regole

Educare i bambini: i no che aiutano a crescere

09 Ago
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione   |  Commenti disabilitati su Educare i bambini: i no che aiutano a crescere

Famiglia che legge un libroLa relazione educativa è il rapporto che si stabilisce tra il bambino e gli adulti educanti: genitori, nonni, insegnanti, educatori ecc. perchè questa relazione sia positiva è bene evitare il cosiddetto “braccio di ferro” tra bambini e adulti. L’adulto che si occupa di educazione deve saper distinguere fra ordini e regole, tanto più che il bambino piccolo non riesce ancora ad interpretare un ordine con oggettività, ma lo vive come imposizione restrittiva soggettiva.

Le regole sono oggettive, stabilite e condivise dal contesto familiare e sociale in cui il bambino vive e cresce, regole a cui tutti si devono attenere in quanto esse hanno una ripercussione diretta sulla convivenza familiare, sociale e civile es. “in classe si parla sottovoce”, “la carta va riposta nel recipiente di raccolta”, “alle nove si spegne la tivù e si va a letto”.

L’ordine o il comando è soggettivo ed è imposto al bambino dall’adulto che così pretende un comportamento spesso dettato dall’umore del momento, es. “non urlare!”, “non mettere in disordine!”, “vieni subito qui!”. In questi casi è naturale che il bambino si ribelli o faccia i capricci perchè gli viene imposto un comportamento immotivato e momentaneo senza riferimenti da lui conosciuti, con conseguente insicurezza, da parte del bambino, di un confine che non può darsi e che l’adulto, suo referente non riesce a dargli.

In questa ottica si capisce come l’ordine sia arbitrario e umorale mentre la regola è chiara, coerente e condivisa da chi agisce la funzione educativa. La regola inoltre evita i capricci dei bambini, le proibizioni imposte dall’adulto e le discussioni inutili.

Rivalita tra fratelliL’esperienza quotidiana dimostra che in generale i bambini escono vincenti da questi “braccio di ferro”, la discussione che ne viene fuori finisce per stancare l’adulto che tende a lasciar perdere: “fai come ti pare…” è una resa ricorrente. È meglio non farsi trascinare in questo meccanismo, dopo un breve scambio verbale bisogna ricordare al bambino le regole stabilite e le possibili conseguenze che potrebbero seguire se continua nel suo comportamento disubbidiente.

L’adulto che cede al capriccio o non riesce a farsi ubbidire provocherà nel bambino la convinzione che egli non controlla la situazione e che può essere facilmente manipolabile. Il segnalare al bambino la possibile sanzione non è un eccesso di rigidità ma una modalità educativa che gli permette di capire e di attenersi a confini prevedibili, semplici e quindi ubbidibili.

Sostegno ai genitoriL’adulto deve essere in grado di agire azioni di contrasto nei confronti dei bambini piccoli, perché essi sono naturalmente narcisisti e centrati su sé stessi, è meglio saper dire “no” in modo chiaro e stabilire regole precise piuttosto che accontentare ogni richiesta. Assecondare il bambino per evitare discussioni, oltre che a favorire il capriccio, gli impedisce di fare “esperienze di vita”, elementi importanti per lo sviluppo cognitivo.

Daniele Novara direttore  del centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti di Piacenza afferma: “Se si danno regole precise, chiare e condivise i capricci sono rare eccezioni” (citazione di D. Novara fonte: Sapere e salute, educazione sanitaria in farmacia n. 87).

Scritto da Fulvia Di Benedetto, insegnante di scuola dell’ Infanzia a Torino.

Educazione olistica rivolta ai bambini

05 Lug
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Educazione olistica rivolta ai bambini

L’educazione olistica è la visione naturale e globale dell’”educare”, educa l’intero bambino e non ne privilegia solo una parte, di solito quella mentale a scapito di quella fisica ed emozionale. L’uomo è formato da un Corpo Fisico ma anche da una parte Emozionale e Mentale che devono convivere in Equilibrio e Armonia, mediante la Consapevolezza che deve abitare a tutti i livelli. La coscienza abita nel mentale ma si raggiunge attraverso il fisico passando dall’emozionale.

Questa premessa dovrebbe far riflettere coloro che si occupano di educazione, dagli insegnanti agli stessi genitori. I bambini assorbono tutto ciò che viene loro proposto, per cui bisogna fare molta attenzione a come ci si comporta in loro presenza, a come si parla e a come si risponde alle loro domande, l’adulto è un ottimo riferimento educativo per il bambino che è un attento osservatore in fase di crescita. Le insegnanti della scuola dell’infanzia che si occupa dell’educazione dei bambini, in quella fascia di età in cui sono più ricettivi, sono molto attente a questo e predispongono un curricolo dove ogni attività viene predisposta e mirata allo sviluppo di ogni aspetto dell’essere umano: il corpo come unità psicofisica, i sensi come unità esplorativa, l’intelletto come unità di apprendimento e memoria.

Attraverso una pedagogia del “fare” dove il bambino è protagonista attivo impegnato in un processo di costruzione di sè stesso e del suo rapporto con il mondo che lo vede protagonista e non soggetto passivo, l’informazione diventa esperienza diretta e si apprende a utilizzare l’immaginazione creativa e l’intuizione in modo che le nuove generazioni siano in grado di affrontare con flessibilità inventiva e pensiero critico i compiti e i problemi di una realtà sempre più complessa e poliedrica, favorendo il passaggio da una realtà centrata su sè stessi ad una dimensione più ampia e globale.

Molte scuole si stanno orientando verso sistemi educativi dove ogni bambino impara a sviluppare tutto il suo potenziale, in modo che possa liberarsi da forme di condizionamento basate sulla teoria della  competitività per favorire modalità di interazione, di collaborazione, di condivisione e di partecipazione con qualunque tipo di realtà sia umana che ambientale.

Con questo orientamento si può avvicinare il bambino alla visione globale e al concetto di ordine cosmico, ossia l’interazione fra lui e l’intera creazione, farlo sentire in rapporto con il mondo intorno a lui, con gli altri esseri viventi e con l’universo… “IO FACCIO PARTE DEL TUTTO” …sentimento umanistico.

Scritto da Fulvia Di Benedetto insegnante di scuola dell’infanzia a Torino

Educare i bambini con le regole

06 Giu
by Francesca Vottero Ris, posted in Bambini, Educazione, Scuola   |  Commenti disabilitati su Educare i bambini con le regole

bambino contentoLe regole sono utili? È la domanda che molti genitori si pongono di fronte all’educazione dei propri figli. Le regole non sono l’obiettivo finale dell’azione educativa, sono un mezzo per conseguire un comportamento civile all’interno della scuola e un comportamento etico nel vivere sociale.

In passato è prevalso un atteggiamento fortemente autoritario che portava ad agire comportamenti molto restrittivi determinati dalla necessità di dare norme e sanzioni. In altri tempi è prevalso un atteggiamento più lassista, giustificato dall’idea che la “regola” ponesse una limitazione alla creatività e spontaneità dei bambini. L’alternanza di queste fasi educative rivela l’inefficacia di entrambe, in quanto evidenzia che è lo stesso adulto ad avere difficoltà a comprenderne l’utilità.

L’adulto che educa deve sapere che utilizzare un sistema normativo non limita la libertà del bambino ma ne guida il comportamento, soprattutto nella fascia di età più bassa, quando il bambino è inesperto e richiede una guida esterna sicura. L’atteggiamento di un bambino di fronte ad una regola è quello di infrangerla per testarne l’attendibilità e mettere alla prova l’adulto, pertanto deve sapere che ad ogni regola “non rispettata” deve corrispondere una sanzione altrimenti si rischia di alimentare comportamenti sregolati e di perdere la propria autorevolezza, bisogna anche ricordarsi di rinforzare i comportamenti rispettati per favorire una progressiva autoregolamentazione del comportamento.

Il bambino spesso si trova di fronte a regole che non riesce a rispettare perchè troppo numerose, contraddittorie, incoerenti o prive di conseguenze. È utile quindi dare ai propri figli poche regole semplici e chiare, pretendendo che vengano rispettate. Educare con le regole significa quindi sviluppare una mente consapevole che ad ogni azione corrisponda una conseguenza positiva o negativa. Il bambino avrà così modo di rendersi responsabile del proprio comportamento prevedendone le conseguenze. In questo contesto l’educare con le regole si riveste di una connotazione positiva e non autoritaria in quanto il bambino apprende non solo a rispettare le norme ma anche a giocare , a parlare e a relazionarsi in base ad esse.

Scritto da Fulvia DiBenedetto, insegnante di Scuola dell’Infanzia a Torino