicologia sono composti da medici neuropsichiatri infantili, psicologi dell’età evolutiva, fisioterapisti, logopedisti, educatori, infermieri e personale amministrativo.
Le attività sono rivolte a bambini e adolescenti in età compresa tra 0 e 18 anni e consistono in:
– attività di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione dei disturbi neurologici, psicologici e psichiatrici
– attività di tutela (in collaborazione con i Servizi Sociali ) nelle situazioni di rischio psicoevolutivo
– attività istituzionali relative alle adozioni, agli affidi familiari, all’inserimento scolastico dei soggetti con handicap

Presso il polo ospedaliero dell’Ospedale Martini di Torino vengono effettuate attività di diagnosi e cura che richiedono un ricovero in area pediatrica o indagini strumentali (laboratorio di neurofisiologia, biopsie muscolari, accertamenti radiologici, esami di sangue…)
Vengono svolte le seguenti attività specialistiche: visite specialistiche neuropsichiatriche, esami neurofisiologici (EEG standard e in altre condizioni, Potenziali Evocati), colloqui psichiatrici, colloqui di sostegno psicologico, psicodiagnosi, psicoterapia individuale, sostegno ai genitori, psicoterapia di coppia, valutazione e riabilitazione neuromotoria, valutazione e riabilitazione logopedica
Sono presenti equipe di lavoro dedicate ad ambiti specifici come il maltrattamento e l’abuso infantile, disturbi pervasivi dello sviluppo, malattie rare…
I progetti individualizzati per i minori disabili vengono definiti insieme agli operatori sanitari e sociali nell’ambito della commissione Unità Valutativa Minori.
L’accesso al Servizio avviene in base alla residenza del minore sul territorio dell’ASL.

Nell’ambito dei compiti della Neuropsichiatria Infantile dell’ASL TO1 rientrano le attività di Riabilitazione neuropsicomotoria e logopedica. In questo ambito si individuano diverse aree di coinvolgimento che si possono schematicamente riferire per la riabilitazione neuropsicomotoria a patologie neuro e psicomotorie, disturbo pervasivo dello sviluppo , per la riabilitazione logopedica a disturbi del linguaggio di varia natura e disturbi specifici dell’apprendimento.

In collaborazione con il Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino è operativo un ambulatorio specializzato per la diagnosi e la presa in carico dei soggetti con Disturbo Pervasivo dello sviluppo (Autismo).

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino, riceve presso studio privato in vi Casalis 31 torino.

Psicologi e Psicoterapeuti: differenze dal punto di vista legale

11 Ott
by Francesca Vottero Ris, posted in In evidenza, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Psicologi e Psicoterapeuti: differenze dal punto di vista legale

Fonte: http://www.guidapsicologi.it

Sostegno psicologicoSe prima i confini erano sfumati, a seguito della riforma universitaria la branca della psicologia si è ulteriormente diramata provocando ancor più confusione riguardo le differenze fra le varie figure professionali connesse al titolo. Si tende, infatti, a confondere spesso lo Psicoterapeuta con lo Psicologo, ma vedremo che le differenze ci sono e come.
Per prima cosa a differenziare le due figure professionali è la legge stessa: mentre a livello legale la professione di Psicologo (legge n.56 del 18 febbraio 1989)  “..comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito. Per esercitare la professione di Psicologo è necessario aver conseguito l’abilitazione in Psicologia mediante l’esame di Stato ed essere iscritto nell’apposito albo professionale..”,  la professione dello Psicoterapeuta è subordinata  “…ad una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia, attivati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, presso scuole di specializzazione universitaria o presso istituti a tal fine riconosciuti con le procedure di cui all’art. 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica.”
Studio per prestazioni psicologicheDi conseguenza per diventare Piscoterapeuti bisogna essere prima degli Psicologi e sarà necessario frequentare una scuola di specializzazione (della durata di almeno 4 anni) riconosciuta pienamente dallo stato. Una volta ottenuta la specializzazione il soggetto potrà effettuare le attività relazionabili alla figura dello Psicologo (diagnosi, didattica, riabilitazione, sperimentazione) e dello Psicoterapeuta (psicoterapie di diversa matrice, con l’utilizzo di tecniche e procedure acquisite durante il corso di specializzazione).
Le due figure, infine, si distinguono ulteriormente dallo Psicoanalista e dallo Psichiatra, infatti, lo Psicoanalista può essere definito come uno Psicologo specializzato in psicoanalisi, mentre lo Psichiatra non è uno Psicologo, ma un vero e proprio Medico specializzato in psichiatria.Quest’ultima figura però può essere paragonata allo Psicoterapeuta in quanto la specializzazione prevede corsi di psicoterapia ed anche dal punto di vista legale (nonostante i pareri dei professionisti non siano unanimi) vengono equiparati.

Psicologia per adulti

“Tutto è difficile prima di essere semplice”

In parole povere, a differenziarli è l’approccio in quanto per lo psicoterapeuta considera la persona come elemento centrale del processo, mentre per lo Psichiatra è centrale il problema.

Relativamente alla figura dello Psicologo, a confondere le idee oggi interviene anche la figura del Counselor (figura professionale il cui obiettivo è sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente che richiede la consulenza) verso cui però fa chiarezza l’Antitrust affermando che quest’ultima figura “..non trova riconoscimento né nella legge 56/89 né in altre leggi dello Stato”.

Studio di psicologia a TorinoDottoressa Francesca Vottero Ris, Psicologa Torino Psicoterapeuta Torino, riceve presso lo studio privato di via Casalis 31, 10143 Torino.

Ragazzi e sessualità

21 Set
by Francesca Vottero Ris, posted in Adolescenti, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Ragazzi e sessualità

ragazziL’adolescenza è un periodo di passaggio dall’infanzia all’età adulta. La sessualità a questa età spesso rappresenta un problema per i ragazzi. Tante domande si affacciano nella loro testa e rimangono senza risposta, l’educazione sessuale è spesso affidata ai coetanei. La consulenza psicologica può essere di grande aiuto ai ragazzi quando un problema legato alla sessualità, alla contraccezione, all’identità di genere (sono omosessuale? sono una donna in un corpo maschile?), alla relazione di coppia, non può esser discusso in famiglia o con qualche adulto di riferimento.

Parlare di sessualità in famiglia non è facile, a volte chiedere aiuto ad uno psicologo può essere di grande aiuto nel corso dell’adolescenza per prevenire problemi legati alla sessualità in età adulta.

Ragazzo indecisoLa sessualità può diventare un problema importante quando per qualche motivo il ragazzo ha avuto delle esperienze traumatiche, delle violenze, oppure se sente di non poter fare a meno di avere comportamenti sessuali scorretti o che lo mettono in pericolo o lo fanno soffrire.

In questi casi i ragazzi hanno bisogno di essere aiutati a capire che cosa fare per superare gli ostacoli che gli impediscono di sviluppare una sessualità serena ed armonica. Senza questi chiarimenti la sessualità potrà facilmente diventare un problema angosciante che influenzerà l’intera esistenza del ragazzo.

Lo psicologo deve essere interpellato non per “curare” ma per aiutare a capire ed a comportarsi.

Dottoressa Francesca Vottero Ris psicologa a Torino, riceve presso lo studio privato di via Casalis 31, Torino.

Giocattoli e attività ludica del bambino

11 Gen
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Giocattoli e attività ludica del bambino

Nell’articolo precedente è stato sottolineato che il gioco è un’esperienza incisiva dell’apprendimento, perché il bambino nell’attività ludica, per imitazione e per confronto, utilizza elementi della cultura sociale adulta. Secondo alcune teorie la cultura umana discende dal gioco perché esso è “uno dei modi di essere dell’uomo stesso” in quanto “libera e gioiosa forma di espressione dell’io”.

Traumi nei bambiniQuesto consente di fare alcune riflessioni sul giocattolo e la sua scelta in quanto si tende a generalizzare il concetto di giocattolo a tutti gli oggetti che il bambino usa come strumento di gioco. Si può fare una distinzione utile fra il materiale ludico che è costituito da tutto ciò che il bambino utilizza come gioco e il giocattolo inteso come strumento costruito dall’uomo, che possiede una sua struttura che ne determina la funzione e lascia poco spazio all’intervento del bambino. Il giocattolo è diventato un prodotto dell’industria e merce di consumo e non sempre vengono rispettati i requisiti necessari alle finalità educative e formative del bambino, in ogni caso è errato avere nei confronti del giocattolo un atteggiamento negativo, l’importante è saper scegliere tenendo presenti i requisiti giusti.

Bisogna indirizzare le scelte verso giocattoli che assicurano al bambino “il ruolo di soggetto attivo, curioso e protagonista della propria crescita e capace di interagire con gli altri, compagni e adulti.”

bambino contentoDevono essere esclusi tutti quei giocattoli che sono “autosufficienti” in quanto dotati di movimento, questo rende passiva l’azione del bambino alimentando  il suo disinteresse verso l’oggetto in poco tempo. Meglio far ricadere la scelta su giocattoli un po’ “incompleti” nella riproduzione della realtà, perché sono quelli che più stimolano il bambino alla costruzione di accessori, nulla togliendo a quei giocattoli come la bicicletta o il pallone che pur se completi, sono funzionali all’attività motoria.

bambino felice che gioca con la pitturaCi sono giochi strutturati e materiali amorfi, sono importanti tutte e due nel senso che i materiali strutturati perseguono obiettivi cognitivi ed educano il bambino al senso dell’ordine e della consequenzialità logica, ne sono un esempio: le tombole, i domino, i giochi di società con ruoli, le sequenze di numeri, forme, stagioni, i puzzle, i set da costruzione, il computer giocattolo, la casa delle bambole con accessori, i set da cucina, i robot e altri personaggi da costruire, le automobiline, gli strumenti musicali semplici, i libri, le biciclette, gli scivoli e le altalene per i giochi all’aperto, il microscopio ecc. I materiali amorfi favoriscono le attività fantastiche immaginative-creative del bambino ne sono un esempio: la sabbia, l’acqua, le conchiglie, il legno, le foglie, le pietre, la pasta da modellare, il collage, le tempere, il proprio corpo, il corpo della madre o del padre, il linguaggio e tutto ciò che si trova nell’ambiente. Importante è che il bambino si senta sempre protagonista e possa tradurre il gioco nel gioco dell’apprendere.

Citazioni tratte da I nuovi orizzonti della scuola dell’infanzia

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a torino

Selettività del cibo e rifiuto di mangiare nei bambini

16 Set
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Disturbi alimentari   |  Commenti disabilitati su Selettività del cibo e rifiuto di mangiare nei bambini

Disturbi alimentari nei bambiniIl rifiuto di mangiare o un’eccessiva selettività del cibo da parte di un bambino suscita sempre nei genitori una grande ed intensa preoccupazione. La situazione più grave che si possa presentare è quella di una anoressia vera e propria, ossia un rifiuto totale del cibo, me è un fenomeno abbastanza raro in età infantile dove per lo più si trova legato a disturbi mentali gravi o situazioni estreme di maltrattamento infantile.

A volte forme intermedie di anoressia si presentano in occasione di cambiamenti del regime alimentare come nello svezzzamento, in periodi di malattia, in fasi di grandi cambiamenti di vita come traslochi o afidmento ad altre figure di accudimento.

Problemi alimentari bambiniMolto difrequenti sono l’eccessiva sellettività nei confronti del cibo: il bambino può magiare solo due o tre tipi di cibo e ha difficoltà ad accettare nuovi sapori.

In ognuna di queste situazioni è importante rivolgersi al pediatra affinchè suggerisca le tecniche nutrizionali più adeguate, se il problema dovesse essere particolarmente complicato o persistere e fonte di eccessiva ansia per i genitori ci si può rivolgere ad uno psicologo che possa inquadrare il problema e le dinamiche relazionali e pianificare delle strategie d’intervento risolutive.

L’alimentazione ha una grande valenza simbolica: le dinamiche che si attivano tra bambino  e figura di accudimento al momento del pasto, lasciano filtrare sentimenti, emozioni e credenze reciproche che creano modelli mentali del bambino.

Famiglia che legge un libroI problemi più frequenti alla basa del rifiuto del cibo ruotano attorno ad un ipocoinvolgimento o ad un ipercoinvolgimento delle figure di cura rispetto all’alimetazione: alcuni adulti possono ad esempio possono mostrarsi imprevedibili di fronte ai segnali di richiesta del cibo oppure vivere con troppa ansia tuto ciò che riguarda il cibo al punto da diventare l’unico canale di comunicazione affettiva.

Naturalmente anche le predisposizioni temperamentali del bambino possono avere un ruolo nella creazione di problematiche alimentari, ma sarà compito dell’adulto capire cosa succede e perchè e modificare i propri comportamenti per meglio adeguarsi alle richieste del bambini.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino

VALPEMEDICA: studio medico specialistico e ambulatorio odontoiatrico a Luserna San Giovanni

31 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in In evidenza, Psicologia   |  Commenti disabilitati su VALPEMEDICA: studio medico specialistico e ambulatorio odontoiatrico a Luserna San Giovanni

Studio medico a Luserna San GiovanniDopo un pò di attesa durante la quale speriamo di aver attirato la vostra attenzione FINALMENTE APRE VALPEMEDICA, il primo ambulatorio odontoiatrico e studio medico specialistico della Valpellice, Via Primo Maggio, 80 Luserna San Giovanni (To). ValpeMedica nasce per fornire un servizio sanitario di eccellenza unico nella zona in grado di riunire nella stessa struttura un equipe di specialisti in grado di soddisfare ogni esigenza.

Psicologia per adulti

"Tutto è difficile prima di essere semplice"

E’ presente presso lo studio medico di Luserna San Giovanni un servizio di psicologia e psicoterapia che propone prestazioni qualificate per la prevenzione, la diagnosi e la cura del disagio psicologico in adulti, adolescenti e bambini.

Per prenotazioni telefonare allo 0121-212356 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 19.00 dal lunedì al venerdì. Per ulteriori informazioni visita il sito di Valpemedica.

 

Pillole o parole?

03 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in Terapia cognitivo-comportamentale   |  Commenti disabilitati su Pillole o parole?

Viene riportato un interessante articolo sull’utilizzo e l’utilità degli antidepressivi (fonte: blog degli Studi Cognitivi e Psicoterapia e Ricerca; autore: Dott.ssa Sandra Sassaroli).

La New York Review of Books, uno dei più prestigiosi giornali del mondo anglosassone, pubblica  tra giugno e luglio due articoli di Marcia Angell che costituiscono un attacco duro e severissimo al mondo psichiatrico moderno. Ha vinto nel mondo psichiatrico il punto di vista che quasi tutto dipenda da squilibri chimici nel cervello. Questo ha portato ad una crisi grave delle psicoterapie e al fatto che la maggior parte degli psichiatri ormai distribuiscono solo farmaci e non parlano più con i pazienti se non per inferire da alcune cose che essi dicono, i “sintomi” che necessitano di essere curati.  E che essi cureranno, sintomo per sintomo. Il risultato di questo è che oggi il 10% circa degli americani sopra i sei anni si cura con farmaci psicotropi.

Kirsch, l’autore di uno dei  libri recensiti nell’articolo (2011) si chiede se gli antidepressivi funzionano e arriva a sconcertanti risposte. Il punto è questo: le case farmaceutiche che distribuiscono e guadagnano sui farmaci sono divenute negli anni non solo parte del sistema diagnostico che definisce le malattie mentali e le categorizza, ma anche di come esso debba essere trattato.Quando tutto è iniziato (anni 50) non si sapeva affatto come questi primi farmaci funzionavano:  ad esempio la clorpromazina, uno dei primi farmaci che si sono studiati a metà degli anni cinquanta,si dimostrò capace di  abbassare i livelli di dopamina nel cervello. Questo fatto ha fatto inferire (in modo del tutto arbitrario) che malattie come la schizofrenia fossero causate da un eccesso di dopamina nel cervello.  Insomma , come dice il NYTRB, invece di trovare un farmaco che curasse una anomalia, si è postulata una anomalia per giustificare il funzionamento del farmaco.

Ma non si è ancora trovata nessuna certezza sugli agenti causali della depressione. Kirsch ha studiato per anni i placebo e il problema del funzionamento degli psicofarmaci contro la depressione.  E qui arriva nel suo libro l’attacco a come sono strutturati i trial randomizzati. Questi trial durano 8,10 settimane.  E dopo avere studiato almeno 38 di questi trial kirsch arriva al preoccupante risultato che in sostanza i placebo funziona almeno tre volte meglio del nessun trattamento, e gli antidepressivi funzionano poco meglio dei placebo.  (la proporzione è del 75%, cioè il placebo funziona il 75% di come funzionano gli antidepressivi) . I dati kirsch li ha presi dalla food and drug andiminstration, non dalla letteratura pubblicata. Il motivo c’è, nella letteratura riportata non vengono riportate le ricerche che danno dati non positivi.  Se due trial dimostrano un effetto positivo e vengono pubblicati su journal e 10 trial dimostrano una inefficacia o peggio, non vengono pubblicati. Voi capite che questa prassi influenza grandemente le decisioni per il trattamento,  che poi gli psichiatri ( e spesso anche i medici di base) prendono con i loro pazienti.

Kirsch è riuscito ad avere i dati dal FDA (federal and drug administration) e ha trovato 42 trial di sei farmaci. La maggior parte erano negativi. I placebo funzionavano circa l’82% dei farmaci. Come vedete differenze minime. Le differenze statistiche minime a favore dei farmaci non appaio non significative dal punto di vista clinico.I trial clinici sono fatti in doppio cieco, vuol dire che né il clinico né il paz sanno chi prende il placebo e chi prende il farmaco, Kirsch è andato a studiarsi alcuni trial clinici che fornivano placebo con effetti simili ai farmaci e udite udite, se si dava una sostanza con effetti collaterali simili al farmaco, spariva la differenza tra placebo e antidepressivi. Alcuni pazienti quindi, sentendo gli effetti secondari, deducono che stanno prendendo l’antidepressivo durante il trial e si convincono che stanno migliorando a causa del farmaco.

Kirsch sostiene che molti degli aneddoti clinici del miglioramento dei pazienti in cura per antidepressivi potrebbero essere dati da questo bias della narrazione comune.Ma questo cosa significa per noi? Stiamo attenti, il problema non è di non avere chiari i meccanismi base di funzionamento, la medicina funziona spesso così, abbasso la febbre in ogni caso, indipendentemente dalla comprensione del perché quel corpo malato abbia avuto un rialzo della temperatura,  è una pia illusione che l’unico intervento medico corretto sia quello seduto su una comprensione assoluta del disturbo che si presenta, illusione che ha fatto molto male alla psicologia, dove spesso si è tentato di trovare coerenze assolute, e gerarchicamente inoppugnabili, dove invece occorreva il coraggio di interrompere circoli viziosi di mantenimento, o intervenire semplicemente partendo dall’alleviare la sofferenza. Il problema attiene alla credibilità della ricerca.

Good news: Sono anni ormai che l’intervento psicoterapeutico è sotto attacco proprio a causa della potenza e forza del mondo psichiatrico pro farmaci, quinidi se se ne discute la scientificità può essere un passo verso una apertura a favore degli interventi psicologici

Bad news: per i ricercatori in psicoterapia, un attacco a trial farmacologici potenti, ben finanziati,  dove i parametri da studiare sono precisi e facili da tracciare, (misurare la dopamina) può mettere in discussione il valore di trial clinici dove i parametri sono: il perfezionismo, l’intolleranza dell’incertezza, credenze molto più difficili da definire e rendere operazionalizzate, e dove la compiacenza con il ricercatore e la manipolazione dei parametri da parte del paziente può essere sicuramente un elemento importante di disturbo sull’andamento dell’esperimento.

Angell, M. (2011). The Epidemic of Mental Illness. New York Review of Books, 58, 11, June 23.

Angell, M. (2011). The Illusions of Psychiatry. New York Review of Books, 58, 12, July 14.Kirsch, I. (2011) The Emperor’s New Drugs: Exploding the Antidepressant Myth. Basic Books, New York.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa Torino.

Bambini difficili

12 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Psicologia   |  Commenti disabilitati su Bambini difficili

Non vanno ancora a scuola e sono sempre più rabbiosi e aggressivi tanto che spesso vengono appellati come bambini difficili o peggio bambini cattivi.
E non sono la minoranza perchè ben un bambino su dieci in età prescolare, ovvero fino ai cinque anni, presenta disturbi del comportamento di vario grado. Se è vero che gli esperti rassicurano che spesso non si tratta di una patologia vera e propria, è un segnale da non sottovalutare e che va letto come la crescente difficoltà dei genitori di educare i proprio figli in una società sempre più complessa e con punti di riferimento troppo mutevoli.
Fortunatamente il più delle volte si possono escludere difetti della sfera cognitiva o particolari patologie organiche, mentre si riscontra appunto una forte tendenza a crisi di rabbia, collera e opposizione. Una carica di aggressività, “che rende questi bambini estremamente difficili da educare”.
E bisogna considerare gli effetti a lungo termine di queste difficoltà che emergono già nella prima infanzia, infatti sono proprio i bambini oggi difficili quelli con maggiore probabilità domani di sviluppare condotte a rischio, dalla fuga alla micro-delinquenza.

COSA FARE SE IL  BAMBINO HA UN COMPORTAMENTO ATIPICO?
Rivalita tra fratelliTuo figlio è diventato improvvisamente timido e pauroso quando è fuori casa mentre in casa non smette mai di strillare o piangere quando vuole ottenere ciò che desidera diventa una furia, corre urla ed ha un comportamento insopportabile?
Il tuo bambino manifesta comportamenti così diversi da quando è a scuola a quando è a casa o in ambienti extrascolastici? Ti sei chiesta più volte cosa accadrà quando diventerà più grande?

CHIEDI CONSIGLIO AD UNO SPECIALISTA DELLA PISCOLOGIA DELLO SVILUPPO.

La psicologia dello sviluppo ha messo in evidenza come, durante i primi anni di vita, i bambini attraversino diverse fasi di sviluppo. Tali periodi evolutivi comportano importanti modifiche a livello corporeo, affettivo e cognitivo. Spesso possono presentarsi disarmonie transitorie, caratterizzate da eccessiva timidezza, esplosioni di rabbia violente, difficoltà nelle relazioni con gli altri. Quando si verificano questi episodi è necessario valutarne intensità, frequenza e durata. Inoltre è importante considerarne la pervasività: cioè il mantenimento nel tempo e in differenti contesti. Se è vero che tali difficoltà compaiono in modo transitorio e soltanto in alcune circostanze uno specialista del campo può aiutare i genitori a registrare e considerare i comportamenti atipici del bambino ed eventualmente sostenere i genitori e fornirgli strumenti per poter gestire in modo autonomo la situazione oppure là dove sussistono dei problemi diagnosticabili intevenire preventivamente per evitare lo strutturarsi di un disagio di difficile gestione poi nell’età adolescenziale.

Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

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